lunedì 24 dicembre 2012

Capitolo 2



Epov

n.d.a. CEO = Chief Executive Office (Capo Ufficio Esecutivo, l'equivalente del nostro Amministratore Delegato)


Sistemo il cuscino sotto la capiente giacca rossa.
Ecco.
Adesso sembro veramente Babbo Natale.
Grandioso.

Entriamo nell'area commerciale del negozio.
Ed è un vero... come l'aveva chiamato Emmett? Carnaio.
"Nervoso?" Mi sussurra Bella.
"No, è che non ho molta esperienza con i bambini."
"Non ti preoccupare. Devi solo essere naturale. Sii dolce e affettuoso. Bè, non troppo magari, non vogliamo che Babbo Natale sembri ai genitori un vecchio pedofilo col pancione."
"Cosa? Io non sono un pedofilo!" Inorridisco.
"Lo so, lo so. Calmati. Devi solo tirare fuori la parte genitoriale che è in te. Devi essere indulgente, ma risoluto. Buono, ma severo. Rassicurante, ma non esitante. Cose così. Ci puoi riuscire? Insomma devi tirare fuori il tuo carattere come fai tutti i giorni. Sono sicura che sei così."
Io non ne sarei così sicuro.
Se facessi quello che faccio tutti i giorni, sarei un CEO bastardo che se ne fotte dei bambini.
Signore Santo... ora mi metto pure a pensare come lei!
"Bella?"
Mi piace moltissimo chiamarla.
"Si?"
Ho tutta la sua attenzione ora. E i suoi occhi quando mi guardano sembrano dilatarsi lievemente.
"Perchè... perchè odii tanto Edward Cullen?"
"Bè... perchè è un uomo senza cuore. L'anno scorso ho lavorato qui per il periodo, come quest'anno, e con alcuni colleghi avevamo organizzato una specie di festa per i bambini del St. Thomas, volevamo portare l'invenduto lì e donarlo ai... ai bimbi che... ai terminali."
Oh, Cristo. 
Non ne sapevo niente.
Perchè cazzo non ne sapevo niente?
L'anno scorso era Kate che si occupava dell'area delle pubbliche relazioni, con relative campagne di solidarietà e via dicendo. Possibile che questa cosa le sia sfuggita?
E comunque abbiamo fatto una cospicua donazione al St. Thomas, questo lo ricordo bene.
"Ma... io ricordo che è stata fatta una donazione all'ospedale, l'anno scorso."
Piega la testa di lato e mi scruta con attenzione.
"E tu come fai a saperlo?"
Già. Come faccio a saperlo? O meglio come fa a saperlo Edward Cmasen? Che cazzo di cognome.
"Oh, bè, ecco... io, io-"
"E comunque non è questo il punto. La donazione, seppur generosa, non è che faccia felice un bambino in un momento disperato. Ma suppongo che a Cullen e a quella stronza che cammina come se avesse un bastone infilato nel culo, non sia fregato nulla. L'importante era il gesto e come sarebbe stato recepito e pubblicizzato dalla stampa, no?" Conclude con un sorriso sarcastico.
"Ma tu come fai a sapere tutte queste cose? E chi diavolo è quella con il bastone nel cu- nel di dietro?!"
Mi tocca le braccia, me le accarezza mentre mi parla.
E io sento uno strano tipo di calore, non come prima nel... ehm... magazzino. Questo è diverso. E' come un calmante, è come l'appagamento di un bisogno che fino ad ora non sapevo di avere.
"Edward, io faccio tutti questi lavoretti part-time o a periodo determinato, perchè mi sto laureando."
"Davvero? In cosa?"
"Davvero! In Economia! Che c'è, sei sorpreso? Credi che una come me non possa farcela?" Mi risponde stizzita.
"No, no! E' che da come parli, cioè dal tuo modo di parlare, e dalla tua parentela poco raccomandabile-"
"Ma senti chi parla! Mister 'Ho fregato un intero guardaroba da fotomodello, occhiali da vista compresi'! Con chi credi di parlare, eh? Si, ho parenti che vivono alla giornata,"
Si, la giornata altrui.
"e che fanno quello che possono o che il loro ambiente gli permette, ma non fanno del male a nessuno. Invece gente come Edward Cullen, dovrebbe finire in galera all'ergastolo,"
*gulp*
"per non aver esaudito i desideri di bambini che hanno pochissime speranze di sopravvivere, o che... moriranno."
Le si riempiono gli occhi di lacrime, e la voce le diventa sottile mentre finisce di parlare.
Non voglio.
Non voglio che soffra.
Fa troppo male.
Mi fa male.
"Oh Bella, vieni qui."
L'abbraccio forte. La stringo cercando di... proteggerla con le mie braccia.
Non voglio che soffra.
Devo avere cura di lei.
Io sento che voglio prendermi cura di lei. Ed è un sentimento così strano, sconosciuto, eppure così appagante.
