Epov
"Ok, furgoni carichi, coro e teatrino sul posto, capo."
"Perfetto, grazie Emmett. Senti, per la cena da mamma e papà..."
"Non ti preoccupare Eddy, ci penso io. Tu fai quello che devi fare. Tutto quello che devi fare."
Cioè dire a Bella chi sono.
Fantastico.
Dopodichè sarò morto.
"E a Kate ci penso io. Non vedo l'ora..." Ghigna in anticipazione. A Emmett Kate non è mai piaciuta e il fatto di farle un dispetto è un super regalo di Natale per lui.
"Si, ok. Domani le parlerò. E ti assicuro che non vedo l'ora anche io. Dovrà darmi parecchie spiegazioni."
Ci abbracciamo.
Un abbraccio da uomini, ovviamente. Con un braccio solo. Sono un CEO io.
Ma il mio affetto è reale.
"Grazie fratello." Gli mormoro su una spalla.
"Di niente. Benvenuto tra i comuni mortali."
"Stronzo."
"Ti amo anch'io."
"Se avete finito, piccioncini, io andrei..."
Bella ci interrompe guardandoci un po' storto.
"Aww Belly... l'ho solo abbracciato, non essere gelosa! E' tutto tuo ora. Hey, ricordati di farlo rimanere sulla retta via, non vorrei finisse di nuovo in galera, potrebbe posticipare le vostre nozze!"
Bella diventa scarlatta allo scherzo di Emmett.
Arrossisce al pensiero delle nozze... forse... forse ci avrà fantasticato sopra anche lei!
Molto interessante.
Emmett nota la mancata risposta sia mia che di Bella e lo vedo andarsene borbottando "Andati... Andati tutti e due..."
Bella si raddrizza sulle spalle uscendo dal suo momentaneo stato di trance, trance sul nostro matrimonio. E' evidente come il sole.
Molto molto interessante.
"Ok, ma noi come andiamo, io non ho una macchina, però c'è la metropolitana-" Ritorna a focalizzarsi sulla serata.
"Ce l'ho io la macchina, vieni con me." Le dico in modo deciso.
Le prendo la mano e vado in direzione del garage in tutta fretta.
E mi piace da morire tenerla per mano.
Devo ricordarmi di farlo più spesso che posso.
Il più a lungo possibile.
Per tutta la vita.
O almeno finchè saprà chi sono, poi dopo sarò morto.
"Oooohh... hai messo la tua macchina in garage... ma allora sei un vero signore!"
Mi prende per il culo.
La devo far divertire, tanto dopo sarò morto.
Mentre ci avviciniamo noto che lei rallenta un po' il passo.
"Edward... quelli sono i posti dei dirigenti... dove stiamo andando?"
"Ehm... lì c'è la mia macchina."
"Hahahahaha! E qual'è la Mercedes o la Aston Martin?"
"La R8." Le dico senza guardarla.
Tolgo l'antifurto e le apro lo sportello. Ma lei rimane ferma come uno stoccafisso.
"Non... vuoi entrare?"
"Edward. L'Audi R8 è la macchina di Edward Cullen. Gli hai fregato le chiavi?" Spalanca gli occhi.
Oh-oh...
Riparare. Riparare!
"Bè? Dove sono finiti tutti quei verbi coloriti che hai usato al posto della parola rubare?" Le dico mentre lei finalmente sale e si allaccia la cintura. Ma prima che possa replicare, chiudo lo sportello e vado al lato guida.
Devo distrarla.
"Che... che bel cappotto che hai." Bravo, che merda di complimento.
Ma lei si distrae, fortunatamente.
"Oh si, carino, vero? Lo restituirò, ovviamente."
Alzo gli occhi al cielo. Ci sarà una cosa che non avrà grattato?
Metto in moto e mi dirigo fuori dal garage in fretta.
Prima arriviamo e meglio è.
"Edward. Dicevo sul serio, prima. Questo è un furto bello e buono."
"Come per il tuo cappotto."
"E' solo un cappotto. E comunque lo restituirò. Ma la macchina-"
"E' solo una macchina. E comunque la restituirò, contenta?"
"Mmm... sei uno scassinatore... hai manualità con i codici di ingresso e le macchine. E vedo che la guidi come se fosse la tua..."
Con il trascurabile particolare che E' la mia.
"... è evidente che sai quello che fai. Mi sa che non mi hai raccontato proprio tutta la verità..."
"Bella, io, io..."
Si slaccia la cintura e mi salta praticamente in braccio.
"Ma ti amo lo stesso! Hai un cuore grande così! E questa macchina dovrebbe spettare a te di diritto."
"Bella, che fai? Allacciati la cintura!"
"No... prima voglio baciare il mio eroe."
Mi riempie di baci lungo il collo... almeno la parte non coperta dalla barba.
E mi si sta rizzando di nuovo.
Ma non conosce riposo il mio pene?
No. Non con lei.
Mi accarezza voluttuosamente il torso mentre sento la sua lingua e le sue labbra darmi i brividi.
E sta passeggiando verso la tenda che ora ho come pantaloni.
"Bella, fermati."
"Tu... pensa... a guidare..." Parla al mio collo tra morsetti e baci.
Seee... pensa a guidare... è una parola! O tre, ma cazzo!
"Andremo a sbattere da qualche parte se continui così..."
"Mmmmhh... sbattere... che bella parola... non vedo l'ora... che tu lo faccia a me..."
Noooo.... le verrò in faccia di nuovo... che destino infame...
Mi slaccia i pantaloni con una mano, mentre con l'altra mi accarezza i capelli sulla nuca.
Merda.
Non posso dirle di smettere. Non ce la faccio proprio. Tutto quello che voglio ora è quella cazzo di bocca piantata lì. Sul mio cazzo pronto per lei. E pronto per stare lì dentro per sempre.
Cerco disperatamente di mantenere il controllo sulla strada.
Potrei fermarmi benissimo.
Ma la verità è che non voglio.
Faremmo tardi.
Per quei poveri bambini.
Si.
