Epov
Parcheggio all'ingresso laterale e quando siamo fuori, davanti alla porta, digito il codice di accesso.
Senza pensarci.
Cazzo!
Mi volto lentamente verso Bella che mi guarda male.
Molto, molto male.
Non le dico nulla mentre la faccio entrare per prima.
Ci dirigiamo in silenzio direttamente al corridoio dove c'è il camerino con i miei abiti.
Faccio per accendere la luce, ma lei mi blocca.
E' davanti a me, e siamo illuminati solo dalla luce che proviene dal corridoio.
Mi guarda negli occhi.
Intensamente.
A lungo.
Poi si alza sulle punte dei piedi e mi bacia.
Un bacio dolce, casto quasi.
E in quel momento rinasco.
La stringo a me e approfondisco quel bacio rendendolo passionale e vitale.
Vitale per me.
Le nostre mani accarezzano e cercano.
Le nostre lingue si massaggiano intrecciandosi ed esplorando.
I vestiti diventano insopportabili addosso.
Mani, braccia, lingue, gambe che struggono per liberarsi di tutto nel disperato tentativo di non perdere contatto l'una con l'altro.
Bella mi spinge all'indietro e io cado sulla poltroncina sulla quale avevo ripiegato i miei vestiti.
Non mi frega un cazzo dei vestiti ora.
Tutto quello che faccio è tirarla a me, su di me, cercando ancora la sua bocca dalla quale non posso stare lontano più. Mai più.
Sono completamente nudo, esposto e pronto per lei.
Non capisco più nulla, ho solo occhi per lei, pensieri per lei, ogni senso è rivolto a lei, solo lei, bellissima davanti a me in mutandine, reggiseno e autoreggenti.
I suoi movimenti sono sicuri e veloci mentre si siede su di me, con le gambe sui braccioli della poltrona, e mi guarda e mi bacia mentre le mie mani affondano in quella morbida, profumata pelle.
La mia bocca raggiunge il suo collo, le spalle, l'incavo dei seni nei quali affondo il naso e la lingua, e quel reggiseno diventa un intralcio inaccettabile.
Glielo tiro giù violentemente e lei geme in sorpresa.
Afferro, accarezzo, stringo, gioco con le dita su quei capezzoli rosa completamente turgidi e protesi verso di me.
Sono le tette più spettacolari che abbia mai visto.
La mia bocca è attirata da quel richiamo irresistibile.
Ma indosso ancora la barba.
Devo toglierla.
Lascio di malavoglia quelle coppe che sembrano fatte per le mie mani, le quali invece raggiungono il mio viso.
La guardo mentre comincio a staccare l'adesivo all'altezza delle basette e Bella rimane ferma a guardare i miei gesti.
Seria.
Non c'è ombra di gioco in lei. Non c'è umorismo. Non c'è leggerezza.
Porta le sue mani sulle mie e me le tira via lentamente.
Non vuole.
Non vuole sapere.
Non vuole vedere.
E invece mi sorprende riportandole al mio viso e delicatamente mi libera da quella massa soffocante.
Soffocante per me e ora inaccettabile per noi.
Ora sono totalmente io.
E la guardo.
Alzo il mento.
Non voglio aver paura di questo momento.
Sono io.
Sono qui con lei.
E la amo.
E la voglio.
Io, Edward Cullen. Non Edward Cmasen.
Siamo io e lei.
Di fronte.
Scoperti e vulnerabili.
“Sei bellissimo...” Mi sussurra accarezzandomi.
E io chiudo gli occhi.
“Sei bellissimo Mr C.”
La guardo di nuovo.
Lo sa.
Lo sa chi sono e cosa ho fatto.
Ma non vedo traccia di rigetto in lei. Non vedo rabbia, o sorpresa.
Solo desiderio e qualcos'altro che non riesco a decifrare.
Si avvicina alla mia bocca e con la lingua traccia i contorni delle mie labbra.
“Sei buonissimo...”
Poi sento le sue labbra succhiare, mordere e leccare le mie.
Sono perso tra la sorpresa di averla ancora qui con me e quel tocco così delicato e così erotico.
La mia erezione spinge tra noi due.
Sento le farfalle nello stomaco.
Mpf! Io Edward Cullen sento le farfalle nello stomaco come un ragazzino alla prima cotta.
I baci diventano intensi e le mani si fanno più aggressive.
Le mie di sicuro mentre le afferro il leggero slip di tulle da dietro e lo strappo di colpo.
Il rumore dello strappo e il suo gemito non fanno altro che alimentare il mio desiderio per lei, per questa dea che ora dondola sinuosa sul mio cazzo per prendersi il piacere che vuole.