"Oh, Edward... avete lo stesso nome, ma tu sei così sensibile, dolce e premuroso. Perchè anche lui non può essere come te?"
Lui. Cioè me.
"Non puoi saperlo, magari lui non ne sapeva niente, magari-"
"Si, certo. Come no. Le favole raccontiamole ai bambini, eh? La gente come lui vive in quel modo. No sarebbe a capo di questa baraonda se non fosse un bastardo."
Mi odia.
Condannato senza appello.
Cazzo.
"Ci ho anche fantasticato sopra. Pensa che cretina."
La allontano di scatto.
La devo guardare negli occhi.
"Aaa... allora l'hai visto?" Chiedo un po' troppo interessato, forse.
E sono interessato si!
"No, no... non l'ho mai incontrato. Ma le sue foto sono ovunque. Sono anche entrata nel suo ufficio una volta."
"Cosa?! Quando?!"
"Ma quanto ti scaldi! L'anno scorso... prima di sapere che era uno stronzo. Volevo solo cuoriosare."
"E che hai trovato? Un momento, come hai fatto a superare il codice alla porta?"
Silenzio.
Sorriso malefico.
Ops. Passo falso.
"Ah... ho capito."
Oh no. Cazzo! Doppio cazzo!!
"Bella, io... io posso spiegare-"
"Ti vuoi fare gli uffici. E' per questo che sei qui. Ma Jasper lo sa? E' complice anche lui? E perchè cazzo non mi ha detto niente?! Ha! Certo che non mi ha detto niente! Non avrei mai accettato! Ma quando lo acchiappo gli faccio vedere io!"
Oh... meno male... Cristo... mi verrà una frezza bianca con questa ragazza.
E vorrei tanto sapere chi è Jasper.
"Come sarebbe a dire non avresti accettato? Non sei una ladra anche tu?"
Mpf... come se io lo fossi davvero.
Poi ripenso a quei bambini e mi sento peggio di un assassino.
Forse ha ragione lei.
E comunque era una mia responsabilità.
Dovrò chiedere spiegazioni a Kate.
"Certo che no! Te l'ho detto. Io prendo solo in prestito. Non ho mezzi, questo è vero, ma cerco di vivere onestamente, sebbene qualcosa l'abbia fregata anche io, ma non vado certo a ripulire gli uffici dei dirigenti! E se ti avessero beccato? Tu hai dei precedenti, non ne saresti uscito così alla leggera un'altra volta! Senti, facciamo così. Tu dammi la tua parola d'onore di ladro onesto che non ti metterai a grattare niente e io troverò una soluzione per la tua situazione, ok?"
"Grattare?"
"Si, grattare! Sgraffignare, zincare, zottare, soffiare... rubare Edward! Ma dove vivi? A volte mi sembri cresciuto e pasciuto tra i ricconi beneducati come i Cullen!"
Sorride ora.
La sto divertendo.
Sono... contento.
Edward Cullen è contento.
Non è una sensazione poi così male.
"Allora?"
"Allora cosa?" Le dico sorridendo anch'io. Perchè sono contento.
Un'emozione alla quale mi devo ancora abituare però.
Anche perchè sono convinto di avere un'espressione da demente.
"La tua parola! Parola di ladro onesto!"
"Bella, i ladri tutto sono tranne che onesti."
"Non è affatto vero. C'è un codice ben preciso e tu lo sai. Forza."
"C'è un codice di forza?"
"Hahahahahahaha! Ho capito. Sei un ladro alle prime armi. Peggio che andar di notte. Allora, i ladri onesti non vanno in giro armati, non distruggono, non fanno del male in alcun modo a nessun altro essere vivente. Cani da guardia compresi. Un ladro onesto deve essere preparato, rispettoso, invisibile e inudibile. E deve rubare a chi... può permettersi di essere derubato, ecco."
"Come Cullen?"
La guardo un po' in maniera sarcastica e un po' in maniera curiosa. 
"Esattamente. Focalizzati su Edward Cullen, ci riesci?"
"Abbastanza..."
"Bene. Pensa di entrare nel suo ufficio. C'è argenteria, qualche pezzo d'arte e un sacco di altra robaccia."
"Robaccia? Non credo che nell'ufficio di Edward Cullen ci sia robaccia."
"C'è, c'è, credimi. Ad esempio c'è una mostruosa scultura di un uomo piegato tutto intarsiato che... brrr... è un vomito."
"Quello è un pezzo di Paul Kostabi-"
Mi guarda interdetta. Ma si riprende immediatamente.
"Vedo che hai studiato. Bravo. Ma più che Kostabi a me pare un KRostabi. E' una vera schifezza. Ed è uno scultore di dubbia fama. Insomma non vale una sega. Sai, vedendolo non l'avrei mai detto."
"Cosa? Che era una ... uhm... sega?"
"No, intendo Cullen... Non mi da del tipo che compra quegli orrori... che strano..."
Infatti me l'ha regalata Kate. Ne era entusiata. Quando l'ho vista mi è preso un colpo, ma...
Si perde con lo sguardo mentre si sfiora le labbra con le dita.
Una cosa che vorrei fare io ora.
Tanto.
"Bella?"
