domenica 30 dicembre 2012

Capitolo 7


Ed eccoci qua!
E' l'ultimo capitolo. Spero che sia stato piacevole per voi come lo è stato per me.
Scrivere cose su Robbè è facilissimo. Il difficile è smettere!
Buon 2013 a tutte!!!
Sparv



Bpov

Mi infila la lingua in bocca.
Lingua che esplora, lecca ed eccita.
Questo qui a baciare è un vero maestro.
Sono fregata.
Finisce il suo pasto risucchiando sonoramente il mio labbro inferiore.
E sto rovinando la pelle della sua poltrona.
Ma anche chissenefrega.
"Vado a farmi un caffè. Tu intanto rifletti un po', eh?"
"Cosa?! Edward! Non puoi lasciarmi qui! Guarda che urlo!"
Non si volta neanche a guardarmi mentre esce si chiude la porta alle spalle.
Fischiettando!
"TI CONVIENE TORNARE IMMEDIATAMENTE! E COMUNQUE LA MIA RISPOSTA E' SEMPRE NO! MI HAI SENTITO?! NO! ENNE O!! NO! ENNE DI NO ED E DI EDWARD!!!"
Non ho parole!
Mi ha lasciata qui! Legata e senza mutande!
Ma quando torna gli faccio vedere io!
Ha! Non avrei dovuto mai venire qui nel suo ufficio! E' Edward Cullen maledizione! E' il bastardo, fottuto, figlio di puttana Edward Cullen! Che mi aspettavo?! Rose e fiori?! 
"BRUTTO BASTARDO FIGLIO DI UNA SANGUISUGA! TORNA QUI!"
Sto parlando ad una porta chiusa.
"Bella. Piantala di urlare. Tanto al piano siamo solo io e te. Calmati e pensa alla mia proposta. Abbiamo tutto il tempo che vogliamo."
Ma... da dove... l'interfono! La sua voce arriva direttamente dall'interfono!
Cerco di slegarmi per rispondere a tono, ma nonostante i miei sforzi non riesco ad ottenere nulla. Sto solo rimbalzando e spostando questa maledettissima poltrona.
"EDWARD! QUESTA ME LA PAGHI! SE NON TORNI IMMEDIATAMENTE NON TE LO SUCCHIERO' MAI PIU'! HAI CAPITO?! MAI PIU'! VITA NATURAL DURANTE!"
Parlo all'interfono ma se non spingo quel pulsantino del cazzo tanto vale che parli con la porta chiusa.
Fa capolino alla porta.
Mpf! Maschi.
"Sto arrivando. Il tempo di un caffè, che diamine. Non c'è bisogno di essere così minacciosa. Ma sono lieto che nella tua mente pensi ancora di succhiarmelo vita natural durante."
Ha un sorriso abbagliante e un'espressione da bastardo.
Quell'espressione che mi fa sprecare liquidi e liquidi inutilmente! Uffi!
Sparisce di nuovo dietro alla porta ora chiusa.
Sono frustratissima.
Lo detesto.
E mi piace da matti.
Un repubblicano!
Se lo sa mio nonno mi disereda.
Da cosa mi disereda non è molto chiaro, ma è sempre un disonore, diamine!
Ecco... mi metto pure a pensare in termini educati... manco lo avessi già sposato!
"E NON ABBIAMO TUTTO IL TEMPO CHE VOGLIAMO! IO HO UN IMPORTANTISSIMO PRANZO DI NATALE! CON UN RAGAZZO GENTILE E CHE MI AMA DAVVERO! E CHE MI FA PROPOSTE SENSATEEEE!"
"E chi è?!"
Ora la porta è spalancata e lui è comparso dal nulla in tutta la sua gloria furiosa.
E mi piace da morire anche così! Anzi, di più, accidenti a lui!
Alzo il mento e cerco di assumere un'aria altezzosa. Ma il fatto di essere senza mutande e con il vestito arrotolato fino in vita non aiuta molto l'immagine.
“Cosa credevi, che avrei passato il giorno di Natale da sola? Illuso. Ho fior fiori di corteggiatori, io. E oggi ho organizzato un succulento pranzetto a casa mia, con... Tyler. Un ragazzo buono, dolce, rispettoso e SINCERO. Non si spaccia per qualcuno di buono e gentile quando invece è UN BASTARDO SENZA CUORE! Lui non mi legherebbe mai ad una sedia, mezza nuda, RICATTANDOMI!”
Non so assolutamente di chi io stia parlando in questo momento, ma lui non può saperlo.
“Mmmh... Tyler, dici. Tyler della contabilità?” Chiede con aria impassibile.
“Uhm... si. Proprio lui.”
Bene. Se forma un'immagine nella sua testa, la cosa sarà ancora più efficace.
“Interessante. Perchè, vedi, Tyler è fidanzato con la sua segretaria, Lauren, e mentre visualizzavo i video che testimoniavano la tua assolutamente dubbia condotta, la sua invece è irreprensibile e non ho fatto altro che vedere quanto lui e Lauren si amino e si rispettino reciprocamente.”
“Uff. Lauren. Bravo. Vedo che conosci i nomi delle segretarie altrui. Cos'è? Hai legato e ricattato anche lei?” Gli dico mentre si avvicina.
“No. Ed è inutile che cambi argomento. Lo so a cosa pensi ora. E so esattamente cosa ti piace. Ti ho studiato a fondo Miss Isabella Marie Swan, presto futura signora Cullen. L'unica cosa su cui ti stai focalizzando ora è la tua pressochè nulla resistenza al fatto di essere legata qui, seminuda, di fronte a me, il tuo capo, sulla quale foto ti masturbi allegramente chiusa nel suo ufficio, esattamente dove ti trovi ora,”
Posiziona la foto del misfatto, cioè dei numerosi misfatti, esattamente di fronte a me. E io cerco con tutte le mie forze di non guardarla, ma un piccolo sguardino mi sfugge.
E lui ghigna.
“e invece tutto quello a cui riesci a pensare è quanto ti piaccia questa situazione. Tu, legata, inerme, alla mercè del protagonista delle tue fantasie, che vorresti ti toccasse... ti scopasse... male... come hai detto tu più volte. Oh no, Miss Swan... a te non interessano minimamente gli uomini buoni, dolci, rispettosi e sinceri. Tu sei una ladruncola per divertimento, non per bisogno. Tu gratti sciocchezze, non generi di prima necessità e non certamente soldi o preziosi. Tu vuoi il brivido. Tu vuoi sfidare le convenzioni. Tu rischi di essere denunciata per accontentare dei bambini, fregandotene delle conseguenze. Tu ti innamori di un perfetto sconosciuto dopo solo un paio d'ore che lo hai incontrato, e lo fai completamente, anima e corpo. Tu... che ora sei qui, e stai lottando con tutte le tue forze per non bagnarmi la sedia, cosa che ti riesce malissimo a quanto posso deliziosamente osservare...”
Cerco di stringere le cosce per non fargli vedere più di quanto non abbia già fatto, ma non ci riesco, maledizione.
Con orrore lo guardo mentre avvicina la mano alla mia passera.
Lo fa lentamente e con un gesto del tutto deliberato e studiato.
Ho una sensazione fortissima nel momento in cui sento un solo dito percorrere la mia fessura, da sotto in su, soffermandosi solo per un secondo in più sul mio clitoride.
“Ahhhh... bastardo.”
 Si avvicina al mio viso. Ha gli occhi chiusi. 
Ed è bellissimo.
Gioca con il suo naso contro al mio.
Mi annusa lievemente.
Gli si forma una piccola ruga tra le sopracciglia.
E io vorrei baciargliela via.
Ma rimango immobile soggiogata dalla sua vicinanza e dal suo contatto, così intensi.
“Sposami Bella.” Sussurra.
Anche ora...
“No...” Mi esce in un filo di voce.
Apre lentamente gli occhi.
E' come vedere sorgere il sole.
E quest'alba mi invade l'anima e i sensi.
“Un'alba così verde... vorrei tanto toccarti...” Sussurro perduta in quel mare di fuoco verde.
Sorride per un attimo e giurerei di aver visto anche del rosso balenare nei suoi occhi.
Sento la sua lingua sfiorare le mie labbra e io apro la bocca per accoglierla. Per accogliere tutto di lui. 
Lo voglio così tanto...
Ma lui non va oltre.
Lingua, labbra e respiro sfiorano la mia bocca, accendendo il mio desiderio di lui in un fuoco inestinguibile.
Gemo in frustrazione mentre cerco di avvicinarmi al suo viso, ma lui mantiene la distanza che ha già deciso.
“Baciami...” Prego.
“Sposami...” Geme.
Geme! Oh si... la sua risolutezza sta crollando. 
Devo affondare il coltello nella ferita. E' l'unico appiglio che ho per riuscire a scendere a patti.