I bambini.
Non posso proprio.
Eh no.
E, soprattutto, se mi fermo lei smette.
Non posso assolutamente.
Eh no.
La sua mano si cinge, finalmente, al mio cazzo duro e pronto. E viola.
"Bella... ti prego..."
Pompa lentamente...
"Mmmm... ti prego smetti... o... ti prego non fermarti?... Mmmmh?..."
Aumenta la velocità dei suoi gesti. La mano su e giù sul cazzo e la lingua a mimare lo stesso corso sul mio collo.
E il mio respiro è in sincrono.
"Non rispondi...mmmhhh... dimmi... vuoi che... smetta...?...”
“Aaahh... no... si... no... no... Dio no...”
Cazzo, devo mantenere la guida dritta.
Una parte specifica del mio corpo sembra non avere problemi in questo senso.
Sento dei clacson.
Chissà con chi ce l'hanno.
"Oh Edward... fermati... ti prego... scopami..."
Nnngghhh!
"Non... non posso... aaaahhhh... i bambini... facciamo tardi..."
"Oh Edward! Mmmmlllmmmmlllmmmmmlll!"
"Aaaahhh! Cazzo! Be-be-be-lla.. che f-fai?!"
La sua bocca avvolge totalmente il mio cazzo. Lo bacia e lo succhia come un dannato aspirapolvere.
Morirò. Morirò. Morirò schiantato da qualche parte con lei che mi fa un pompino! E da come succhia dubito che potranno staccarci all'obitorio! Dovranno costruire una bara a forma di me seduto e lei sopra il mio cazzo! Cazzo!
Sento un sonoro *POP* mentre bella si stacca in risucchio dal mio povero, frustratissimo uccello.
Poi si tira su e mi guarda. Ha il fiato corto, le labbra aperte, bagnate e gonfie e gli occhi semichiusi in quello che sembra puro godimento.
E non sa quanto stavo godendo io! Fino a due secondi fa, almeno.
"Oh Edward! Sei stupendo! Anche in un momento così riesci a pensare a quelle povere creature! Ti amo! Ti voglio adesso, o altrimenti morirò! Morirò per autocombustione!"
"Bella. L'autocombustione verrà prima a me. Credimi. Non sono abituato a questo- questo genere di cose. Io-"
"Oh... i pompini, vuoi dire?"
Oh no... non dirlo... non li nominare... me li sono sognati troppe volte... e quella stronza di Kate... vaffanculo...
Cerco di ricomporre i miei pensieri e la guardo male. Col cazzo di fuori che sta in preghiera, ma la guardo male. Forse.
"Si, i pomp- quelli!"
"Oh, nessuno te li ha mai fatti in macchina?"
"No. E neanche a letto. Cioè... bè... ci sono state un paio di volte al college... e poi K- la mia fidanzata me ne ha fatto uno una volta... bè... metà... voglio dire... Insomma! Non è questo il punto."
"Oh..."
"Si. Oh!"
"Ma... ti... ti piacciono, vero?"
"Mi piacciono?! Sei ammattita?! A quale essere di sesso maschile non piacerebbero? E' da quando ti ho vista in quel camerino poche ore fa che non penso ad altro che alla tua bocca che... che..."
Mentre parlo la guardo mordersi le labbra e respirare profondamente.
E... Oh Cristo...
Vedo la sua mano graffiarsi la coscia mentre risale... su... verso...
"Bella... Bella... cosa fai?..."
Scivola un po' giù nel sedile mentre apre le gambe e eeeeeee....eeeeeeeeeee... infila una mano nello slip...
C.A.Z.Z.O.
"Ooohh... faccio quello che avrei voluto fare... o che avrei voluto mi facessi tu... fin da quando ti sei spogliato nel camerino... mmmmhhh...."
Scivolo un po' anche io nel sedile.
E mi sento male.
E non so se guardare la strada o guardare lei.
O la sua mano.
O la sua bocca.
O i suoi occhi che si girano in su...
Merda.
Sono morto.
Sono morto in ogni caso.
La mia mano va per cazzi suoi ora sul mio... merda... cazzo!
"Ooohhh... siii... toccati... voglio vederti pompare... oohh... maestoso... mmmmhhh..."
"Oh Bella... vorrei... tanto... toccarti io..."
"Mmmhhh... "
Si gira lentamente e mi guarda, poi toglie la mano dalle mutandine e... me le mette davanti al viso.
E io guardo.
Guardo le sue dita brillare della sua eccitazione.
E ne sento l'odore.
E l'ultima oncia di raziocinio viene risucchiata fuori dal finestrino andando a schiantarsi affanculo.
Ormai sono solo un animale. Mi sento un animale.
E il ruggito che esce direttamente dalla mia gola nè è la prova tangibile.
Ora sono solo istinto.
Puro e inadulterato istinto.
E l'istinto di un animale punta ad una cosa sola.
Sfamarsi.
Allungo di scatto il braccio e le afferro la testa.
E la risbatto sul mio cazzo che chiede pietà.
"Mmmmhhh!"
"Si... mmmhhh!! Mmmhhh! Succhiamelo. Succhiamelo finchè... aaaahhhh... finchè non ti resta più forza.... aaahhhh... continua... continua a toccarti... e succhia..."
Il mio tono è duro. Secco. Roco.
Non riesco neanche a riconoscere la mia voce.
Non riesco nemmeno a riconoscere quelle parole. Non ho mai trattato una donna cosi. Non ho mai detto a nessuna di succhiarmelo.
Ma la mia mano è stretta sui suoi capelli mentre la guido ad un ritmo veloce lungo tutta la mia asta in pura estasi.
E gemo.
Gemo e grugnisco come un fottuto animale.
E godo da dio.
E questa donna mi porterà alla follia.
E sento l'approccio del mio orgasmo strapparmi tutti i muscoli.
Quelli delle braccia. Entrambe. Quello sul volante e quello sopra la sua testa.
E le mie gambe, che tremano in tensione e fremono per mantenere il controllo sui pedali.