Con le mani sui fianchi guido i sui gesti, mentre gemo nella sua bocca.
“Bella... ti voglio...”
“Ti voglio... da morire...” Mi dice sussurrando il mio stesso desiderio.
“Bella... io... io non ho... niente... non ho preservativi... con me...”
“Non me ne frega un cazzo... ti voglio...”
“Bella... aspetta...” Le dico tra i baci mentre la mia risoluzione a non avere sesso protetto va dritta nel cesso al sentire le sue parole così brutali, ma anche così eccitanti.
Si stacca per un attimo tirandomi ancora i capelli con entrambe le mani.
“Sei fidanzato, no? Sarai pulito... e io prendo la pillola... sono ok... te lo giuro...”
Le faccio cenno di no con la testa.
E lei indietreggia lievemente.
“Non sono più fidanzato. Non voglio più essere fidanzato. Non con lei.”
Serra un po' gli occhi valutando quello che dico.
“Bella io-”
“Shhhh...” Mi mette un dito sulle labbra. Che io le bacio incapace ormai di usare la mia bocca per altro.
“Prendimi e basta... prendimi come se non potessi più farlo... prendimi Edward... voglio sentirti dentro di me... “
La prendo con tutta la forza che ho in quel bacio carnale e possessivo.
Le mie mani lavorano senza sosta su tutta la sua pelle. La schiena, le cosce, i seni, i fianchi, per poi raggiungere le sue labbra che con la loro eccitazione stanno bagnando e lavorando il mio membro completamente teso e gonfio.
E' bagnata fradicia.
E io gemo in anticipazione.
“Oh piccola... sei un sogno... dimmi che mi vuoi... dimmi che non sto sognando...”
Lei si alza un po' facendo forza con le cosce sui braccioli. E il suo viso è l'estasi del porno mentre la sua mano arriva ad afferrarmi, guidandomi verso di lei, dentro di lei, per poi lentamente ridiscendere sulla mia asta lucida dei suoi umori.
“Ooooohhh...” Volta la testa all'indietro e affonda le dita nelle mie spalle per abituarsi a quella massiccia intrusione.
La sento così stretta, morbida, calda.
E quando sono tutto dentro vorrei stare lì per sempre.
Nell'aria solo il rumore dei nostri respiri irregolari, mentre prendiamo contatto l'una con l'altro.
Ora siamo uniti. Siamo un unico essere.
E io provo una sensazione di completezza mai provata prima.
Si morde le labbra quando inizia a muoversi, su è giù, roteando il bacino lievemente.
Devo far ricorso a tutta la mia forza per non venire subito allo spettacolo che mi si para davanti agli occhi e alle sensazioni che mi dà con quei movimenti lenti, studiati, in concentrazione.
“Edward...”
“Amore...” Ansimo.
“Sco-scopami.” Il tono le esce più alto. Non ce la fa più neanche lei.
Mi guarda intensamente mentre le guido i movimenti stringendola per i fianchi.
Sta guardando il mio viso, i miei occhi, la mia bocca, e sta prendendo piacere da quello che vede.
E siccome sono un fottuto orgoglioso bastardo che si sta godendo la notte più bella della sua vita, decido di prendere il controllo. Lei vuole godere di me. Tutto me. Tramite i suoi occhi, la sua bocca, le sue mani e quella sua fica stretta che mi sta facendo diventare matto.
Gemo e grugnisco rumorosamente mentre la sbatto con forza su di me. Ripetutamente. Senza darle respiro. E ad ogni mio gemito ne corrisponde uno suo. Gira gli occhi ogni volta che mi guarda.
Sta godendo di me.
Così come io di lei.
Gioco con il mio sguardo sul suo, so che gli piacciono i miei occhi così verdi. La guardo intensamente convogliando tutta la passione che ho.
E' ipnotizzata.
Gioco con la mia bocca e con la lingua sulle mie labbra, sui miei denti mentre la guardo.
Me la guarda ora.
Io ghigno.
E lei impazzisce.
Emette gemiti sempre più acuti e mi cavalca impazzita afferrando le mie carni o i miei capelli.
La stringo a me, cingendola con entrambe le braccia. Le inarco la schiena per succhiarle i capezzoli.
E lei impazzisce di nuovo.
E io pure.
Sto per venire.
Non voglio.
Prima lei.
Prima lei.
Ma lei si stacca da me per guardarmi e le vedo passare un lampo diabolico tra gli occhi.
Sorride lievemente, ma non ferma i suoi movimenti.