“Scopami...” Miagolo.
Lo sento respirare più forte e vedo le sue narici allargarsi lievemente.
Sta cercando di mantenere il controllo.
Ma non si distacca da me.
Devo battere il ferro finchè è caldo.
“Edward... prendimi... sono tua... lo sai che sono tua... ti voglio... slegami...”
“Firma... e avrai quello che chiedi... avrai tutto quello che vorrai...” Sussurra un po' più risoluto.
Firma?
Oh no. Nonono.
Con un colpo di reni faccio muovere la poltrona all'indietro, ma finisce con appoggiarsi al muro.
“Quindi fammi capire bene. Tutto quello che vuoi è che io firmi un pezzo di carta? E' questo il grande gesto di Edward Cullen per proporsi? Una costrizione? Un contratto? Bè, hai sbagliato modi, tempi, e persona. Non accetterò mai una proposta del genere! Io non sposerò mai nessuno per contratto!”
Gli sputo addosso tutta la mia indignazione. 
“Ma il matrimonio E' un contratto. E per te sarà un vantaggiosissimo contratto. Potevi finire in galera e invece ti ho chiesto di sposarmi. Non capisco perchè ti ostini a combattermi.”
“Ah! Non capisci? Allora sappi che preferirei andare in galera piuttosto che piegarmi ad accettare un ricatto. Capisco che tu non sia avvezzo al romanticismo, dato il target delle fidanzate che puoi avere avuto finora, ma IO. NON. SONO. UNA. MERCE. DA. COMPRARE. E non mi frega un cazzo di chi sei.”
Si avvicina a me. Lento e deciso.
“Si invece.”
“Si invece cosa?”
“Si invece a tutto quello che hai detto.”
“Aahhh! Non c'è prezzo con te! Sembri un computer! Io nemmeno mi ricordo quello che ti ho detto a parte 'no'!"
"Si invece anche a quello."
"Ti detesto."
"No. Mi ami."
"Mpf! Ah si? Bè, non ti amo più! Ora slegami."
"No. Prima dimmi che mi ami."
"Ha! Scordatelo!"
"Mai. Però posso farlo ricordare a te."
Si inginocchia davanti a me.
Aperta come una vongola al vapore.
Il che è esattamente l'immagine giusta, cazzo.
"Oh Isabella Marie Swan... sei stupenda così... legata e pronta per me... costretta al mio volere..."
Lo vedo trafficare nella tasca della giacca.
"E scommetto che questa cosa ti eccita da morire vero? Puoi fare di me quello che vuoi e io non posso fare niente!"
Tira fuori il cellulare, lo solleva e si tira un po' indietro.
*click*
"Ma... MI HAI SCATTATO UNA FOTO?!"
Sorride in maniera vittoriosa, il bastardo.
"Oh si... sei favolosa... questa me la metto sulla scrivania."
"COSA? SEI IMPAZZITO? VUOI METTERE ME MEZZA NUDA ALLA VISTA DI CHIUNQUE?!"
Appoggia il cellulare sulla scrivania e torna in ginocchio davanti a me.
E mi accarezza le cosce.
"Certo che no. Stavo scherzando. Nessuno ti deve vedere così. Solo io. Per tutta la vita."
"Ha! Vuol dire che io dovrei rimanere così tutta la vita? Solo per soddisfare un tuo perverso desiderio?"
"Si." Ghigna.
Intanto le carezze si fanno più ravvicinate alla... alla mia vongola.
Arriva lì e inizia ad accarezzarmi lungo la vulva con i pollici.
Ma non uscirà un solo verso da me.
Nemmeno uno.
"Puoi stare lì anche tutto il giorno. La mia risposta è sempre no."
"Ma io non starò qui tutto il giorno. E neanche tu. Ti do, diciamo... 10 minuti. E mi sono tenuto largo." Mi dice guardando l'orologio.
"Oh! Ma guarda! Ora che fai? Cronometri il mio orgasmo? Sei un megalomane. E ti sbagli."
"Si. Si. No."
Ormai lo conosco. Mi ha risposto in ordine. 
E' incredibile.
E io lo amo...
Mi guarda intensamente mentre le sue carezze diventano precise e studiate.
Ha la bocca aperta e la sua lingua accarezza il bordo dei suoi denti, le sue palpebre si abbassano lievemente.
Questo giochino lo sta eccitando quanto eccita me.
Sento le sue dita raccogliere i miei fluidi e inumidirmi dappertutto.
Passa ripetutamente sul clitoride e io non posso fare a meno di sussultare ogni volta.
E gemo.
Fanculo.
Ma è dannatamente lento. Se continua così morirò, perchè la faccenda potrebbe durare delle ore.
"Vuoi che ti faccia venire, Isabella?..."
"Si... No..."
"Si o no?..."
"Stronzo..."
"Chiedimelo..."
"Per favore... puoi... puoi andartene affanculooo?..."
"Tsk.Tsk. Isabella Marie... tu sai che vuoi venire. E io lo so... chiedimelo."
Uff!
"Edward... leccami..." Gli chiedo senza vergogna.
Spalanca gli occhi per un attimo e li vedo scurirsi.
Ma effettivamente non riesco a vedere di più, perchè l'attimo dopo lo trovo a pasteggiare... deliziosamente... con la mia... vongola...
Lo sento grugnire quando afferra le mie cosce per tirarmi giù sulla poltrona il più possibile verso di lui, poi riporta le sue mani all'interno delle mie cosce tenendomele larghe per avere il completo accesso.
Sento il tocco della sua lingua, ed è mille volte meglio di... tutto...
Chiudo gli occhi persa in quella tortura celestiale.
"Guardami." Mi ordina.
Si è staccato da me, e posso vedere la sua bocca brillare del mio succo e della sua saliva.
Ora il mio sguardo è agganciato al suo.
Mi fissa mentre lavora forsennatamente al mio godimento.
Geme, respira forte e lecca, mentre si muove dondolando anche lui.
E guardarlo porta la mia eccitazione ad un livello impossibile da misurare.
Sto per venire.
Sto per venire gloriosamente in faccia la mio capo.
I miei gemiti diventano più acuti.
E lui rallenta...
Rallenta!
"Sposami."
"Ooooohhh... Edward... nooo... continua..."
E lui continua.
Poi si ferma di nuovo.
"Sposami..."
"Nooooohhhh...."
Grugnisce in frustrazione. 
Poi si stacca di scatto e si pulisce la bocca con il dorso della mano.
Nel mio stato di quasi orgasmo non riesco a capire bene, ma lo sento slegarmi le caviglie. Malamente.
Poi si alza in piedi e mi tira su.
Non riesco a stare dritta. Non dopo tutto quello slinguazzamento.
Mi prende per un braccio e mi fa piegare a faccia in avanti sulla sua scrivania.
Ora sono a culo, scoperto, per aria.
"Che fai?"
"Ti convinco."
"No... non credo... non è che piazzando la mia faccia sul mio contratto faccia alcuna differenza, anzi..."
Mi allarga le gambe con il suo ginocchio. Brutalmente.
E io gemo di nuovo.
Sono una sgualdrina.
Poi sento il tintinnìo della sua cintura.
"Edward... non vorrai mica... così... a freddo... oooohhhh..."
Mi accarezza di nuovo lì, e lo sento muoversi sul mio sedere. E sento il suo imperiale, maestoso...
"Non sono un sadico, Bella."
"Su questo non ci giurerei... oooohhh..."
"Il tuo culetto spettacolare sarà mio. Molto presto. Ma non oggi. Oggi... aaaahhhh!..."
Mi impala con un gesto rapido ma in qualche modo delicato.
E sento un sorriso aprirsi sul mio volto.
"... sono in missione. Aaahhhh... Missione.... aaaaahhhh... matrimonio..."
"Oooohhh... be- bellissima missioneeeehhh.... ma... ohhhh... falliràààààhhh..."
Prende a pomparmi come un pazzo, sgrillettando la mia vongola al ritmo dei suoi colpi.
"Sposami."
"No."
"Sposami."
"No."
"Sposamiiii..."
"Nooo..."
Stringe la sua mano sul mio fianco, mentre l'altra non perde il contatto con il mio grilletto.
Non vale così!
"Oh, Bella... ti amo... mi... sono... innamorato... di te... in ci-cinque minuti... e... aaaaahhh... so... che sei... la donna... per me... ti prego... ti scongiuro... sposami..."
"Oooohhhh... siiiii... siiii... siiiiiiiiiii... ti spo-ti sposooooohhhhhh...  ooooohhhhh... OOOOOOHHH.... OOOHHHHHHHHHH!!!"
Lo sento impazzito mentre viene dentro di me urlando e stringendomi con tutta la forza che ha in corpo.