E il mio bacino che si contrae sotto quegli impulsi.
E i miei polmoni che bruciano per mantenere una qualche cazzo di respirazione.
E il mio cervello.
Cha non pensa a nient'altro che a lei e a quello che... mi sta... mi sta... cazzo... cazzo... cazzo...
"Cazzo! Bellaaaa! Bel-la! Ingoia! Ing...o...i..aaahhh tutto... ohhhh... tuttooo... AAHHH... AHHHH... UNGHH... UNGHHH... UNNGGHHHH!"
"Mmmhhhhh!!! Mmmmm!! Mpffedwwwddddd!!! Mmmmmaaaaoooooolllmmmhhh!!"
La sento scuotersi più volte.
Ed è lo spettacolo più bello del mondo.
Bella che si da piacere succhiando e ripulendo il mio cazzo con frenesia.
E se non fossi un uomo con bisogno di un tempo di ripresa fisiologico, verrei di nuovo, e di brutto.
Allento la presa sui suoi capelli e comincio ad accarezzarla, invece. Mi viene del tutto naturale.
La mia gattina che ha miagolato per me, per il suo orgasmo su di me.
La mia gattina che gratta.
La mia grattina.
Ho una sensazione mista ad orgoglio, soddisfazione e tenerezza. Ed è strana. Quantomeno la tenerezza.
Lei bacia ripetutamente il mio... pene, ormai ipersensibile al tocco e voglioso di alzare bandiera bianca, bendarsi totalmente e mettersi in un letto d'ospedale da campo. Con un cazzo di sorriso così pieno da illuminare New York.
E mentre lo penso sento di avere lo stesso sorriso.
Avrò sicuramente una faccia da cazzo, quindi.
Bella si rialza lentamente.
Con le mani cerca di sistemarsi i capelli, ma ha un sorriso abbagliante anche lei.
"Mmmh... sei delizioso Edward Cmasen..." Mi dice con la sua porno-voce mentre si asciuga la bocca con il dorso della mano.
E il mio cazzo fa un lievissimo movimento di ripresa.
E non ho la più vaga idea di dove trovi la forza.
"Bella..."
"Oh, che c'è? Vuoi dire che non ti è piaciuto? O che non sono stata all'altezza delle tue fantasie?" Mi dice risistemandosi sul sedile.
Io accosto in frenata.
Si, si, lo potevo fare anche prima, ma... la verità è che mi è piaciuto immensamente quello che abbiamo fatto e come lo abbiamo fatto. O piuttosto quello che mi ha fatto lei. E devo dirglielo.
Devo dirgli questo, non che io sono Edward Cullen.
E dopodichè sarò morto.
Mi giro completamente dalla sua parte.
"Bella. Tu... Io... Io non sono abituato a questo tipo di cose. Ma-"
"Oh. Ho capito... pensi che io sia una facile. Una di quelle che fa pompini come prendere un caffè al bar o come cambiarsi d'abito, come se niente fosse. Ma non è così. Te lo giuro. Lo so che non mi credi. Lo so che ti sono saltata addosso praticamente da subito. Ma io non sono così..."
La vedo in pieno panico, mentre si affanna e gesticola per spiegarsi.
E io sono innamorato di lei. Anche per questo.
"Bella. Fermati. Non intendevo questo. Non penso a come sei tu o a cosa hai fatto finora. E non penso assolutamente a tutte le cose che mi hai detto. Sono io! Sono io che non ho più il controllo del mio ca- del mio pene non appena ti vedo! Cazzo, non appena ti penso perfino! Non mi era mai successo prima! Sei tu che dovresti pensare che sono un pervertito, non il contrario."
"Davvero?..."
"Si! Davvero. E' che mi fai girare la testa con la tua irruenza, la tua passione, la tua voglia di... di prendermelo in bocca. Cristo, non... non pensavo fosse così... così..."
Ed ecco riapparire quel sorrisetto storto.
E amo anche quello.
"Così ... bello?..."
"Bello? E' esaltante! E' pazzesco! Ci passerei la vita tra le tue labbra! Tutte le tue labbra... E non vedo l'ora di fare l'amore con te, di prenderti, di farti mia-"
"E la tua fidanzata?"
"Se ne può andare al diavolo, per quello che mi riguarda."
"Tsk.Tsk. Non è molto carino quello che hai detto, Edward Cmasen." Mi riprende con finto tono di ammonimento.
"Quando saprai chi è, la penserai diversamente."
"Perchè? Chi è? La conosco?"
“Ehm... dobbiamo andare. Siamo in ritardo.” Le dico voltandomi verso la strada e cercando di sistemarmi il pisello dentro i pantaloni.
“Merda. Hai ragione. Scusami, sono stata una stupida. Per uno stupido pompino stiamo trascurando una cosa troppo importante-”
Aggrotta le sopracciglia e vedo la vergogna apparire sul suo viso. E io non lo sopporto.
La tiro a me e appoggio la mia fronte sulla sua e chiudo gli occhi.
“Quello che abbiamo fatto non ha niente di stupido. A parte il fatto che stavo guidando.” Sorrido sulla sua bocca così vicina.
“Io ho la stessa voglia di divorarti che hai tu. E sei stata fantastica. E non voglio che pensi male di te stessa. Mai. Sei una persona buona, altruista e sensibile. E quando avremo finito, voglio portarti a cena e farti ridere e farti... quello che hai fatto a me prima...”
Le mie labbra non ce la fanno più a stare lontane dalle sue, e ogni volta che sono lì sopra io mi sento intero.
Mi scosto lievemente e la vedo ancora ad occhi chiusi e labbra protese.
E sorrido.
E la amo da morire.
“Edward?” Mi sussurra ancora ad occhi chiusi.
“Si, amore?”
Li spalanca.
E poi sorride. In uno di quei sorrisi radiosi e accecanti.
“Ok.” Dice con un filo di voce.
“Ok cosa?” Rispondo mentre le accarezzo il viso.
“Ok a tutto...”
Sorrido.
Ok a tutto.
Si.