Ansima sonoramente, ma trova il modo di parlarmi.
“Edward... Edward... vieni... ti sento... sento che stai morendo per venire...” Ghigna.
Stronza.
Ha capito che stavo giocando con lei, che la stavo eccitando e ora vuole fare lo stesso con me.
Grugnisco in controllo.
Controllo che sta diventando impossibile.
“Oh no... piccola ladruncola... lo so... lo so che stai impazzando per me... per questo mio cazzo maestoso e imperiale che ti sta portando sull'orlo della follia... lo so che ti piace... vieni... vieni per me... sentimi... senti come ti riempio...”
Ha la bocca spalancata e sembra lottare per tenere le mie parole a bada, ma non ci riesce benissimo. Vuole resistere.
E se resiste ancora per dieci secondi, io sono fottuto.
Inizio a massaggiarle il clitoride. Sempre di più. Sempre più velocemente.
“Ti sento... sento come ti stai contraendo su di me... lo volevi da quando mi hai visto... mi volevi dal primo momento che hai posato gli occhi su di me... sapevi che ti avrei fatto morire... lo senti?... mmmhhh?... solo io posso farti questo... solo io... ooohhhh.... oooohhhhh...”
Sta per venire, la sento stringere intorno a me.
Io sto peggio di lei.
Ma lei non ci sta.
Mi prende la mano e la porta alla bocca.
E comincia a succhiarmi le dita gemendo più forte.
Eh no!!!
Cazzo, così non è giusto!!!
Sento tutti i miei muscoli contrarsi.
Bruciano.
Sto per venire.
Ma io non cado da solo.
Giù io, giù lei.
La stringo a me con la mano libera mentre la sbatto furiosamente su di me, continuando a massaggiarla e le succhio il primo capezzolo che trovo.
E la mordo.
“Ooooohhhh.... Edwaaaarrrrrrrd.... Oooooohhhh.... aaaaaahhhh... aaahhhh... aahhhh.... AAAAHHHH!! AAAAAHHHH!!! ”
I suoi movimenti diventano convulsi e io devo fare appello a tutta la mia forza per non farla saltare via, mentre vengo clamorosamente gemendo come un animale sul suo seno.
“Oh Bella... Bellaaa... Be...l...llaaaaaahhh!!! Nghhh... Nnngg... NNNGHHHHH!... Ooohhh... ohhhh...”
Cerchiamo di recuperare il fiato, rimanendo in quella posizione.
Io tra i suoi seni e lei con la testa appoggiata sopra la mia.
Le nostre braccia cingono i nostri corpi in un abbraccio disperato.
E nessuno dei due sembra volere perdere quel contatto.
Io non voglio.
Voglio morire qui.
Voglio essere seppellito qui.
La sento sciogliere l'abbraccio per cercare di alzarsi.
Ma io la riporto a me.
“Non voglio.” Dico ai suoi seni.
La sento sorridere.
“Dobbiamo andare.” Mi dice con un filo di voce.
“No. Non dobbiamo. Rimaniamo qui.”
Le scappa una risatina cristallina.
“Oh, Mr C... lo so che sono irresistibile, ma non possiamo rimanere qui tutta la vita.”
Ooohhh... vuole giocare...
“Mmmmhhh... irresistibile...” inizio a baciarle i seni, piano delicatamente, a bocca aperta, gioco con la lingua sui suoi capezzoli, e bingo.
Geme.
Mi stacco da lei per guardarla, e le sue pupille si dilatano di nuovo.
Conosco alla perfezione l'anatomia femminile e so perfettamente che una donna può avere orgasmi ripetuti e vicini.
Anche se con Kate... con Kate il sesso finiva lì, e basta.
“E così... sei irresistibile uh?... mmmmhh... direi proprio il contrario Miss S.”
Lei assottigliagli occhi e... contrae i muscoli della vagina, ma invece di avere l'effetto di buttarmi fuori, il mio cazzo non ancora a riposo... apprezza.
Gemo.
Cazzo.
Lei ghigna.
E' una competizione aperta a chi è più duro.
Bè, Miss Isabella Marie Swan, direi che su questo punto non ci sono dubbi.
Le infilo la lingua in bocca mentre torno nuovamente a massaggiarle il clitoride ancora sensibile e ora bagnato completamente di me e di lei.
“Oooohhh... Edwarddd... che-che fai...”
“Faccio l'irresistibile...”
“Aaaaargh!” Mi tira un ciuffo di peli sul petto.
Io le afferro i capelli e le tiro la testa all'indietro, senza smettere di massaggiarla.