L'ho detto mi piace quel suono che esce dalla mia bocca.
E piace anche a lei.
Perchè le sue pupille hanno lo stesso comportamento ogni volta che lo dico.
"Bella... "
Quindi lo ripeto.
Wow...
"Si?..."
"Prima mi hai detto che fantasticavi su di m-... sul grande capo. Che intendevi esattamente?"
Voglio saperlo. 
Nonostante mi abbia distratto con discorsi su ladri onesti e cani da guardia, non ho smesso un solo secondo di pensarci.
"Uhm..."
Arrossice...
E' un delizioso rossore che le sparisce nella scollatura.
Scollatura... tette...
Mi schiarisco la voce.
E distraggo lo sguardo.
Altrimenti sembrerò davvero un Babbo Natale pervertito.
"Niente... è che... mi piaceva."
Dice in fretta e si volta come per andarsene.
Ma io sono più veloce e le afferro con forza il polso.
Che sento accelerato.
"Ti piaceva come?"
Gira gli occhi al cielo, ma io gli pianto il più determinato dei miei sguardi. Quello che uso alle riunioni degli azionisti. Niente scampo.
"Uff! Mi piaceva, fantasticavo su di lui. Mi chiedevo come poteva essere a letto. Mi attraeva insomma. Fisicamente."
"Oh!"
La cosa mi fa immensamente felice. 
Ma sono anche un po' geloso.
Cazzo... mi sta dissociando... questa ragazzetta mi sta letteralmente facendo a pezzi.
"Levati quel ghigno dalla faccia, non stavo parlando di te."
Oh si, invece.
Parlavi proprio di me. Almeno la parte bastarda di me.
"Allora facciamo così. Io ti do la mia parola d'onore di ladro onesto che non gratterò niente dagli uffici, se tu mi dici esattamente come fantasticavi su Cullen."
Serra un po' gli occhi valutando la mia proposta.
La mia proposta... ne avrei una notevolmente più interessante e soddisfacente da ambo le parti.
"Ok. Ci sto."
Però ha un sorrisetto che non mi piace...
"Spara."
"Bang."
"Ha-ha-ha. Ma quanto sei simpatica. Coraggio sputa il rospo."
Arriccio un po' il naso a quello che mi è appena uscito fuori dalla bocca. Ha ragione mio fratello, sembro uscito da un noir anni '40. Cristo Santo...
E impreco come uno scaricatore di porto da un'ora a questa parte!
"Bè... quando entravo nel suo ufficio... mi sedevo su quella bellissima e comodissima poltrona di pelle... poi prendevo quel bel ritratto che ha sulla scrivania... lui... lì è bello come un dio... alto, perfetto, vestito da uomo di potere, con quello sguardo così accattivante, quella bocca così..."
Si lecca le labbra, fissando intensamente la mia bocca.
"Così?..." Incalzo.
Non sembra neanche la mia voce. Sembro uno che ha fumato dieci sigarette.
Cazzo, quanto ne vorrei una adesso.
Ma ho smesso! Lo sapevo che non avrei dovuto!
"Così... rossa, morbida, sexy... e cominciavo ad accarezzarmi..."
"Do- dove?..."
Si morde le labbra.
Perchè gliel'ho chiesto?!
"Mi slacciavo la camicetta e cominciavo a toccarmi i seni... piano... sui capezzoli... e poi..."
Deglutisco rumorosamente.
Ho un eccesso di salivazione.
Mi devo far controllare dall'otorinolaringoiatra.
E già che ci sono vado dall'andrologo anche.
Perchè ora il cazzo mi fa veramente male.
"E poi?..." Chiedo prima di pensare a cosa sto dicendo.
No! Non lo voglio sapere!
Babbo Natale porco! Babbo Natale porco!
Devo rimanere lucido. Come cazzo faccio?
Ah, ci sono!!! I bilanci di chiusura del 2003. Le mutande di mia nonna. Emmett nudo.
Ok, questo ha funzionato.
"E poi... mi infilavo le mani nella mutandine... e mi toccavo... avidamente, velocemente, febbrilmente..."
Oh no...
Bagno.
Bagno.
Ho bisogno del bagno.
Ora.
"... finchè non venivo urlando... davanti alla sua foto."
Oraoraoraaaaaaaa!!!
"Edward? Ti senti bene?..."
No...
Bastarda.
Ha un ghigno tutto soddisfatto e le braccia conserte sotto al seno!
Sa esattamente cosa mi sta facendo.
"Naturalmente..." Raspo.
Sigarette. 
Ricomincio.
Tanto la voce è quella.
"Hai bisogno di un... momento?"
"Io... si. Devo andare... in..." Gesticolo verso la porta più vicina.
"Ok. Vai pure. Hai ancora qualche minuto. Sono sicurissima che farai in fretta..." Cantilena.
Stronza.
Mi incammino  verso gli uffici cercando di essere vago.
Ma quando imbocco la porta "Staff only" mi metto a correre, invece.
Vado verso l'ascensore privato e digito ripetutamente il pulsante.
Non appena sono nell'ascensore, la mia mano impugna saldamente il mio cazzo intrappolato in questo ridicolo costume.
Sto esplodendo.