Io voglio tutto con questa ragazza.
<<< C&G >>>
Arriviamo all'ospedale senza incidenti e ora credo fermamente che esistano gli angeli custodi, o almeno quelli che hanno deciso di non farci andare a sbattere contro qualche palo, stanotte.
I furgoni sono già lì con i ragazzi del coro e quelli del teatrino dei burtattini.
Molto bene.
Do istruzioni precise a tutti mentre saliamo verso il reparto di oncologia infantile.
Poi mi giro e vedo Bella che mi guarda. Intensamente.
“Che c'è? Qualcosa non va? Ho dimenticato qualcosa?”
“Mm-hm. Questo.”
E mi pianta un bacio di quelli che ti fanno incurvare le dita dei piedi.
Mi perdo in quella sensazione incredibile e la stringo a me con tutta la passione di cui dispongo. Che verso di lei è fottutamente enorme. E' tutto.
“Ehm... EHM-EHM!”
Sento qualcuno schiarirsi la voce in lontananza. Vorrei ignorarla, ma diventa fastidiosamente insistente.
“Scusate, giovanotti!”
Io e Bella ci giriamo verso quel rumore ancora in pieno stordimento da quel bacio.
“Mi chiamo Renee e sono la capo infermiera del reparto. Mr Cullen mi ha telefonato mettendomi a parte della vostra sorpresa. E' inutile dirvi quanto io sia felice e quanto sia sorpresa... anche per il fatto che Babbo Natale pare essere tutto mani e bocca verso questa graziosa fanciulla...”
Ci guarda con un sopracciglio alzato questa enorme anziana infermiera. Mi ricorda vagamente una teiera inglese. Sarà per il camice merlettato e per il volume notevole della sua corporatura, ma non c'è traccia di malignità in lei.
“Mr Cullen?” Chiede Bella sorpresa.
“Emmett.” Le chiarisco.
Renee si volta e ci fa segno di seguirla.
“Ok, ragazzi venite tutti con me nella sala ricreativa, così possiamo sistemare tutto.”
E' tutto pronto.
Il coro è in un angolo, vicino all'albero di Natale e con i loro costumi tradizionali è... una cosa bella da vedere.
Mi sorprendo di quel pensiero che non mi aveva mai sfiorato la mente in passato. Nemmeno per un secondo.
Il teatrino è stato tirato su e davanti sono state messe molte sedie piccole e grandi.
I regali sono tutti sotto l'albero.
L'infermiera Renee irradia felicità.
“Ok, vado a chiamare i ragazzi!” Esclama in modo squillante.
E io ora sono improvvisamente nervoso.
E Bella se ne accorge.
“Cosa c'è? E' tutto a posto?”
“Si. E' che io... io... non so se sono all'altezza di questo compito.”
E' vero. Mi sento una merda. Io Edward Cullen CEO di Macy's sono un fottuto bastardo che di fronte agli affari non guarda in faccia a nessuno. E mi sento esattamente come Kate quando l'ho vista prima nella sala della cerimonia dei regali. Forse è la donna adatta a me. Una stronza per uno stronzo. Bella è troppo per me. Lei è perfetta. E io sono un bastardo bugiardo e ipocrita che sta usando dei bambini per farsi bello di fronte a lei.
Il suo viso si fa dolce e prende ad accarezzarmi le braccia.
“Si che lo sei. Sei perfetto. Edward, io ti ho visto. Ti ho visto con quei bambini. Ho visto come ti comportavi con loro. Come eri proteso ad ascoltarli, come il tuo corpo si muoveva verso di loro, ascoltando i loro desideri, cercando di accontentarli in tutto, guardando i genitori per chiedere il tacito permesso. E come ti sei comportato con Seth... è stata la cosa più bella che abbia visto in vita mia. Mi hai fatto piangere. Non ho mai conosciuto uno come te. Buono, dolce, comprensivo...”
La guardo cercando la verità nei suoi occhi.
E quello che vedo... è un falso Babbo Natale riflesso nelle sue enormi pupille scure.
“... e con il pisello più bello del creato.”
Non posso fare a meno di ridere a quel commento fuori posto. E osceno. E l'osceno su Bella sembra assumere una forma quasi sacra. Quasi.
Qualcuno sghignazza da dietro il teatrino, che è troppo vicino a noi.
Domani li licenzio.
No, cazzo! Ecco, lo sapevo di essere uno stronzo.
“Hey... sto scherzando. Bè... no, non sto scherzando, ma quello che volevo dirti è che tu sei perfetto. Perfetto... per me. E non mi importa che tu sia uno squattrinato senza un lavoro fisso. E non mi importa che tu sia uno scassinatore e un ladro d'auto... ” Finisce in un sussurro.
Il mio viso si abbassa di sua volontà al suo, quando sentiamo delle voci in avvicinamento.
Bella si sbriga a sistemarmi la barba e mi rimette gli occhiali che avevo riposto in tasca.
Come faceva a sapere che erano lì, non lo so. Ma dato il suo interesse e la dilatazione iridea che noto anche adesso, suppongo che i miei occhiali comportino un livello di interesse piuttosto alto per lei.
E io ghigno.
Sono un bastardo, orgoglioso e narcisista. E la cosa non può far altro alimentare il mio ego.
I bambini entrano.
Quello che vedo mi... abbatte.
Molto.
Bambini calvi, pallidi, alcuni attaccati tramite tubicini a delle piccole strutture che permettono loro di spostarsi, altri portati qui direttamente nei loro letti.
Ma tutti sorridono.
Tutti loro hanno una luce particolare negli occhi.
E' speranza.
E' voglia di credere.
E' gioia per le piccole cose.
E io mi sento di merda.
Mi sento in colpa per tutto quello che faccio, per quello che sono e per la mia condizione.
Sono sopraffatto.
Mi manca il respiro.
Esco di corsa da quella stanza e sento vagamente Bella distrarre l'attenzione per coprirmi.
Mi butto di schiena contro il muro del corridoio, cercando di allentarmi l'allacciatura impellicciata di questo cazzo di costume che sembra diventato insopportabilmente pesante.