Riprende fiato sulla mia schiena e lo sento ridere.
E io rido con lui.
Con la faccia appiccicata alla sua scrivania e le mani ancora ammanettate dietro la schiena.
Siamo due matti.
Lo sento armeggiare e mi trovo le mani libere.
Poi mi solleva e mi fa sedere con lui sulla sua poltrona.
Sono sulle sue gambe e con la testa nell'incavo del suo collo profumato di lui e di sesso.
Non riesco a smettere di sorridere e lui nemmeno.
"Perchè sorridiamo?" Gli chiedo scioccamente.
"Perchè ci amiamo." Mi risponde guardandomi negli occhi.
"Non me l'avevi detto questo però." Mugugno.
"Mi sembrava implicito."
"A me sembrava solo un contratto." Ora sono più chiara.
"Una proposta è una proposta. Meglio mettere tutto nero su bianco."
"Che romantico. Mi vuoi proprio sposare?" Come se  non me lo avesse chiesto già cento volte.
"Si." Non vedo ombra di dubbio nei suoi occhi.
"Ma... non è che possiamo raccontare ai nostri nipotini che tu mi volevi far firmare un foglio e poi mi hai scopato sulla scrivania per farmi accettare."
Ride.
Ed è bellissimo.
Rido anche io con lui, ma...
"Edward?"
"Si, amore?"
"Perchè io? Voglio dire, ci conosciamo solo da ieri pomeriggio, perchè sei così sicuro di voler passare la tua vita con me?"
Non riesco a guardarlo negli occhi mentre glielo chiedo, invece giocherello con la sua cintura ancora slacciata.
Lui mi alza il viso.
"Perchè hai accettato?" Mi chiede con quella piccola ruga tra le sopracciglia.
E io gliela bacio questa volta.
"Perchè ti amo. Perchè anche io mi sono innamorata di te in cinque minuti. E non ho fatto che amarti di più ad ogni 5 minuti che passavano. Anche se non sapevo fossi tu. Anche se mi hai mentito. Anche se hai usato mezzi poco onorevoli per ottenere il tuo scopo." Ridacchio. "Ma ho visto i tuoi occhi. Tutto il tempo. E anche se mi hai detto di chiamarti in un altro modo, loro non mi hanno mai mentito. I tuoi occhi... così..."
"Verdi." Ghigna finendo la mia frase.
Gli do un buffetto sul braccio.
"Non mi prendere per il culo... Mi ero già innamorata di te solo guardandoti passare..."
"E io mi sono innamorato di te solo a sentirti dire parolacce."
Gli do un altro schiaffetto.
"Stai zitto!" Rido. "Anche tu le dici. E scommetto che prima di conoscermi ti trattenevi soltanto."
"E vero. Mi sono trattenuto. Mi sono trattenuto su tutto. Ma poi sei arrivata tu, e mi hai sconvolto la vita." 
Mi bacia leggermente sulle labbra.
Ma io non ci sto e lo tiro a me baciandolo con tutta la passione che ho per lui.
L'amore che ho per lui.
Ma...
"Edward... io non so se il matromonio è una buona idea. Voglio dire... tu sei il CEO di un'azienda e io sono solo-"
"La donna che voglio al mio fianco. Per tutta la vita. E sarà meraviglioso."
Mi guarda intensamente e capisco che con quello sguardo mi vuole comunicare tutta la serietà della sua affermazione.
Poi continua. "Avremo tanti figli bellissimi. E tu ti laureerai e lavorerai con me. E mi obbedirai. E farai tutto quello che ti dico io." Ghigna.
"Ma puoi anche scordartelo, Mr Cullen! Io non cambierò una virgola del mio spirito solo per assecondarti."
Ridiamo insieme.
Poi allunga una mano verso un cassetto della scrivania, e tira fuori una piccola scatolina in velluto.
LA scatolina.
La apre e..
"Oh Cazzo! E'... è'... Edward, questo è troppo! Non posso portare al dito un affare del genere! E' enorme! Ed è..." Lo guardo più da vicino. "Saranno almeno 3 carati ed è un diamante azzurro punto E se non punto D!"
Mi guarda sopreso.
"Esatto... è un punto E in effetti. Esattamente come il tuo punto E... brava Miss Swan. Un'occhiata e hai identificato perfettamente il diamante. Mi devo preoccupare?" Alza un sopracciglio.
"Ha ha. Spiritoso. Se vuoi saperlo non ho mai rubato gioielli, ma in... ehm... famiglia ce ne intendiamo un po'."
Mi infila la lingua in bocca. Di brutto.
Dopo avermi ravanato a dovere, si stacca sonoramente dalle mie labbra.
"Oh Miss Swan... Sono un folle... Mi fa impazzire che tu sia una ladra..."
"Io non sono una ladra. Prendo solo qualcosina in prestito." Sbuffo.
E lui ride.
Ma poi si fa serio e mi fa alzare.
Si allaccia i pantaloni, si passa le mani tra i capelli in un modo assolutamente inutile, ma carino da morire, e mi tira giù il vestito.
E si inginocchia tenendo in alto l'anello.
"Edward... non c'è bisogno di..."
"Oh si, invece. E questo è quello che racconteremo ai nostri nipotini. Isabella Marie Swan, so che non ho agito nella maniera più ortodossa e tradizionale, ma mi sono innamorato follemente di te e non voglio aspettare un minuto di più. Mi hai rubato... uhm... grattato, il cuore, hai reso viva la mia anima, hai sconvolto la mia vita nel modo più bello. Voglio sposarti, voglio fare l'amore con te tutti i giorni della mia vita, voglio tanti figli da te e solo da te, voglio amarti e rispettarti e onorarti per il resto della mia vita. Vuoi concedermi l'onore di diventare mia moglie?"
Rimango ferma a guardare l'uomo dei miei sogni che mi sta facendo la proposta dei miei sogni.
E lui sembra tanto impaurito ora.
Mi inginocchio davanti a lui.
"Oh Edward... Si. Si a tutto. Ti amo con tutto il cuore. Voglio amarti, rispettarti e onorarti tutti i giorni della mia vita. E voglio scoparti fino allo sfinimento. Si che voglio sposarti!"
E il sorriso che fa, manda a fanculo tutti gli altri che credevo radiosi.
Mi infila l'anello al dito.
E' perfetto.
E io sono sopraffatta.
"Oh Bella... non piangere... perchè piangi?"
Mi stringe a se e sento le sue braccia avvolgermi tutta.
E sento un calore che non ho mai provato prima.
"Perchè ti amo, e sono felice."
"Anch'io ti amo, mia piccola grattina... e ti amerò per sempre."