"Sono sicurissima che farai in fretta..."

Ne sono sicurissimo anche io.
E' peggio che se mi pisciassi addosso.
Esco dall'ascensore di fretta e corro verso il mio ufficio.
Digito il codice di apertura.
Sbagliato.
Ridigito imprecando come un camionista.
Non appena sono nel mio ufficio, serro la porta e ...

"...mi sedevo su quella bellissima e comodissima poltrona di pelle..." 

No. Niente bagno.
La mia poltrona.
Mi siedo al volo.
E nel piegarmi mi faccio male con quello che è ormai un pezzo di cristallo. Diamante di sicuro.
Mi slaccio i pantaloni con mani tremanti dalla tensione, e mi tiro giù in un colpo solo anche le mutande.
Da vecchio.
Grugnisco.
Ahhh... finalmente...
Comincio a pompare forsennatamente con una mano mentre con l'altra mi tiro su le palle.
Testicoli! Testicoli!
Testicoli un cazzo... queste sono due palle! Blu!
Mentre pompo e ansimo come un animale in punto di morte alzo lo sguardo su... la statua di... di quel coso.
E grugnisco di nuovo. In frustrazione piena.
Ma subito mi viene in mente lei...
Voglio pensare a Kate.
Devo pensare a Kate.
Ma vedo la bocca di Bella.
Sento il profumo di Bella.
La sento sopra di me... come prima... su quei dannatissimi cuscini...

Bella.

"... mi slacciavo la camicetta e cominciavo a toccarmi i seni... piano... sui capezzoli..."

Bella.

"... mi infilavo le mani nella mutandine... e mi toccavo... avidamente, velocemente, febbrilmente..."

Bella.

"... finchè non venivo urlando... davanti alla sua foto."

"Ooh... Cazzooo... Bellaaaa..."
E vengo in lunghi... soddisfacenti... paradisiaci... fiotti.
Sulla foto di Kate.
Grugnisco.
Sono una bestia.
Rimango lì un momento a riprendere fiato.
E ho avuto l'orgasmo più potente della mia vita.
Per mia stessa mano. 
Che pena.
Sembro un cavallo da corsa in agonia a cui ormai devono solo sparare.
Mi guardo l'uccello.
Fantastico. Sono riuscito a sporcarmi i pantaloni.
Già me li immagino i bambini... con quelle loro minuscole vocine...
"Babbo Natale cosa hai fatto ai pantaloni?"
E io che dico "Niente, Babbo Natale si è fatto una pippa colossale pensando a quella signorina laggiù. Ora fatti i cazzi tuoi e dimmi cosa vuoi per Natale."
Sono un fottuto pervertito.
Mi alzo forzatamente dalla poltrona, che non guarderò mai più come prima, e mi dirigo nel mio bagno privato, dove posso prendere qualcosa per pulire tutto il macello che ho fatto sulla foto di Kate e sui pantaloni.
Mi passo una spugnetta con dell'acqua sui pantaloni.
Speriamo non rimanga la macchia.
Ma non posso scendere con una macchia d'acqua grande come l'Africa!
Che possa essere acqua, urina o sperma, non lo posso fare!
L'asciugacapelli!
Mi affretto ad asciugare la parte tenendola lontano dalla pelle.
Mi ci manca solo si bruciarmelo, oggi!
Ok. Crisi sventata.
Sembra tutto a posto.
Mi specchio un attimo.
E vedo Babbo Natale.
Possibile che Bella non si sia accorta di chi sia io in realtà?
Effettivamente con tutta questa roba è difficile stabilirlo.
Ma comincio a sentirmi a disagio.