Mi giro al suono di quello che sembra un pianto singhiozzato e vedo un uomo in fondo al corridoio.
Ha un braccio appoggiato al muro e il suo viso vi è premuto sopra.
Sta piangendo.
Non so il perchè, ma senza pensare mi avvicino a lui.
“Hey.”
L'uomo si gira di scatto e mi squadra sorpreso.
“Mi-mi scusi. Io... io ho solo avuto un momento...”
“Di sconforto.” Concludo la sua frase.
L'uomo mi fa un debole sorriso.
“Suo figlio è qui?” Gli domando. Che coglione che sono, certo che è qui. Che ci starebbe a fare qui la notte di Natale, altrimenti?
“E' mia figlia. E' lì dentro.” Fa un debole cenno alla stanza la cui porta è accanto a noi. “Sta... molto male. I dottori dicono che... dicono...”
“Come si chiama?”
“Alice.”
Non penso quando entro.
Entro e basta.
E vedo il corpicino di una bambina preadolescente. Forse 10 o 11 anni. O forse anche di più. E' difficile stabilirlo con quello che patisce il corpo con questo tipo di mali.
Ha gli occhi chiusi e respira regolarmente.
I tubicini per l'ossigeno le escono dal naso.
Capelli sottilissimi le incorniciano il volto, sparsi sul cuscino. Sono opachi. Come quelli di una persona anziana.
E io vorrei tanto fare del male a chi ha causato questo.
E nei miei pensieri rido della mia stupidità.
Ma lei mi sente e apre lentamente gli occhi. E non sono come i suoi capelli. Sono lucidi e vitali.
Cazzo. Lucidi e vitali. Come dovrebbe essere lei.
“Babbo Natale?...” mi chiede con un filo di voce.
“Si. Ciao Alice.”
Fa un respiro secco.
“Come sai come mi chiamo?”
“Uh... Io sono Babbo Natale. So sempre i nomi di tutti i bambini.”
“Io però ho 13 anni, non sono più una bambina.”
13 anni.
Mi vengono solo parolacce in mente.
“Oh bè, non importa. Tanto ormai sono qui. Ti... ti piacerebbe un orsacchiotto o una bambola, magari?”
Mi fa un piccolo cenno negativo con la testa.
“Allora un gioco da tavolo forse.”
Lei sogghigna lievemente e mi guarda di traverso.
Idiota! Non si può nemmeno alzare! Che cazzo se ne fa di un gioco da tavolo?!
“Ecco... io... Alice, io davvero vorrei fare qualcosa per te, non c'è nulla che potrei realizzare?” Praticamente la imploro.
Lei sorride.
Le faccio pena, si vede.
“Tu lo sai che io non credo più a Babbo Natale, vero?” Mi prende in giro.
Lei sta scherzando con me.
E' lei che scherza.
Sant'iddio.
“Mmmmh... ok.” Mi arrendo mentre mi siedo accanto al suo letto.
Ha uno sguardo intelligente e mostra di non aver timore di niente. Probabilmente nemmeno della verità. E forse è proprio quella che cerca.
Mi tolgo gli occhiali e mi slaccio un po' questa orrenda giacca che ora mi sta pizzicando ovunque.
“Meglio?” Dice lei.
“Si. Molto meglio.” Le sorrido appoggiandomi allo schienale della sedia.
“Perchè sei qui? Intendo davvero.”
“Non lo so. So solo che dovevo essere qui.”
Passiamo un minuto,credo, in silenzio, e non è imbarazzante.
"Mi chiamo Edward Cullen, e sono il manager di un grande magazzino."
"Oh. E sei qui per portarci i giocattoli? Cioè... per portare i giocattoli ai piccoli?"
Sorrido.
E' una bambina che si vuole vestire da grande.
Ed è grande. E' stramaledettamente grande per la sua età e per quello che sta passando.
"Si. Ma... non solo questo. Io vorrei... voglio, voglio che questi bambini, tutti voi, abbiate qualcosa. Qualcosa in più. Qualcosa che.. che io non so davvero, Alice."
Le dico sconfitto.
"E perchè sei qui con me? Ho sentito che sono tutti in sala giochi. Perchè non sei da loro?"
"Sono qui con te, adesso."
"Vuoi stare qui?"
"Si."
Le mie risposte sono sincere. Non so il perchè, ma sento che è l'unico modo per comunicare con lei. E mi sento bene nel farlo.
"Sono stanca. Ti va di raccontarmi qualcosa?"
"Cosa?"
"Una storia."
Merda.
Io non so niente di storie di bambini.
Mi guardo intorno per vedere se c'è qualche libro, ma non vedo niente a parte una bambola sul comodino.
La prendo in mano e la osservo.
E' piccola e ha lunghi capelli scuri ondulati.
Bella...
"Ok. Ti racconto una storia. C'era una volta-"
Le scappa una risatina, ma subito tossisce.
Io mi allarmo e le avvicino alle labbra il bicchiere d'acqua appoggiato sul comodino.
Beve un piccolo sorso.
"E' una favola?" Sussurra.
"Oh si. E' una favola bellissima. Ma ha un finale aperto. Se vuoi sarai tu a dirmi come può finire, ti va?"
"Si." Sorride ancora.
"Allora, c'era una volta”
La guardo facendo finta di redarguirla per lo sguardo di prima, ma è uno scherzo e lei lo sa.
“una bellissima ragazza chiamata Bella. Lei era giovane, allegra e buona con tutti. Era una gran chiacchierona e faceva sanguinare le orecch- voglio dire, faceva venire il mal di testa a tutti con le sue chiacchiere, però rideva sempre ed era amata da tutti. Un giorno Bella stava nel bosco a raccogliere fiori, e cantava”
Con parolacce e tutto il resto, ma... ok.