“Oh, allora vuoi che smetta?... mmmmhhh?... Ok.”
Tiro via la mia mano di scatto, e lei sussulta.
“Ho già avuto il mio orgasmo oggi Mr C., anzi due. E uno dato assolutamente da me stessa.”
Mi tornano subito alla mente le immagini di quel cazzo di pompino in macchina e di lei che si masturbava freneticamente, mentre mi lavorava con la bocca.
E il mio uccello apprezza nostalgico.
Gonfiandosi ancora.
Spingo dentro di lei con il bacino.
E adesso è lei ad apprezzare.
“Mr C. … non ti basto mai... non riesci... oooohh... a stare lontano dalla mia fica...”
“Mmmmhh.... sei tu... che non.... aaaahhhh... riesci a staccarti dal mio cazzo... hai ringraziato... ooohhh... il Signore... prima... ricordi?...”
“Aaahhhh... devi... ooohhhh.... devi aver... capito male... hai... tu hai... un cazzo.... ooohhhh... un comunissimooooohhh... cazzo...”
COMUNISSIMO CAZZO UN CAZZO!
So di essere ben dotato e la cosa non fa altro che alimentare il mio orgoglio maschile.
Ci stiamo muovendo di nuovo.
E io sono in paradiso.
“Il mio... comunissimo enorme cazzo... ti ha portata in pa- in paradiso... meno di cinque minuti fa...”
I nostri movimenti diventano istintivamente più decisi.
“Mmmmhhh.... oooohh... sono... sono... venuta... solo perchè... ooohhh.... perchè mi stavi... sgrillettando...”
Sgrillettando?
Gemo a quell'affermazione così... porca.
La mia donna è una porca.
Mi sono innamorato di una porca.
E il mio cazzo è felice.
E io sto godendo di nuovo per quel piacere così prolungato e così diverso da prima.
“Miss S... non credo proprio... ce l'ho abbastanza grosso... da... aaahhhh... trovare il tuo punto G completamente da fermo... ooohhh... così... così...”
La guido nei movimenti. La sento fremere. Deve avere i muscoli delle gambe che le bruciano. Ma non abbastanza da fermarsi.
Siamo sudati e stanchi, ma la nostra voglia è più forte.
La mia di sicuro... sto andando dritto dritto verso il mio quarto orgasmo in poche ore, e se non fosse perchè devo mangiare, bere e dormire non credo smetterei mai con lei.
Non ne avrò mai abbastanza di lei.
“Il puntoooooohhhh.... ooohhhh... il punto G., non... non... non... esisteeehhhhh...”
“Ahhhh... no... no infatti... il tuo... il tuo... da oggi in poi... ahhhh... sarà... il punto E...”
La afferro per il culo e tenendola ben stretta a me, badando di rimanere fermamente dove sono piantato, mi alzo con un grugnito e la sbatto senza tante storie sul mobile della specchiera.
Lei si sorprende, ma emette un gridolino che sembra uno squittìo.
E quel suono fa vibrare in estasi il mio cazzo.
Con una mano sulla sua spalla la sbatto di schiena alla specchiera mentre con l'altra l'afferro per la coscia tirandola in avanti.
“Ecco... così... così...”
Prendo a pomparla come un pazzo angolando il mio bacino in modo da penetrarla più a fondo mentre la sbatto ad un ritmo serrato direttamente sul clitoride. Forse sto barando, ma in questo momento non riesco a pensare ad altro che a farla impazzire. Per assoggettarla a me, per legarla a me, per schiavizzarla a me.
Sto diventando un fottuto cavernicolo.
La sua bocca è spalancata in cerca di respiro e di gemiti sempre più acuti.
La sbatto senza pietà badando bene di guardare ogni singola reazione del suo corpo.
E la reazione arriva.
La vedo spalancare gli occhi e la bocca ancora di più. Mi guarda fisso. In sorpresa.
“Ohh... si... si... si... si... preso!... aaahhhh... vero?... eccolo... aaahhhh... il tuo... punto delle... me- aahhh-raviglie... il punto E...”
“Le sue palpebre si abbassano lievemente, e le sue mani mi stringono le braccia affondando le unghie nella mia carne.
“Oooohh... no... no... no... non... non... sento... niente... niente... continua... continuaaahhhh!!!”
Oh si che continuo, Bella Marie.
Ma al mio passo.
Cambio angolazione e rallento il ritmo.
Lei se ne accorge e non gradisce per niente.
Mi afferra spingendomi a se.
Mi bacia con avidità e mi morde il labbro inferiore.