Mi dirigo di nuovo nel salone dove si deve svolgere la cerimonia dei regali.
"Hey! Ci hai messo un po'!" Ride.
Credimi, amore, ci ho messo due secondi.
"Sembri molto più rilassato, ora..."
"Lo sono. Dovevo... uhm... solo fare pipì."
Mi guarda con un sopracciglio alzato.
"Certo... va bene... vieni, dai." 
Già fatto...
Mi porta verso una poltroncina trasformata in trono per l'occasione. 
La sala è grande e ci sono delle transenne di stoffa rossa, verde e dorata. E un sacco pieno di pacchettini.
"Ecco. Siediti qui. Assumi un'aria solenne e... in bocca al lupo. Io ti guarderò da lì, non preoccuparti. Non sei solo."
Di nuovo quella sensazione di calore al cuore.
Forse devo vedere anche un cardiologo.

Subito si forma una lunga fila.
Milioni di bambini tutti ansiosi di parlare con Babbo Natale.
Ottimo. Finirò all'alba.
Bambini urlanti, genitori ai cellulari, oh... fantastico, anche bambini su sedie a rotelle.
Bella fa passare loro per primi.
E nonostante il mio disagio, sento di nuovo quella sensazione di calore pervadermi l'anima.
L'anima... Mpf! Un CEO non ce l'ha l'anima.
Non farebbe il CEO.
Bella avvicina il primo bambino disabile.
"Ehm... ciao piccolino..." Dico incerto.
"Sono una femmina."
Grande... bell'inizio.
"Scusami, carina. Dimmi, cosa vorresti per Natale?"
Lei mi scruta con le sopracciglia aggrottate.
"Non mi chiedi se sono stata brava?"
"Ehm... no. Sono sicuro che sei bravissima. Allora? Questi desideri?"
Alzo gli occhi e vedo Bella fare buffe espressioni con il viso.
Che vorrà dire?
Oh! Cazzo... devo essere solenne ma leggero, buffo ma insolente e strano ma con brio... non mi ricordo una mazza di quello che mi ha detto prima.
"Sei strano Babbo Natale. Hai fame? Forse dovresti mangiare. Hai già mangiato? La signorina Cope dice sempre che per sentirci meglio dobbiamo mangiare. Ed effettivamente dopo mangiato io mi sento meglio."
Ma sta bambina chi è? La figlia segreta di Bella? Infila una parola dopo l'altra senza pause!
Devo cambiare atteggiamento o mi verrà il mal di testa.
In fondo sono il CEO di questa azienda. Dovrei immaginarmi bene cosa vuole la "clientela". Devo pormi delle domande e darmi delle risposte.
La domanda è: cosa vorrei io da Babbo Natale?
E la risposta sarebbe: semplice. Bella.
Ma che cazzo...???
No. No. La domanda giusta è: COME vorrei che fosse Babbo Natale con me?
E la risposta giusta è...
Bella. Bella vestita da Babbo Natale... sexy... con un vestitino rosso cortissimo... le calze a rete... e le tette bene in vista...
Porca puttana!
No! 
Ho una bimba qui davanti a me, Sant'Iddio!!!
Andrò all'inferno per aver dissacrato il Natale pensando a porno-Bella tutto il tempo! Di fronte a dei bambini!
Cerco di ricompormi meglio possibile.
E accavallo le gambe, per nascondere il mio evidente... imbarazzo
Conviene a tutti.
Oh... Bella se la sta ridendo.
Scommetto che sa benissimo quello che mi passa per la testa. Piccola insolente ninfetta.
"... ecco cosa vorrei per Natale."
Cazzo, mi sono perso il soggetto.
"Ah... bè..." Guardo i genitori della bambina che mi fanno un piccolo cenno d'assenso con la testa. E' il mio via libera.
"Visto che sei stata buona, penso non ci saranno problemi. Hai il mio 'OK to GO'."
"Ok to go?" Ha lo sguardo confuso.
Bè? Che c'è che non va adesso? 
Cerco lo sguardo di Bella per un qualche tipo di indizio.
E la vedo con una mano sugli occhi in un'espressione contrita.
Ma sta ridendo.
La bastarda si sta divertendo.
"Uhm... voglio dire che vedrò quello che posso fare. Ma tu intanto continua ad essere buona, ok?"
Bella alza i pollici delle mani in assenso.
Oh, meno male.
"Ok..."
Poi vedo la bambina frugarsi nelle tasche e prendere qualcosa che avvicina alla mia mano.
E' una... caramella?
"Tieni. Ti conviene integrare degli zuccheri, altrimenti diventi debole."
Quel piccolo gesto mi confonde, mentre automaticamente prendo il dolciume dalla piccola manina di questa bambina. 
Ma come diavolo parlano i bambini di oggi?! Integrare zuccheri?!
Bè... probabilmente ha ragione lei. Dopo quel segone in ufficio...
Cazzo!
Stai buono CEO Junior!
Fantastico. Ora mi metto a pensare a dialoghi con il mio pene.
Forse dovrei vedere anche uno psichiatra.
Vedo Bella gesticolare in maniera discreta verso il sacco accanto a me.
Oh! Il regalino!
"Aspetta, piccolina! Devo darti qualcosa."
Allungo la mano dentro il sacco e prendo il primo pacchetto che mi capita.
La bambina si illumina in un largo sorriso, mi ringrazia e mi saluta profusamente.
E io rimango lì come un baccalà pervaso di nuovo da quella sensazione di calore...
Sarà febbre.
E' inverno e io mi sarò beccato qualche virus.
Si, deve essere questa la ragione.
Guardo in direzione di Bella e la vedo sorridere.
Lo stesso sorriso di quella bambina.
E quel calore... 
E' febbre.
E' decisamente la febbre.