“e il suo canto arrivò alle orecchie di un orrendo mostro che guidato da quella voce melodiosa si avvicinò a lei. Il mostro si era travestito da pastorello, e sembrava innocuo, così Bella iniziò a parlare con lui, tanto, tantissimo, così tanto che il mostro non capiva più chi fosse egli stesso. Non si sentiva più un mostro e con lei si sentiva buono, dolce e sensibile”
Stiro in un sospiro quelle ultime parole, parole che mi ha detto lei, la mia Bella. La mia Bella... finchè non sarò morto dopo che le avrò detto la verità.
“e prese a... ballare e cantare con lei, irretito da quella ragazza così soave, così angelica e bellissima come nessuna,”
Non è che le possa raccontare di seghe e pompini.
“ma il mostro si era innamorato di lei, da subito, da subitissimo, e si sentiva una me- si sentiva malissimo perchè le aveva mentito. Voleva farle vedere che anche lui, in fondo, ma molto in fondo, era buono, e decise di farle dei regali, insomma le regalò tanti fiori che a lei piacevano tanto. Ma non bastava. Il mostro era triste, tanto triste, soprattutto quando lei lo baciò e gli dichiarò il suo amore per lui. Lei non riusciva a vedere quanto lui fosse brutto e cattivo, ma lui sapeva bene che una volta visto davvero com'era, lei sarebbe fuggita e lui sarebbe mor- voglio dire, lui avrebbe sofferto per il resto della sua vita. Come poteva fare, allora? Cosa fare per rivelarle chi lui era davvero senza spaventarla e farla scappare via?"
"Edward..."
"Si, piccola Alice?"
"Racconti le favole malissimo."
"Hahahahahahaha!! Si, lo so. Hai ragione. Non sono molto abituato a questo. Anzi, per niente."
"Però è una bellissima favola. Hai mischiato un po' di cose, tipo Cappuccetto Rosso e La Bella e la Bestia, ma mi è piaciuta."
Abbasso lo sguardo sorridendo.
Questa ragazzina mi darebbe una pista nel Consiglio d'Amministrazione.
“Hai detto che si chiama Bella?” Dice con un sorrisetto.
“Mmm... Si?”
"Oh... Posso dire come va a finire?"
"Certamente. Dimmi pure."
"Lui decise di dirle la verità. Decise di rischiare. Perchè se non avesse rischiato, non avrebbe mai avuto la speranza di ottenere quello che voleva tanto. E allora andò da lei. E lei lo perdonò."
"Mpf! Lei non mi- non lo perdonerebbe mai. Lui è un mostro senza cuore. E lei è un angelo."
"Proprio perchè lei è un angelo lo perdonerebbe. Lei è innamorata di lui. Non vede il pastorello o il mostro, vede solo la sua anima. Lei lo vede per quello che è, Edward. E poi si sposarono e vissero felici e contenti! E fecero tanti bambini. Sani..."
Oh no...
"Dici che lei lo perdonerebbe? Forse. Ma quello che credo io è che in quel caso farebbero tanti, tantissimi bambini. Bambini amati e felici. Sani o no, sarebbero bambini amati. Come lo sei tu, Alice. E io vorrei tantissimo avere una bambina come te. Tantissimo."
Le dico con tutta la convinzione che non so da dove mi parta, ma c'è. E' lì. Ed è forte.
Lei mi guarda e sorride di più ora.
"Edward... posso farti una domanda?"
"Certo."
"Perchè sei così insicuro, se sai che lei ti ama?"
Rimango a bocca aperta dalla semplicità e dalla chiarezza di idee di questa straordinaria ragazzina.
Mi ha beccato.
Non capisco come ho potuto pensare di fregarla, anche per un secondo.
"Perchè... perchè io non sono Babbo Natale, Alice. Perfino tu non ci hai creduto nemmeno un attimo e hai solo 13 anni. E io ho paura."
C'è un attimo di silenzio tra noi, e lei non smette di guardarmi.
"Non devi avere paura. Devi rischiare e dirglielo. Quale alternativa hai, altrimenti?"
Non so più di chi stiamo parlando.
Se di me o di lei.
Ma è lei che sta rischiando e sta lottando per quello che vuole e io sono uno stronzo a portare il mio ridicolo problema di fronte al suo.
"Mi sono sbagliato. Tu non sei una ragazzina di 13 anni. Sei una donna. Una bellissima e intelligentissima donna. E io ti ammiro tantissimo. Facciamo così. Facciamo un patto fra adulti, vuoi? Io rischierò, ma tu... tu continuerai a lottare, ok? Senza resa. Io ti do la mia parola che farò la mia parte, tu farai la tua?"
Mi guarda con quel sorriso d'angelo che continua a regalarmi.
"Senza resa." Mi sussurra sicura.
Mi alzo.
"Ora vado di là dai piccoli... ma prima voglio portarti una cosa."
Esco dalla stanzetta semibuia alla luce accecante del corridoio e per un attimo vedo Bella infilarsi di corsa nella sala giochi.
Vado più in fretta che posso verso uno dei grandi sacchi pieni di regali e cerco.
Ma cosa?
Oh.
Vedo una coperta con un cielo stellato che brilla davvero sotto le luci.
Si.
Ma anche...
Trovo anche un set per le unghie con una fila di smalti colorati.
Questo sicuramente non la danneggerà. Almeno lo spero.
Ignoro tutto e tutti ma incrocio lo sguardo di Bella, che mi fa un debole tirato sorriso, mentre corro di nuovo da Alice.
"Ecco. Questa coperta brilla... forse anche al buio, non saprei... ma c'è un bellissimo cielo stellato sopra e quando la metterai su di te sarà come se fossi all'aperto, sotto un cielo così. E poi ti ho portato dello smalto. Ci sono tanti colori. C'è anche il... rosa. Ti... ti piace il rosa, vero?"
Chiedo non sapendo bene nemmeno io quello che sto facendo.
"Oh, si! Sono bellissimi questi regali, Edward! Grazie."
Protende una mano nella mia direzione.
E' piccola e fragile e io la prendo con il massimo della delicatezza e gliela bacio.
"Di nulla, giovane donna."