Ci alziamo ancora stretti in quell'abbraccio.
"Vieni."
Mi prende per mano.
"Dove mi porti?"
"A conoscere mia madre."
"Cosa?! Edward. Io sono senza mutande."
"Passiamo prima al reparto intimo. Sono sicuro che mentre camminiamo riuscirai a grattarne un paio della giusta taglia, colore e marca."
"Sento che questo sarà un matrimonio molto conflittuale." Sbuffo. 


Fine.

sabato 29 dicembre 2012

Capitolo 6





Attenzione: Bella POV


Tuuuu-Tuuuu
"Si... pronto..."
Uuuhhh... molto bene. Sento del gran sonno da quelle parti. Meglio.
"JASPER!"
"Cosa! Che- che c'è?!"
"Polizia."
"Non ho fatto niente! Ieri sera ero con mia madre! Può testimoniare!"
"Tsk! Quella povera donna prima o poi morirà di crepacuore."
"Bella?... Ma che cazz... che ore sono?"
"Le otto."
"Le otto?! Dimmi che stai morendo, perchè in caso contrario puoi richiamarmi alle due."
"Alle due 'sto cazzo. Jasper. Che fine ha fatto il Babbo Natale che dovevi mandarmi ieri?"
"Oh, merda. Cazzo Bella... scusami, è che ho avuto da fare e Jacob ha dovuto darmi una mano a-"
"Non una parola di più. E' l'ultima volta che ti faccio dei favori, Jasper. Anzi, no. E' l'ultima volta che ti parlo. Punto."
"Dai Bella... lo sai che sono incasinato in questo momento. Cristo Santo, scusami... è che mi è sfuggito... ho avuto per le mani un lavoretto che-"
"Ha! Lavoretto! Me lo immagino! E comunque non voglio sapere niente, e lo sai. Però me la paghi, e cara. Ti voglio fresco e pimpante per tutta la settimana di fine anno. Al St. Thomas. Preciso, puntuale e sorridente. Chiaro?"
"Cosa?! Oh no, Bella, non puoi farmi questo! Per il Capodanno io-"
"Per il Capodanno sarai lì. E non è negoziabile. Altrimenti racconto allo zio Aro cosa hai fatto con Heidi il giorno del Ringraziamento."
"Non lo farai."
"Lo farò."
"No, non lo farai."
"Lo farò, lo farò."
"Si, lo farai. Cazzo, Bella... ma... merda..."
"Buon Natale anche a te. Ci vediamo al St. Thomas."
*click*

Prima missione del giorno: check.
E ora la seconda missione.
Edward-imbroglione-Cullen.
Non ci posso credere.
Non posso credere di essermi scopata Edward Cullen.
Non posso credere di aver fatto un pompino ad Edward Cullen.
Non posso credere di essermi fatta schizzare in faccia da Edward Cullen!
Non posso credere di non aver riconosciuto subito Edward Cullen!
Non posso credere di essermi innamorata come una deficiente di Edward Cullen.
In cinque cazzo di minuti!
Cinque!
Cinque minuti!
Forse anche meno.
Mi è bastato guardare quegli occhi... così verdi...
Certo, gli occhi, si. Perchè, il resto?
E quella voce...
Quella voce così sensuale, vellutata, calda, capace di dire cose magnifiche.
E capace di eccitarmi a morte.
Eh, si. Quando mi ha scopata pensavo di morire. Morire di orgasmite acuta.
Molto acuta.
Ma a chi la sto raccontando, quello sarebbe capace di farmi venire anche solo guardandomi.
Merda.
Perchè ci sono cascata così male?! Perchè?!
Oh, Bella Swan, perchè! Non farmi ridere. Già impazzivi dietro a quell'uomo! Ti sei masturbata più volte solo guardando la foto! Troia!
E gli ho anche raccontato tutti i cazzi miei! 
E gli ho pure detto delle cosettine che ho preso in prestito!
Oh, ma lui si è preso molto, molto di più! 
E mi ha mentito! Spudoratamente!
Edward Cmasen! Ha! Che faccia di culo!!!
Oh, ma se pensa di avermi in pugno, si sbaglia di grosso.
Magari pensa che non mi presenti al lavoro, magari pensa che mi vergogno. Pff! Non ha capito con chi ha a che fare, allora! 
Però te lo sei scopato pur sapendo chi era.
E certo! Come facevo a non farlo? Come facevo a resistere a... a... tutto quel ben di Dio?! 
Ero arrabbiata, certamente. Quando l'ho sentito parlare con Alice, volevo entrare lì dentro e spaccargli quel viso da... da... angelo! Angelo bastardo e mentitore!
Però... quelle parole... ha raccontato ad Alice che mi ama...
Si, ok, le può aver raccontato una storiella come un'altra, però sembrava sincero...
Ha! Sincero! Sincero un paio di palle!!! Si è spacciato per Babbo Natale!!!
E l'ha fatto benissimo...
Sono nella merda.
Ma se pensa di vincere lui, ha fatto male i conti.

Penso e ripenso a un milione di cose, di pro e contro, di quello che mi ha fatto impazzire di lui e di quello che mi ha fatto incazzare.
Ma tra un pensierino e l'altro mi balenano alla mente fotogrammi di quel fantamegasesso che mi ha fatto ieri sera, e... Dio... che Dio!!!
E non posso credere che sia fidanzato con Kate-scopa-in-culo-Denali!
Ridacchio del fatto che quella è stata capace di fargli solo mezzo pompino!
Lo sapevo che è una frigida Miss Stocazzo.
Però ha detto che non la vuole più. Chissà se è vero.
Seee, sogna ragazza, sogna. Quelli come lui si fidanzano e si sposano quelle come lei. Il CEO di Macy's non si mette con una temporanea. Parente di ladri e truffatori.
Già.
Quelli come lui fanno di quelle come me delle amanti. E basta.
Ma io non sono disponibile per quella posizione, Mr Cullen.
Assolutamente no.
Magari, forse...
No! Assolutamente no!!!
Cavolo... il mio cuore e la mia passeretta avranno un lungo, lunghissimo lutto.
Un ergastolo di lutto.
Io lo amo quello stronzo lì!
Piagnucolo, ridacchio, mi incazzo, parlo ad alta voce. Davanti allo specchio in camera mia. E sono completamente vestita, ora. E mi sono accorta di essermi vestita... mmmmh... niente male.
Inconsciamente ho scelto un abito rosso, aderente, corto, scollato quanto basta, autoreggenti e tacchi.
Se questo abito avesse anche la pelliccetta bianca ai bordi sembrerei la versione femminile di Babbo Natale. Ha! L'ironia!
Lascio i capelli sciolti e mi trucco un po', quel tanto che basta.
Ok, mi trucco meticolosamente. Non voglio avere un capello fuori posto oggi.
E poi è il giorno di Natale.
Bisogna consacrare il Natale. Eh.
Si.
Il Natale.
Certo.
Come no.
Dì piuttosto che ti vorresti consacrare il capo. Di brutto. E ripetutamente.
Merda.