La faccenda prosegue così per almeno un miliardo e mezzo di bambini.
E ora io ho in testa una marea di nomi di giocattoli, pupazzi e videogiochi.
Spero di ricordarmeli tutti.
Non perchè sono Babbo Natale.
Sono il CEO di Macy's e mi devo accertare di vendere tutta questa merce. Ovvio.
"Ciao..."
"Ciao, piccolino. Come ti chiami?"
"Mi chiamo Seth."
"Ciao Seth. Hai fatto il bravo quest'anno?"
"Si."
"Ok... cosa vorresti allora ricevere per Natale?"
"Io... vorrei che tornasse la mia mamma..."
"E' andata da qualche parte?" Chiedo annoiato, mentre alzo gli occhi a quello che deve essere suo padre.
E osservo i suoi occhi rossi e stanchi.
Oh, Cristo...
Guardo subito Bella. Anche lei ha capito. I suoi occhi sono lucidi. E si porta una mano al cuore.
Mi sorride lievemente, cercando di incoraggiarmi forse.
"Papà dice che è andata dagli angeli... potresti dirgli di rimandarmela?"
Oh no...
"Ah... ecco... io... Seth, la tua mamma sta con gli angeli perchè..."
Cazzo... perchè? Perchè?...
"...perchè era un angelo anche lei... e loro l'hanno rivoluta indietro... prima l'hanno mandata qui tra noi perchè potesse essere la tua mamma, la mamma migliore che potessi avere... anche per poco... ma poi è dovuta tornare tra gli angeli... così ti può proteggere meglio da lassù..."
Il bambino... Seth... mi guarda come per capire se dico la verità.
E io metto su il mio più rassicurante sorriso. E non faccio nessuna fatica. Mi viene spontaneo.
Povero piccolo, che tragedia crudele.
"Lo credi davvero?" Mi dice con la sua vocina sottile.
"Certo Seth. Lo credo davvero. Anzi, lo so."
Mi sorride un po' ora. Sebbene quello non sia il genere di sorriso che dovrebbe avere un bambino la notte di Natale.
"Allora... potresti mandargli un messaggio?"
Il padre mi fa un impercettibile segno d'assenso con la testa.
"Certo, piccolo uomo. Dimmi pure."
"Dille che io le voglio tanto bene. E che mi manca tantissimo. Dille che farò il bravo e non piangerò più quando vado a dormire. E dille anche che sto imparando a scrivere, così potrò mandarle dei messaggi. E dille anche di proteggere papà. Anche lui piange di notte... l'ho sentito."
"Ahhh... ok... c'è nient'altro che possa fare per te? Non vorresti qualcos'altro... anche?"
Mi sento una merda a dire a quel bambino che porterò un messaggio alla madre defunta.
E vorrei tanto che fosse possibile.
"Quello che vuoi tu..."
Io?
Oh, certo... io sono Babbo Natale...
"Ok, Seth. Vieni con me."
Bella mi guarda stupita mentre prendo in braccio il bambino senza sforzo e mi incammino fuori dal salone. Il padre è dietro a me. E così Bella.
Porto il bambino nell'attiguo reparto giocattoli.
"Scegli quello che vuoi." Gli sorrido.
Seth mi guarda con la boccuccia spalancata.
"Quello che voglio? Cioè... quello che... voglio?"
"Si, Seth. Qualsiasi cosa. E' tua. Te la puoi portare via adesso."
Si illumina anche lui come un albero di Natale mentre si guarda intorno.
E mi indica un enorme orso di peluche.
Mi dirigo verso l'orso e lo afferro, offrendolo al padre.
"Grazie, ma io... ecco io non..."
"Lo prenda. E' di Seth ora. E' il suo regalo da parte mia."
Poi qualcosa attira la mia attenzione.
In fondo allo scaffale dei pupazzi c'è una bambola a forma di angelo.
La raggiungo e la guardo.
E' un angelo che ha un pulsante per illuminare le ali.
Lo prendo e lo do a Seth.
"Prendi anche questo, Seth. E'... come la tua mamma adesso. Vedi?"
Gli indico il pulsante e le ali iniziano a brillare cambiando colore ogni paio di secondi.
"Quando lo accenderai, saprai che la tua mamma ti sta guardando e ti protegge da... lassù..."
Guardo il padre in pieno panico mentre sparo queste cazzate che non so da dove mi siano venute.
Ma vedo il padre sorridere e fare cenno a Seth che lui approva.
E poi guardo Bella. 
Stringe le labbra forte e le trema il mento.
E non dice nulla.
Cazzo... avrò sbagliato? Mi sono spinto troppo oltre? E se invece di fargli piacere, avessi ferito Seth più di quanto non sia già?
"Ok... ora puoi andare. Buon Natale Seth..."
E lui stringe le sue piccole braccia al mio collo. Non mollando il suo angelo.
Poi lo faccio scendere delicatamente e lo vedo tornare da suo padre, ad un passo da me.
Lui mi offre la mano.
"Grazie, grazie, grazie... non sa quanto io la possa ringraziare... lei è un uomo eccezionale."
No... sono solo un CEO bastardo che a quanto pare ha anche un cuore. Da qualche parte.
Li vedo andare via sorridenti.
E il mio cuore, nascosto da qualche parte, sorride anche lui.
Mi volto in direzione di Bella... che è sparita.
"Bella?..."
"Si..."
"Do-dove sei?"
Non la vedo, ma so che è qui vicino.
"Edward, vai di là... io arrivo subito... devi esaurire la fila..."
Oh... già, è vero.
"Bella, che-"
"Vai Edward. Arrivo immediatamente."
"Ok..."