"Tornerai a trovarmi?" Mi dice con quella speranza negli occhi che non l'abbandona mai.
"Certo. Tornerò. Ora devi riposare. A presto, Alice."
Le bacio la fronte e esco dalla stanza, trovandomi subito di fronte al padre.
"Grazie, Mr Cullen. Alice è molto contenta stanotte."
E' evidente che il padre ha sentito tutta la conversazione.
"Voglio che tutte le sue cure siano addebitate a me. Mr ?"
"Brandon. Mi chiamo Roger Brandon. Ma Mr Cullen, io non posso proprio-"
"Mr Brandon. La prego. Posso permettermi questo ed altro e so che in questi casi, vanno in rovina intere famiglie. Forse non posso farlo per tutti qui dentro, ma per Alice voglio farlo, la prego."
"Ok... allora... bè... grazie Mr Cullen. Io non so che dire."
"Tenga duro per lei. Tenete tutti duro per lei. La aspetto nel mio ufficio quando meglio ritiene opportuno. Per lei sarò sempre libero."
Cerco un biglietto da visita, ma non ce l'ho davvero nel costume di Babbo Natale.
"Uhm... ho lasciato i biglietti nell'altro vestito..."
"Non si preoccupi Mr Cullen, non è un problema. E grazie ancora, davvero."
"Ok, allora. Buon Natale."
La serata prosegue senza incidenti.
I bambini guardano il teatrino e si divertono.
Ridono.
Sono felici.
Io guardo Bella tutto il tempo.
Irradia luce.
Sprigiona amore.
Giochiamo un po' con loro e distribuiamo doni a tutti.
Bella mi lancia sguardi furtivi e mi sorride sempre.
Ma il suo sorriso è strano.
Non di circostanza, è vero, ma c'è un'ombra nei suoi occhi.
E io la posso capire, ora.
Qui c'è del dolore vero, tangibile.
Ma tutti gli adulti sorridono e giocano con i bimbi, come se fosse tutto normale, come se si fosse in famiglia.
E io mi sento bene.
<<< C&G >>>
In macchina lei è silenziosa. Guarda la strada.
"La... la serata è stata un successo. Non credi?" Azzardo.
"Si. E' stato bellissimo. Grazie... Edward."
Mmmh.
"C'è qualcosa che non va?"
Forse ho sbagliato qualcosa. Non è più la Bella scherzosa, allegra e maliziosa di prima.
"No. No, è che sono molto stanca, tutto qui."
"Ti va di mangiare un boccone? O forse... forse è meglio che ti accompagni a casa."
La vedo con la coda dell'occhio girarsi più volte verso di me, come per dirmi qualcosa, ma non lo fa.
Sento un pericoloso campanello d'allarme.
Ora sono certo che c'è qualcosa che non va ma non capisco cosa.
Forse è dispiaciuta perchè ho parlato con Alice da solo.
"Quella bambina, Alice... è molto forte. E' intelligente. Mi ha fatto piacere parlare con lei." Le dico, tanto per parlare di qualcosa e rompere questo silenzio che sta diventando insopportabile.
"Si. Alice è una bambina eccezionale."
"Già."
Merda.
"Senti, Bella, se ho fatto qualcosa di sbagliato non hai che da dirmelo."
"Ma no, ma no. Non hai fatto niente, non preoccuparti. Anzi, sei stato bravo. Bravissimo. Proprio bravo..."
Proprio bravo... non mi piace questa situazione, non mi piace per niente.
"Torniamo al magazzino. Devo prendere le mie cose. E tu... ti devi cambiare." Aggiunge in fretta.

Ciaoooo mia eroina!!!!!
RispondiEliminaMi stai facendo passare delle vacanze natalizie meravigliose!!! Ogni capitolo è una sorpresa bellissima, sono così felice che tu abbia deciso di scrivere questa storia che non ne hai idea!!
Allora mi sa che Isabella ha origliato la conversazione tra la piccola Alice ed Edward scoprendo la sua vera identità. spero che non si arrabbi troppo, in effetti mi sembra solo confusa ma non arrabbiata. Sono curiosa di leggere il prossimo capitolo che secondo me sarà IL CAPITOLO....vero???
E poi volevo chiederti, ma dopo tutto questo lavoro di "bocca"(ahahahahah) riusciranno finalmente a quagliare????? Perchè se non lo fanno mi sa che esplodono!!!!
E voglio vedere cosa dirà Ed a Kate......mi sa che ci sarà da ridere!!!
E voglio anche io avere un Emmett a disposizione per me!!! Quel ragazzo è una forza della natura, lui si che ha capito alla perfezione que due squilibrati!!
Insomma non c'è niente che non mi piaccia della tua shot..... È PERFETTAMENTE MERAVIGLIOSA!!!!!
Wow che capitolo fantastico questa storia e' un bellissimo regalo di Natale credo che Bella abbia origliato la favola di Ed ora vediamo come si spiegheranno e in che modo favoloso di mani bocca ecc faranno pace tu hai una capacita' innata di saper coinvolgere chi legge bravissima
RispondiEliminaE anche qui ... si ride... si piange ... ci si preoccupa. Ho il sospetto che Bella abbia capito qualcosa. Forse nn ha sentito tutto il dialogo con Alice xò... me curiosa. E poi c'è Kate e la cena coi genitori. E lui le deve dir sta verità. Insomma attendo con ansia il 5. Grazie x questa storia, mi allieti le vacanze e il lavoro Lalla <3 bacio!
RispondiEliminaCredo che questa volta il mio commento sarà un po' differente dagli altri.
RispondiEliminaCome sempre ho riso fino alle lacrime e, anche questa volta, mi sono commossa nei pezzi che tu sai benissimo.
Credo che Bella abbia sentito il discorso tra Edward e Alice quindi sappia chi è veramente Edward e penso che non stia male tanto per le bugie che le ha detto quanto perchè pensa che il suo sogno d'amore si sia infranto non ritenendosi minimamente all'altezza dell'uomo che è e della posizione sociale che ricopre, ma spero di sbagliarmi.