<<< C&G>>>

Entro dall'ingresso degli impiegati.
Puntualissima.
E' meglio che mi comporti al massimo della professionalità.
Almeno oggi.
Pfft! Professionalità! Sono stata professionalissima ieri! Ho fatto un servizietto al capo da vera professionista!
Smadonno davanti alla macchinetta del caffè quando vedo arrivare Tanya trafelata.
"Bella! Buongiorno! Buon Natale!"
"Ciao Tan, Buon Natale anche a te."
"Mr Cullen ti vuole nel suo ufficio, subito."
"Non ho dubbi che mi voglia nel suo ufficio." Mormoro.
"Come?"
"Niente, Tan. Grazie, vado subito."
"Ok" Fa per andarsene.
"Tan!" La richiamo.
"Si?"
"Di che umore è oggi il... uhm... capo?"
"Oh, buono direi. Anzi, strano. Stamattina quando è arrivato canticchiava." Mi dice sorpresa dalle sue stesse parole.
"Canticchiava? Co-cosa canticchiava?"
"Oh... Jingle Bells, credo. Ma... giurerei di averlo sentito canticchiare Jingle Bella... ma potrei sbagliarmi, non è che lo stava facendo ad alta voce. Hey! Strano, no? Jingle Bella, come te, Bella!" Ridacchia.
"Ha... ha..." Cerco di ridacchiare anche io. Ma ci riesco di merda.
E Tanya mi guarda con sospetto, ma è solo un attimo, poi continua a chiacchierare davanti alla macchinetta del caffè.
"E' strano il capo oggi. Decisamente strano. E' arrivato prestissimo e si è messo a trafficare con il pc, poi mi ha fatto chiamare gli addetti alla sicurezza, poi ha voluto dei contratti, tra cui il tuo, poi ha voluto i faldoni dei conti e delle donazioni dello scorso anno, e l'ho sentito più volte andare in bagno scristando... forse ha un virus intenstinale... chissà... perchè tornava ogni volta alla scrivania con un'aria più serena... non lo so... se fosse un altro avrei pensato che andava a, diciamo, risolvere questioni pressanti, ma non è da lui, quindi ne dubito... poi mi ha fatto chiamare il Centro Sociale, poi non saprei bene cosa è successo perchè sono andata a prendergli la colazione da Starbucks. E' il giorno di Natale santo Cielo! E lui sembra più indaffarato di tutti gli altri giorni dell'anno messi insieme! Meno male che il mio orario oggi termina alle 12,30!"
Ascolto tutta la sua tiritera ma la mia mente rimane, non so proprio il perchè, focalizzata sul fatto delle sue questioni pressanti.
E qualcosa mi dice che assolutamente non è un virus.
Ridacchio del pensiero di Edward che ogni quarto d'ora va al bagno. Pensando a me! Sono sicurissima che pensava a me.
Spero.
Tanya mi osserva piegando la testa un po' di lato.
"E l'unica persona che mi ha chiesto di vedere subito non appena arrivata, sei tu. Non è che-"
"Grazie Tanya. Vado! Ciao!"
"Ciao..."

Arrivo al piano del grande capo.
Mmmmh... il grande capo... grande davvero. E' la parola giusta.
Edward sembra avere un grande ego, un grande potere, un grande ascendente sui bambini, e un grande, maestoso, imperiale...
Ok. Ok. Meglio non pensarci adesso.
Arrivo davanti alla doppia porta in legno pregiato. Mi sistemo il vestito, i capelli, le tette, mi schiarisco la voce e busso.
"Avanti."
Ooohhh... perchè quella voce mi fa diventare come un budino anche attraverso una porta in legno massiccio tamburato?
Bella Swan! Datti una calmata e digli il fatto suo!
Entro.
A testa alta.
E la prima cosa che vedo è...
... che la scultura di KRostabi è sparita.
Strano.
"Isabella."
Isabella?
Mi volto e...
"Cazzo. Cazzo. Ma che cazzo." Cerco di mormorare.
E'.DA.INFARTO.
E' ingiusto!
Non è valido!
Mi appello al Quinto Emendamento!
Ma anche a tutti gli altri!
"Hai detto qualcosa?"
Ho ancora la mano sulla maniglia della porta, e lui se ne sta lì, bello da morire, vestito da CEO, alla sua scrivania a trafficare con dei documenti, tranquillo come se le ultime 24 ore non fossero mai esistite!
Stronzo.
"Chi? Io? No. Niente. Perchè?"
"Nulla, mi sembrava di aver sentito qualcosa. Vieni... Isabella. Accomodati pure."
Marcio spedita verso la poltroncina di fronte alla sua scrivania. Risoluta a resistergli.
E badando molto bene a come accavallare le gambe.
Cosa che lui assolutamente nota.
Tiè.
Si, ok, forse sono un po' troppo plateale, ma il lievissimo sospiro secco che ho sentito, bè... l'ho sentito.
"Cosa desidera Mr Cullen?"
Metto su la mia faccina angelica. Quella angelica per finta. Quella che di angelico non ha proprio un bel niente.
"Sei licenziata."
"COSA?!" Balzo in piedi.
"E perchè?! Si può sapere?!"
Mi allunga un foglio.
"Questa è una lettera di dimissioni, che tu firmerai. Non voglio che tu abbia problemi con il curriculum se dovesse apparirvi un licenziamento."
Gli strappo il foglio dalle mani e leggo velocemente. 
Ha pensato a tutto il bastardo.
"Non ci penso nemmeno a firmare questo coso! Questa è coercizione!"
"Ti stai laureando in Legge? Che ironia."
"Ha! Non vedo proprio cosa c'entrino i miei studi. E poi sono stufa di essere sottovalutata da te! Potrei benissimo laurearmi in Storia dell'Arte e parlare correttamente, pomposo mistificatore!"
"Bella. Tu sei una ladra."
"Bella lo dici a tua sorella! Io per te sono Miss Swan!"
"Siediti."
"Co-come?"
Sono affannata, e non solo per quello che mi ha detto.
Non riesco neanche a metterlo a fuoco, vestito così! Da CEO! 
Cazzo...
"Ho detto siediti."
Faccio come dice.
Un po' per calmarmi e un po', ok molto, perchè non riesco a non obbedirgli, accidenti!
"Ho un'altra proposta per te."
Fa scivolare sulla scrivania verso di me un altro foglio.
Che io non prendo.
"Ha! Un'altra proposta! Me l'immagino che tipo di proposta! E io non lascio il mio posto! Sono brava in quello che faccio, e sinceramente sono sprecata come temporanea."
"Sono d'accordo. E' per questo che ti faccio quest'altra proposta."
Mi guarda intensamente.
E' deciso.
E' serio, ma ha il suo solito ghigno appena accennato sul viso.
Glielo toglierei a furia di baci.
E di schiaffoni! Ecco!
Sono troppo curiosa per non leggere. Vorrei mantenere il punto ma voglio anche vedere qual'è questa proposta. E' senz'altro qualcosa che richiede dei servizi particolari. Non sono una stupida, so come funzionano certe cose. Ma se crede che io accetti, si sbaglia.
Prendo il foglio facendo un po' di scena, e leggo.
Ha la sua intestazione personale in alto.
La data.
E poi oltre le due righe punteggiate per le firme, con la sua già apposta, c'è solo una parola al centro del foglio.

Sposami.