12 commenti:

  1. Sono la prima?Wow...non so come ci riesci:prima mi fai ridere talmente tanto che ho avuto un giramento di testa per mancanza di ossigeno e dopo poche righe mi fai commuovere fino alle lacrime!Questo è davvero talento,come lo è,essendo donna,riuscire ad immedesimarti così bene in un uomo,entrare nella sua testa e nei suoi pantaloni,poche hanno questo dono e,io avendo una grande fortuna,le conosco tutte.Quando una storia ti fa ridere,piangere,emozionare eccitare...beh non è più solo una storia,è un capolavoro!

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    1. Grazie! Sono sempre felice di emozionare, nel ridere o nel piangere. Oddio, non è che mi piaccia scrivere storie drammatiche, credo che mi annoierei prima o poi, non ho, te l'assicuro, questo talento. Per il resto... mi basta pensare a Robbè e mi VIENE tutto da seeeeeee!!!

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  2. WOW !!! Sei in grado, come sempre, di mescolare il divertente col commovente... ridere e piangere commuovendosi. Grande donna Lalla!! E sto CEO confuso e felice, awwwww <3

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    1. Ciao Stefy! Sto CEO aspettava solo di trovare una che premesse i pulsanti giusti!
      Bella è il suo "risveglio"!!!

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  3. Mi sono schiantata dalle risate, giuro, i pensieri di Edward sono quanto di più esilarante possa esserci al mondo, ma poi mi sono trovata a piangere come una demente. Io ho perso da poco entrambi i genitori, ma pensare che un cucciolo possa rimanere senza la sua mamma è straziante. Credo che tu abbia fatto benissimo a mettere quel pezzo che tra l'altro devo dirtelo hai trattato in modo divino. Hai miscelato allegria, trasgressione, amore e compassione in modo stupendo.
    Bando alla tristezza, ho bisogno fisico di leggere il resto della storia, spero che arrivi prestissimo.
    Ancora un mare di auguri.
    Patrizia.
    p.s. grazie mille per il tag, se ti ricordi anche per gli altri capitoli mi faresti un gran favore :)

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    1. Ciao Patrizia! Mi dispiace per la tua perdita e per quanto riguarda questo tipo di argomenti per fortuna non ho un'esperienza diretta, ho solo cercato di seguire l'istinto o la compassione, sono una che piange in maniera straziante davanti alle tragedie fino a non poterci nemmeno pensare più di tanto per autodifesa.
      C'è ancora qualche pezzetto un po' particolare e spero di non avere fatto un errore di valutazione nel trattarlo. Però quando si tratta di bambini, io cerco sempre di mettermi al loro livello, io amo i bambini, tutti i bambini, credo che siano la fortuna e la bellezza del mondo, se fossi rimasta sposata è molto probabile che ne avrei fatti ancora un po'! ahahahahahahah!! Poi non avrei saputo cosa dargli da mangiare, ma sono la mia vita!
      Per il tag mi scuso con tutte, non ho memoria per queste cose, ma voi che già mi leggete avrete il tag.
      Stanotte posto il 3° cap.
      Grazie!

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  4. Malefica perfida bastardissima anima di CEA!!!!!!!

    Mi sono ammazzata, pisciata addosso, ho pianto litri di lacrime dalle risata per sto scemo che molto vagamente (molto) somiglua al poliziotto dotato di manganello....
    Che dici? Che avevo detto che nn mi ricordavo un cazzo invece qualcosa mi ricordo????
    Vabbe'... Bleffavo!!!!