Quello che dovrebbe differenziare il commento sta a questo punto. Tu sei bravissima, scrivi in un modo coinvolgente, divertente all'ennesima potenza, porco quanto basta a scatenare la fantasia senza tuttavia trascendere nella volgarità nel senso stretto del termine quindi mi chiedo anzi TI chiedo di cimentarti in una storia che vada oltre. Mi piace da impazzire come scrivi, le tue storie divertono perchè sono certa che tu sei la prima a divertirti nel farlo.
Col manganello stavi arrivando a trattare una parte spinosa della storia pur restando nel tuo bellissimo stile. Non mollare, tutte noi ti aspettiamo.
Grazie per questa bellissima storia natalizia.
Patrizia
p.s. spero di non esserti apparsa tediosa e come si dice dalle mie parti rompi palle ahahahah
Ma dall'atteggiamento di Bella a fine capitolo si presume che abbia sentito la conversazione di Edward con Alice,o con il padre della piccola,nonostante ciò a me non sembra arrabbiata,anche se probabilmente ha capito chi sia Edward in realtà,piuttosto mi sembra triste,come se con questa scoperta si fosse resa conto che il divario fra loro,le loro vite,il loro ambiente è davvero grande e che quindi tema per questo amore appena sbocciato!Ma comunque sono sicura che il nostro eroe,quando non è impegnato a tenere a bada il suo idrante,riuscirà a rassicurarla e farle credere che per loro potrà esserci un futuro...Brava tesoro,come hanno detto anche altre,stai rendendo questi giorni natalizi,giorni di vera festa!Un bacione.
RispondiEliminaCiao belleeee!!! Rispondo a tutte insieme in una botta unica perchè siete arrivate più o meno alle stesse conclusioni.
RispondiElimina1. Grazie dei complimenti, sono sempre gentilissimi e molto graditi.
2. Ricordatevi che Bella è un personaggio assolutamente positivo, potrebbe arrabbiarsi o potrebbe rimanere amle o tutt'e due, ma le sue reazioni tendono sempre bè... alla reazione in ogni caso!
3. Questa è la storia della scoperta del sentimento da parte di Edward, cosa che non sono riuscita a fare benissimo perchè sono stata troppo impegnata a scrivere porcate tutto il tempo, e siccome i due personaggi sono entrambi di carattere deciso, inevitabilmente si scontreranno. Insomma nessuno dei due 'abbasserà la testa'. hahahahahahahh!! In senso figurato ovviamente!
4. Per Perrypotter: tu mi sopravvaluti. Si, mi piace scrivere, è l'unico momento della mia vita personale (figli a parte) in cui mi sento veramente felice. Ho tante idee in testa e tante bozze scritte, tantissime, ne ho una in particolare che amo molto ed è una storia drammatica, c'è sesso ovviamente, ma è drammatica in ogni caso. Ho paura a scriverla. Sto facendo la codarda, ma sento che lo devo fare, almeno per vedere come mi viene una storia così. Poi invece succede che scrivo questo tipo di storielle perchè mi diverto molto ed è il genere che mi piace leggere, perchè mi viene facilmente, mentre una storia drammatica o seria ha bisogno di un impegno più profondo, ha bisogno di una connessione di sofferenza tra scrittore e storia perchè sia veramente efficace e in genere sono storie di ampio respiro e di passi un po' più lenti e ponderati. Ma lo farò.
Per quanto riguarda Il Manganello avevo scritto tutta una parte drammatica: l'ho odiata. Quindi ho fatto un passo indietro e ho ripreso da dove vi avevo lasciato per riportarla su termini più di ritmo e mantenendo la "competitività" tra i due protagonisti. Ho dovuto farlo, perchè la storia è basata su quello.
5. Qui mancano praticamente 3 capitoli, spero che vi piaccia fino in fondo, e il fatto che mi scriviate tante cose e che mi chiediate (minchia che verbo, spero di averlo scritto giusto!)come andrà o anche di continuare il Manganello mi fa certamente piacere.
Baci a tutte!!!
.......per la cronaca...
EliminaIl verbo e' giustooooo!!!
Ahahahahahahah!!!
Fantastico, ragazza dolcissima travestita da paracula!!!
RispondiEliminaLeggendo e passando dal riso al pianto cantavo De Andre'
...la chiamavano Bocca di rosa metteva l'amore sopra ogni cosa....
E con la Vergine in prima fila e Bocca di rosa poco lontano, si porta a spasso x il paese l'amore sacro e l'amor profano...
E' cio' che hai fatto tu. Mischi il ridicolo con il sentimentale, e cosi' rendi meno stupido il primo e stemperi il secondo...
Perfetto, no???
Ora fila a postare il 5....
Baciiiiiii!!!
hahahahahahh!!! mmmm... c'è una cosa che non riesco proprio a fare: descrivere il sesso. Mi piace troppo fargli fare OOOOOOOHHHH e AHHHHHHHH! E quando scrivo rido, perchè è assolutamente ridicolo! Però, finchè rido, sto bene e cazzeggio! Se mi annoio cado in catalessi!
Elimina.ciaoooo che dire..mi piace un sacco come scrivi..mi hai fatto ridere e immagonare allo stesso tempo..grazie sei meravigliosa...
RispondiEliminaGrazie!!!
Eliminabaci!
Amòòòòòòòò! Bravaaaaaa! E' vero che sai scrivere ed è vero che potresti mettere giù una storia anche diversa. Lo so per certo. Però con il manga hai fatto bene .. ci sarà tempo e modo per la mafia russa cattiva e quella storia .. non dimentichiamoci .. iniziava con un poliziotto che buttava via migliaia di dollari della comunità per chiudere un'autostradaaaaaa! Non se po' fa quella storia troppo drammatica.. perché il manganello .. è il manganello!!! Ma il CEO .. cazzarola .. è sempre il CEOOOOOOO! bacio amò!!!
RispondiEliminaoohhh... mi manca!!! vado a finire questa, così torno dal mio poliziotto sessualmente corrotto!!!
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