Rimango inebetita a guardare il foglio.
Forse per un paio d'ore, o un paio di giorni, non saprei.
Credo più probabilmente per un paio di minuti.
Poi lo sento schiarirsi la voce.
Ah... è nervoso.
Questa è bella. Prima mi licenzia, poi mi chiede di sposarlo e il nervoso è lui?
Accetta, cretina!
Non ci penso minimamente.
Sei pazza?! Accetta! Che cazzo fai?
Deve essere uno scherzo.
Tu firma, e lo scherzo diventa un documento legale!
Oh no. Non così.
Come non così?! Da quando ti metti a badare alla forma?! E' Edward Cullen! Tu lo vuoi e lui ti vuole! Che cazzo vuoi di più?!
Cosa voglio di più? Che non sia un cazzo di contratto!
Ributto malamente il foglio sulla scrivania.
"No." Gli dico sorridendo, con voce cristallina e melodiosa.
"No?"
"Sei sordo? No."
"Senza condizioni?"
"Senza condizioni. Il mio è un no bello pieno. Soddisfatto? Posso andare?"
"No."
"Mi hai licenziata, quindi significa che me ne posso andare."
"Non hai firmato la lettera di dimissioni, quindi significa che sei ancora mia dipendente." Ghigna.
"Dammi qua. La firmo immediatamente."
"Dimissioni respinte."
"Ma se la lettera l'hai fatta tu! Che fai? Prima scrivi e poi respingi da solo?"
"La lettera la firmerai a tempo debito. Non prima di avere accettato l'altra proposta."
"Quella non è una proposta. E' un comando!"
"Si. E quale mia dipendente sei tenuta ad eseguirlo."
"Non siamo nell'esercito. Non mi spetta la Corte Marziale."
"Se non lo fai, ti punirò."
*DING!*
Ti punirò.
Ti punirò.
Ti punirò.
Merda. Ho le mutandine bagnate. Maledetto.
"E che farai, mi sculaccerai?" Merda. Mi è uscita la voce sbagliata! Volevo essere sarcastica e invece sono sembrata una puttanella vogliosa! E tutto quello che il mio inconscio, diventato ora un po' troppo conscio mi dice è 'Si, ti prego, dimmi di si!'.
Conscio traditore!
Sei pazza? Non puoi farti mettere le mani addosso!
Ha! Le mani me le ha già messe ovunque, una sculacciatina in più non può rappresentare certo un danno d'immagine!
“Mmmmh...” Sta valutando! Sta valutando la sculacciata! Con tanto di morsetto al labbro inferiore e sguardo torbido!
Devo fermarlo subito.
"E io ti denuncio."
"Per cosa?" Mi guarda sorpreso aggrottando le sopracciglia.
"Per molestie sessuali."
"Cosa?! Io non ti ho molestato."
"Tu, Mr Cullen, mi hai scopato. Sul lavoro."
"Non era orario di lavoro."
"Ma eravamo qui. E tu sei il mio capo."
"E tu sei una ladra. E sei tu che mi hai molestato. Non io."
"Cooosa?! Ha! Questa è bella! Cosa vorresti dire? Che ti è venuto duro perchè sei stato costretto?"
Si schiarisce la voce e si risistema sulla sedia.
Mmmm... e questa è la prova schiacciante. Non ti sono bastati tutti quei viaggetti in bagno, Mr Cullen? Povero pisellino sofferente!
Bè, pisellino proprio no.
"Voglio mostrarti una cosa."
Gira il monitor del suo pc verso di me, e con il mouse clicca su un'icona in basso.
Appare un filmato strano, preso dall'alto...

"Ma... ma... Oh, Signore! Grazie!! Grazie!!! Grazie per aver esaudito i miei desideri!!! E' bellissimo... è il più bel regalo di natale del mondo! E' meraviglioso! E' maestoso!! E' imperiale!!! Oh Edward... non vedo lora di sentirlo tra le mani..."

"OhmioDio. OH.Mio.Dio!"
Sono io in ginocchio davanti ad Edward nello stanzino, ieri pomeriggio!
"Devo continuare?" Ghigna.
"C'era una telecamera?!"
"Ci sono telecamere ovunque. Tranne nelle toilette ovviamente."
"Ah!"

"... in bocca... sulla mia lingua... voglio baciarlo e leccarlo... e sentirlo giù... dritto fino in gola... e sentire il tuo caldo seme su di me..."
"Bella..."
"... spruzzato addosso..."
"Bella... non... dire... così..."
"... voglio sentirlo ovunque... in bocca... tra le mie tette..."

"Vuoi-vuoi togliere questo coso per favore?!"
Lo chiude.
"Bene. Dicevamo? Vogliamo parlare di dove lo volevi sentire?"
"Edward. Questo è un colpo basso persino per te. E comunque non prova niente. Potresti avermi costretto."
"Bella. Dubito che le tue esclamazioni davanti al mio membro, vediamo se ricordo bene, meraviglioso, maestoso e... oh si! Imperiale, mi piace imperiale, siano dettate dalla costrizione, o coercizione, come la chiami tu."
"E che vuol dire? Potrebbe anche essere stato che tu mi stavi minacciando con un'arma."
Si, certo, Bella. Un'arma del cazzo.
"Bella."
"Edward."
"Non dire assurdità."
"Perchè? Non possiedi armi?" Dico annoiata.
"Certo che si. Ho una pistola."
"Cosa?! Oh! Hai anche delle armi adesso! Fantastico! Non me lo sarei mai aspettato da te!"
"E' per difesa personale. Se ti può far stare tranquilla non l'ho mai usata."
"E vorrei ben vedere! La legge sulle armi in questo paese non conosce limiti!"
"Mmmm... dovevo aspettarmelo. Una ladra con tanto di codice d'onore, contraria alle armi."
"Certamente che sono contraria alle armi! Aspetta un momento... non-non mi verrai anche a dire che sei... SEI REPUBBLICANO?!"
"Uhm..."
"Oh! Fantastico! Mi sono innamorata di un repubblicano! Ammazzatemi adesso!"
Lo vedo sorridere. Ma di brutto. Di quei sorrisi che ci vogliono gli occhiali da sole. Che ci sarà poi da ridere nell'essere repubblicani va oltre la mia comprensione!
"Che c'è adesso? Cos'è quel sorriso?"
Mi riavvicina lo sposami-foglio lentamente. Con un ghigno trionfante.
Io lo prendo, la appallottolo e glielo tiro.
Sul naso.
E sorrido trionfante anche io. Più di lui.
Ma lui non fa una piega.
Invece clicca qualcosa sul suo pc e dalla stampante esce un foglio.
Mi avvicina anche questo.
Lo guardo per un secondo solamente, perchè è lo stesso foglio di prima.
Con la sua firma prestampata!
Che razza di presuntuoso!
Lo riappallottolo e glielo ritiro.
Lo acchiappa la volo, lo butta e ne stampa un altro.
E io lo riappallottolo e glielo ritiro.
E lui lancia una stampa da diversi fogli.
E sorride soddisfatto.
Me li passa tutti. Saranno cinquanta.
Cinquanta fogli di presunzione.
Questo mi ricorda qualcosa... ma ora non posso divagare.
"Me li puoi tirare addosso tutto il giorno. Io non mi arrendo. E il toner di questa laser lo produciamo noi."
Mi avvicino con il busto alla scrivania e faccio lo sguardo da cattiva. Insomma, quello peggiore che posso fare. Quello peggiore che posso fare davanti ad una proposta di matrimonio, anzi cinquanta, di Mr CinquantaproposteCullen.
"Nemmeno io. E poi sei fidanzato. Con una frigida scopa secca."
Alza un dito per bloccarmi e con l'altro preme sull'interfono.
"Tanya, per favore mi mandi su Miss Denali. Subito."
"Mr Cullen, Miss Denali oggi non credo sia venuta a la-"
"C'è, c'è. La chiami."
E chiude la comunicazione.
"Pft! Che vuoi fare? Una cosa a tre? O un  harem?"
"Perchè? Sei interessata? Potrei organizzarlo se vuoi."
"Te lo staccherei a morsi!" Gli sibilo.
E quel sorrisetto del cazzo non accenna a sparire.
"Oh no. Non lo faresti. Ti servirà ancora molto a lungo."
Ma che faccia tosta.
"Mr Cullen, Miss Denali per lei." Interrompe l'interfono.
"La faccia en-"
Kate Denali piomba dentro l'ufficio in tutta la sua gloria di saggina.
Esattamente come le scope delle streghe.
"Edward! Amore! Non mi aspettavo che fossi qui anche stamattina. Che ti è successo ieri sera? Emmett ha detto che stavi lavorando, ma io non ti ho visto qui in ufficio. Non la finiva più di blaterare su grossi cambiamenti e sul destino e sulle amarezze della vita, pensa che mi voleva anche convincere che tu ora sei interessato a cose differenti, differenti poi da che non lo so... Ma... che fine ha fatto la scultura?”
"L'ho donata al Centro Sociale. Siediti Kate.”
“Cosa?! E perchè mai? Quello è un pezzo di grande valore, Edward, non avresti dovuto.”
“Era un... com'erano le parole? Un vero orrore. Si, credo fossero quelle. Quelli del centro però hanno apprezzato, ci ricaveranno qualche dollaro.”
Mi sorride di sottecchi ricordando quello che gli avevo detto io. Bè, è vero. Quella non era una scultura, era un incubo.
SS, che nella mia testa sta per Scopa Secca, si accorge del breve sguardo di Edward e si gira verso di me. Con occhi di fuoco.
Che paura...
Sbadiglio e la saluto.
“Hey, Kate, come butta?”
“Kate?! Come osi miserabile ragazzina! Per te io sono Miss Denali, ricordati il tuo posto.” Sibila sedendosi.
“Miss Swan non lavora più in quella posizione. Stavamo discutendo proprio di questo, Kate.”
“Ah, davvero? Bene, spero che almeno i gabinetti saranno più puliti d'ora in poi, non che io ne usufruisca, certo.” Dice guardandosi le unghie. Finte.
“Bè, potresti. Nell'immediato futuro. Vedi, Kate, le sto offrendo di ricoprire la tua posizione contrattuale.”
“COSA?!” Diciamo io e SS all'unisono.
“Stai scherzando, non è vero?! Come pensi che una commessa temporanea possa ricoprire la mia posizione? E comunque io non ho alcuna intenzione di licenziarmi, quindi, non ne vedo la possibilità.”
“Kate, tu non lavori più qui.”
“Come prego? Ma... Oh! Edward! Caro! Hai finalmente deciso di stabilire la data? Oh, ma è magnifico! Vedrai, saranno delle nozze memorabili! Tu ed io insieme saremo una vera potenza! Guideremo questa massa di-”
Si precipita verso di lui per abbracciarlo e baciarlo, ma Edward se la scrolla letteralmente di dosso.
E io gongolo.
“Kate. Mettiti seduta.” 
“Certo, amore.” Vola verso la poltroncina accanto alla mia in piena fintissima remissione da mogliettina obbediente.
“Non ci sarà nessun matrimonio. Tu te ne andrai oggi stesso.”
“Ma... non capisco. Che sta succedendo? Vuoi dire che rinunci al matrimonio? Non credi che sarebbe meglio legalizzare la nostra unione piuttosto che-”
“E non ci sarà nessuna unione. Di nessun genere. Devi andartene Kate. E io non ti voglio più vedere. Né te, né le tue sculture, né le tue cose a casa mia, che per inciso stanno portando via in questo momento, così come le tue cose dall'ufficio di sotto.”
Edward guarda l'orologio al suo polso.
Ed è sexy da morire, con quel pugno chiuso, quella mano così maschile, grande, capace...
“Cosa?! E perchè mai? Io non capisco! Cosa pensi di fare? Buttare tutto all'aria? E per cosa?”
Edward gira il monitor verso di lei, che io comunque vedo benissimo, e clicca con il mouse su un'altra icona, una accanto alla mia e ad un altro paio, e si apre un altro video, ma questo sembra essere molto più divertente.