    E poi, scena finale strappacuore!!!
    Stronza!
    CEA!!!

    Comunque.... 'Ndo e' annata Bella???
    E perche' ho il sentore che avesse riconosciuto perfettamente Edward CEO e volesse sfanculizzarlo???
    Salvo poi rimanere lei stessa sfanculizzata???
    Mitica Sparviiiiiiiii!!!!
    Questa commedia di Natale mi sa tanto di film per famiglie la sera di Natale!!!!
    Vorrei vederlo tutto subito!!!

    (Posso fare la stroCEA? .... Nn era il soggetto che s'era perso.... Era il complemento!!!! Ma nn frega un cazzo a nessuno! La tua si chiama Arte Comica.. La grammatica nn diverte nessuno!!! E nn e' manco arte!!)

    Grandissima!
    Baci e abbracci e risate a pianto

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    1. Ciao Patzis!!!
      Somiglia al manganello perchè hanno lo stesso attrezzooooo!!! hahahahahahaah!!
      No, dai facci la seria, le caratteristiche dei miei personaggi alla fine vanno tutte in certe direzioni per avere spunti buffi ai fini della storia, e vuoi sapere una cosa? quello che mi fermò del Manganello fu la descrizione di una scopata seria! Non mi piaceva, ma mi era uscita così, e non l'ho accettato! Allora ho cambiato direzione, perchè quando scrivo serio per troppo mi stufo.
      Per Bella: no, non ha riconsciuto Edward, si è solo commossa e sta piangendo, ma ho mancato di scrivere la narrazione adatta ed effettivamente non si capisce.
      Per il soggetto: cavolo, hai ragione! Mi sono fatta guidare dal mio linguaggio parlato e non mi disturba affatto che tu me l'abbia detto, anzi voglio sapere quando c'è qualcosa che "non suona" perchè come si dice: la vecchia non voleva morì perchè doveva imparà!
      Baci!

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  5. Ho letto questa storia scoprendola la sito fanfiction ed e' bellissima divertente fino alle lacrime ed emozionante hai un talento eccezionale brava
    Aspetto anche io il seguito del manganello

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    1. Ciao! Grazie dei complimenti e il Manganello arriva, promesso! baci e buone feste!

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  6. Allora ... rispetto al fatto che le tue storie siano sempre divertenti, non ci piove. Tu hai una fantasia molto perv, sei di base una grandissima schiava d'amore e allo stesso tempo riesci a mantenere il buonumore... io questo te lo invidio da matti! Non sarei mai mai capace di scrivere un personaggio femminile così allegro, nemmeno se mi ci metto con intento. In questa storia poi sono esilaranti tutti e due. Mentre la Bella del manganello era buffa, ma non riuscivo ad identificarmi con lei (mentre mi sarei fatta ammanettare volentieri da lui!) io sono totalmente dentro a questa Bella... le parolacce, lo stile da maschiaccio, il fatto che parli tantissimo .. lo so che sei tu .. ma sono anche un pochino io , quindi riesco a vedermi come lei, scivolare nell'ufficio del CEO più bello mai visto in terra e prendermi cura della mima frustrazione di fronte ad una sua fotografia! Oh sì!! Questa Bella è decisamente tutte noi! E
    Rispetto a questo Edward, lo vedo un po' differente dal Manganello devo dire la verità, il Manga era più incazzoso, più impulsivo, non aveva nulla del freaking control che ha questo qui.

    Non saprei scegliere tra i due .. tu sai quanto ami gli Edward un po' nerd (ti ricordi quando ti stressavo su Animate Me?) che però sotto nascondono il loro lato sicuro e dominante. Mi piacciono tutti e due . Il primo perché è apertamente maschio. Il secondo perché lo è in uguale misura, ma si trattiene. Non guasta il fatto che entrambi siano dipinti come chi sappiamo!!!

    Quindi .. che dire amò... tu devi scrivere e scrivere storie come questa ... perché ti vengono così bene che tutte e dico tutte, a distanza di mesi , ancora aspettano di vederti all'opera, tutte vedove del manganello!

    Adesso proseguo che ho solo 30 minuti di abbonamento ancora attivo!! maledizione!! bacio!!!

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  7. ooohhhh... quando hai descritto l'Edward del Manganello ho avuto un fremito! Io amo l'Edward del Manganello, e mi manca!! hahaahahhaah!!! Ma posso essere così scema?
    Grazie di tutti i complimenti! MI fa piacere che tutte vi divertiate per quello che descrivo e che fondamentalmente diverte me per prima, tu lo sai meglio di chiunque altro che se non mi diverto non scrivo.
    Sai... stavo pensando che nell'ultimo capitolo potrei infilarci la mafia russa... hahahahahahahah!!!
    Bacio!

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