“Oh... Laurent! Sbattimi! Fottimi come un cinghiale! Sono la tua porca! Sono la tua porca!”

“Che diavolo è quello?! Come osi?! Come diavolo-”
Kate è nel panico più totale.
Ed è senza respiro.
Speriamo che soffochi.
“Vediamo, l'uomo dovrebbe essere, se non erro, l'addetto alle risorse umane dell'azienda, quello che assume il personale per intenderci.” Edward spiega in maniera impassibile.
E' vero. Io parlai con lui quando consegnai il curriculum per l'assunzione, e ricordo pure le ridicole avances non troppo subdole che faceva a tutte le ragazze.
“In questo momento è già un ex-impiegato anche lui. E quella messa a quattro zampe, dovresti essere tu. Sebbene io non ricordi granchè ringraziando il Cielo. Ma... l'appellativo te lo sei fornito da sola. Quindi, direi che non c'è altro da aggiungere.”
“Ma Edward! Deve esserci un equivoco! Quella non sono io! Qualcuno deve aver trasposto il mio viso in quell'immagine! Io non so davvero chi possa aver fatto una cosa del genere! Ma... aspetta un momento...”
Si volta verso di me. Incarognita. E' assolutamente ridicola, o forse no, ma io sto facendo appello a tutte le mie forze per non sbottarle a ridere in faccia. Non credo di riuscirci molto bene però, perchè Edward sta facendo la stessa cosa, guardandomi.
“Qui ci deve essere il tuo zampino! Piccola insolente ignorante troietta! Tu vuoi la mia posizione, no? Non lo vedi Edward, cosa è capace di fare?! Come glielo puoi permettere! Io e te ci amiamo!”
“No Kate. Questa sei proprio tu. Vedi quel neo sul fianco? E la tua voce? Sebbene, sia un po' più baritonale in questo video. Isabella non c'entra nulla. Hai fatto tutto da sola. E, data la registrazione, dubito fortemente che tu mi ami, ma comunque sempre più di quanto ti ami io.”
“Oh no. No, no, no! Io rifiuto questo tipo di accuse! E tu, mia cara, sei finita! Non troverai più un posto neanche a pagarlo oro! Nella spazzatura dovrai marcire! E quando ti avrò fatta sistemare-”
Edward si alza di scatto.
Il suo sguardo è gelido e minaccioso.
Fa paura.
Non ai miei capezzoli e alla mia passera però. Loro sono in piena adorazione e schiavitù eterna ormai.



“Tu non farai niente del genere. Se solo osi avvicinarti a lei farò emettere un ordine restrittivo nei tuoi confronti. Ora, prendi la tua borsa e vattene. Non hai altro qui. Oh, e Kate? Non hai neanche più il conto in banca, quello che ti avevo aperto io, tanto per essere precisi, né quello aziendale.”
“Edward. Non è finita qui.”
“Oh si, invece. Se non vuoi che il nastro vada in onda su tutte le reti locali, o radiofoniche anche. L'audio è molto interessante, Noioso, ma divertente per certi aspetti. Ora, ingrana la retromarcia e vai. Hai sempre paparino pronto ad accoglierti nella sua prestissimo indebitata dimora.”
La vedo marciare furente verso la porta. Ma l'occasione è troppo ghiotta.
“Kate?” La chiamo.
Si volta leggermente.
“Buon Natale!” Le canticchio in allegria.
Il suo sbattere la porta non fa altro che portare delle sonore risate di pancia sia in me che in Edward.
“Bene, Miss Swan. Possiamo spuntare Kate dalla lista.” Dice sorridendo.
“Che lista? Io non ho compilato liste. Ma tu si, a quanto pare. Che altro prevede, oltre che l'ovvia dipartita di SS?”
“SS?”
“Si, Scopa Secca. La tua ex. Mica avrai davvero pensato di rimanerci a vita con una che non te lo succhia, vero?”
La sua risata fragorosa alla mia spiegazione del nick-name, si interropmpe di botto, lasciando spazio ai suoi occhi sgranati in pura lussuria.
Bene, Mr Cullen.
“Mmmh. Soprassediamo per un attimo sull'argomento. La tua risposta?”
“E' sempre no.”
“Gradiresti spiegarmene il motivo?”
“No.”
Anche perchè non ce ne sono, cazzo.
“Mmm. E per quanto riguarda la posizione professionale?”
“Accetto, ovviamente. Me lo merito, io. Sono sicura di essere perfettamente in grado di fare tutto quello che faceva lei. Stronzeggiamento con il personale a parte.”
“Appunto. La mia proposta è sincera. Tutt'e due lo sono.”
“Ha! Quella del matrimonio non è stata proprio una proposta. Ma visto che tu la tratti come tale, gradiresti spiegarmene i termini più dettagliatamente?”
“I termini?”
“Si, cosa comporta essere sposata con te, incazzature per sopportare la tua boria a parte?"
“Spiritosa come sempre, Miss Swan. Il matrimonio tra noi due comporterebbe una fedeltà assoluta da ambo le parti, una collaborazione assidua in ogni campo, lavorativo e privato, e un'intensa e produttiva attività sessuale.”
Sorride soddisfatto portando le braccia dietro alla sua testa e appoggiandosi comodamente allo schienale della poltrona.
“Oh! Intensa e produttiva! Sarebbe a dire che vuoi che io ti sgrani piccoli Cullen ogni nove mesi?!”
Chiedo allibita dalla spiegazione formale e assolutamente professionale.
Sgrani?” Chiede confuso.
“Sgrani. Snoccioli, sgravidi, Edward. Insomma farti!”
“Oh si. Farmi. Centrato il punto.” Ghigna di nuovo.
“Oh! Non c'è limite al tuo ego.”
“No. Non c'è. Non quando sono certo di quello che dico. E comunque, per rispondere alla tua domanda, certo che no. Bè, non ogni nove mesi. Ma posso assicurarti che l'attività comporterebbe un alto grado di divertimento e soddisfazione per entrambi.”
Il mio stupido cervello vola alle attività ricreative e a... tanti piccoli Edward CEO... bellissimi... con le loro piccole cravattine e con i capelli color miele scompigliati... 
Io accetto.
No! Non così!
“Per te sicuramente, Cullen! Io... io non posso credere alle mie orecchie! Neanche nei miei sogni più sfrenati raggiungi tanta presunzione!”
“Ah si? E cosa esattamente succede nei tuoi sogni più sfrenati?”
“Ah... ecco... io...”
Cazzo. Non gli posso certo dire che sarei la donna più felice del mondo a scoparmelo in continuazione e a ridere e giocare con i nostri bellissimi bambini!
“Senza parole? E' un primato, Miss Swan. Tranne per quando hai avuto da fare con il mio cazzo in macchina.”
Ecco. Fine del pensiero romantico.
“Adesso sei scurrile.”
“No. Solo pratico. E deciso nel mio obiettivo.”
“Vuol dire che non ti arrenderai?”
“Arrendersi non fa parte del mio DNA.”
“Chissà perchè lo sospettavo.” Mugugno.
Ma io non posso accettare un... contratto! Anche se allettante, rimarrebbe pur sempre un contratto.
E non è questo che voglio.
Devo dissuaderlo.
Le cose stanno andando troppo in fretta e non come vorrei io.
Cazzo, quando sono entrata qui, non pensavo minimamente che saremmo arrivati a questo punto!
“Allora?”
“Non posso.”
“Perchè no?”
“Perchè non ti amo.”
“Mpf! Me lo hai ripetuto più volte da ieri sera e anche poco fa. Proprio qui.”
“Non è vero! Io non posso averti detto una cosa del genere! Non consciamente!”
“Ho il video anche di quello.”
“Cosa?! Ma... hai registrato ogni cosa?! Tutto quello che è successo? Tutto tutto?”
“Si. Le registrazioni vengono effettuate in ogni angolo della zona commerciale, dei parcheggi e degli uffici. Non vengono viste a meno che non ci sia un furto...”
Mi guarda da sotto le ciglia come per rimproverarmi.
“... almeno uno di quelli grossi, oppure se c'è qualche segnalazione o qualche anomalia. Vengono distrutti nel giro di una settimana. Oggi però, guidato dal tuo candore nell'ammettere tutti quei furti, ho voluto vedere di persona, senza occhi indiscreti, se riuscivo ad incastrarti. E' così che mi sono accorto dei nostri tete-a-tete e di quelli di Kate.”
“Vuoi dire che di video di Kate ce n'era più di uno?”
“Non cambiare argomento. Kate non ci riguarda più. Né a me, né a te.”
“Bel fidanzamento deve essere stato.”
“Non quanto il prossimo.”
“Che non ci sarà. Comunque, rimane il fatto che io non ti amo. Devo aver blaterato qualcosa tipo vacci piano e tu hai capito male.”
“A-ha. No, Miss Swan... tu non diresti mai vacci piano... non è il tuo genere.”
Si alza e fa il giro della scrivania, fino a trovarsi di fronte a me.
Mi porge la mano e io come una stupida guidata da una forza irresistibile, la prendo.
Mi tira letteralmente su di se, e io mi ritrovo inerme tra le sue braccia.
“Vuoi vedere gli altri video? Sono molto interessanti. Ho potuto studiare le tue reazioni in ogni piccolo dettaglio.” Mi sussurra ad un millimetro dall'orecchio.
E io ho la pelle d'oca ovunque.
Anche .
E pelle d'oca e bagnaticcio stanno facendo un casino nelle mie mutandine di scomodissimo pizzo rosso. Devo ricordarmi di non fregare più biancheria di pizzo.
“Mmmm... che c'è Miss Swan?... Rimugini sul tuo piano di resistenza?...” Mi bacia direttamente sotto l'orecchio, in quel punto che evidentemente ha studiato! Accidenti!
“In questo momento sto rimunginando... ooohhh... sul fatto che detesto la biancheria di pizzo...”
Mi stringe ancora di più, premendo la sua ormai più che evidente erezione sul mio bacino.
“Oh Bella... sposami... sposami e fai di me l'uomo più felice del mondo...” Mi dice tra i baci.
Si! Si! SI SI SI!!!
“Niente da fare... mmmmh... MA CHE CAZZO?!”
Non mi sono accorta che nella sua manovra di distrazione, ottimamente riuscita direi, mi ha ammanettato! Con delle manette vere! 
“Che fai?! Cosa sono queste?! Come mai hai delle manette? Te le hanno date in dotazione con la pistola?!” 
Cerco di liberarmi, ma inutilmente.
“No. Me le ha date un mio amico poliziotto. Dice che sono molto divertenti. E io mi sto già divertendo.”
Sorride diabolicamente mentre mi porta verso la sua sedia.
E mi ci butta sopra senza tante cerimonie.
Inizio a muovermi con i piedi e visto che la sedia ha le rotelle, mi allontano il più possibile da lui.
Lo vedo slacciarsi la cravatta.
“Che vuoi fare? Non penserai di... Oh no. No no no!”
Prende la cravatta e si precipita in ginocchio davanti a me cercando di afferrarmi le caviglie.
“Stai... ferma!” Grugnisce mentre cerca di fermare i miei movimenti.
“No! Fermati tu! Non puoi legarmi come un salame! E' immorale Edward!”
“Hahaha! Immorale! Anche rubare è immorale! Anche scoparsi un uomo fidanzato è immorale!”
“Ah si?! Ah! E lasciami! E comunque anche spacciarsi per un altro è immorale!”
“Mmmh! Stai buona!! Ti sei innamorata di me nel frattempo!”
“Non è vero! Io mi sono innamorata di Edward Cmasen! Ladro provetto e Babbo Natale meraviglioso!”
“Inizia a starmi sul cazzo 'sto tizio! Buona che ho quasi finito!”
Merda. Non mi posso più muovere. Ho le mani ammanettate dietro la schiena e le caviglie annodate non so come sotto la sedia ma le sento distanti.
"Che diavolo mi hai fatto? Come mi hai legato? Non posso muovermi!"
Cerco di alzare il bacino ma non posso fare leva con niente.
Lui si rialza affaticato e soddisfatto!
"Oh! Finalmente ti ho esattamente dove voglio che tu stia."
"Sulla tua sedia?!"
"Per ora si. Adesso hai tutto il tempo che vuoi per riflettere. Ma prima..."
Apre un cassetto e tira fuori delle grosse forbici.
"Che-che vuoi fare con quelle?!"
Adesso ho paura.
"Tranquilla amore. Non voglio ucciderti. Voglio sposarti. Ma prima devo liberarmi..."
Mi alza il vestito fino a farmelo arrivare alla vita. Lo vedo esitante per un momento. Oh... è la vista sul panorama che lo fa vacillare... si, ma io non posso fare nulla così! E nemmeno lui. Io sono seduta. Anche volendo violentarmi, come può...
Ha! Violentarmi! Isabella Marie Swan, sei una pessima attrice anche nei tuoi monologhi interni!
Poi lo vedo riprendersi e afferrare un fianco delle mie mutandine, fradice, di pizzo rosso. 
Con attenzione taglia un lato e poi l'altro.
E me le sfila via con facilità.
"Molto carine. Peccato che abbia dovuta tagliarle, ma suppongo che non te le saresti tolte di tua volontà, no?" Mi dice sventolandosele davanti alla faccia.
"Certo che no-mmmmmhhh!!"


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n.d.a:
1. Paul Kostabi è un pittore, non saprei se è anche scultore, ma mi piaceva il nome.
2. Il Quinto Emendamento della Costituzione Americana, tra le altre cose, garantisce la facoltà di non rispondere alle accuse.