“Babbo Natale bastardo...” mi sussurra in un orecchio mentre spinge verso di me per ricreare la frizione che anela.
E mi morde anche il lobo dell'orecchio. Forte.
“Ahhhh! Troietta...”
“Ooohhh!”
Oh... le piace.
“Riprendo a sbatterla con vigore e le afferro una gamba mettendola sulla mia spalla.
“Ahhhh!!! Aahhhh!! E'... uuuuuhhh!! Inutile... oooohhhh... non... non... non.... oooohhhh... ohhhhh... oooohhhh!!! Non vengo... non vengo.... non.... oooohhhh.... vengo... vengo... VENGOVENGOVENGOOOOOOOO!!”
Urla e e le sue unghie lacerano la pelle delle mie spalle. E quel dolore si trasforma in un piacere acuto, sorprendendomi.
Che spettacolo...
Il suo orgasmo innesca il mio. Sento tutti i muscoli irrigidirsi e il mio cervello resettarsi.
Tutto quello che sento è lì. Tutto quello che bramo è lì.
In quel punto che esplode come il capodanno a Times Square.
E urlo.
E la stringo.
E godo come un animale.
Cado in ginocchio sul pavimento portandola con me.
Non c'è modo che io lasci questa donna, ora. O mai.
Non smetto di stringerla mentre ci battiamo aspramente con cuore e polmoni per riprendere fiato.
“Oh Edward... mi... mi hai ridotto ad un budino tremolante... un crème caramel... una gelatina... insomma ad una cosa molle e gelatinosa...”
Siamo sdraiati in terra avvinghiati in una posizione strana, intrecciata.
E lei rantola qualcosa da mangiare, ed è bellissima.
Ha i capelli scompigliati, il trucco sfatto e le labbra rosse e gonfie.
E non posso fare a meno di baciarla di nuovo, mentre sta ancora parlando.
Amo che non perda mai la voglia di parlare. Le uniche volte che non lo ha fatto ho provato un terribile disagio.
E mi sento potente perchè lei si arrende dolcemente e calorosamente, molto calorosamente, al mio bacio.
Ma il respiro è ancora corto, così appoggio la mia fronte alla sua e le accarezzo le labbra.
“Allora, Miss S.? Questo punto E? Esiste?”
“Oh si... ed è solo tuo... tutto tuo...”
Mi stringe le gambe con le sue cercando ancora frizione.
E io sorrido di questa sua voglia che sembra non finire mai, di me.
La stessa che ho io di lei.
“Mmmh? Allora dimmi che... non ne puoi più fare a meno... dimmi che-”
“E' tardi. E dobbiamo andare.” Ride.
Non vuole darmi la minima soddisfazione.
Ma io l'ho vista pienamente la sua soddisfazione. Alla grande. Due volte.
Ci alziamo cercando di sorreggerci su gambe ormai affaticate dallo sforzo fisico.
Lo sforzo fisico più bello al mondo.
“Levati quel sorrisino dalla faccia Mr C., sei spossato e affaticato quanto se non più di me.” Mi dice raccogliendo i suoi vestiti sparsi per la stanza.
E io le passo i brandelli delle sue mutandine.
Ghignando.
Me li strappa via di mano facendo finta di essere indignata.
“Oh, non fare tanto la snob, ora. Ti è piaciuto da morire quello che ti ho fatto. E poi quelle mutandine le avrai senz'altro grattate dal reparto intimo.”
Si avvicina mettendo le mani sui suoi fianchi ancora nudi.
“Quello che mi hai fatto tu?! Oh, questa è bella! Se non ricordo male, sono io che ti ho cavalcato a morte, mio caro. E il fatto che abbia grattato le mutandine, non ha nessuna importanza. E mi hai fatto male quando me le hai... uhm... strappate via. E non ho provato tutto il piacere che dici tu. Ecco.”
Sembra una bambina che nega che il cielo sia blu perchè lei l'ha dipinto di verde.
La afferro per la vita e la stringo a me.
E le sussurro sulle labbra.
E le accarezzo la sua fichetta ancora dolente per la mia ENORME e POTENTE intrusione.
Si. Lo so. So di essere così. E me ne vanto.
“Ah, davvero?”
“Oooohhh... da-davvero...”
“Mm-hm... certo... e allora come mai ti stai bagnando di nuovo? Mmh?”
Mi sbatte via la mano e io rido di gusto.
“Non è vero. E' il tuo sperma. Non è il mio delizioso succo.” Civetta.
Il mio cazzo, dotato evidentemente di un qualche apparato uditivo, inizia ad alzarsi in preparazione.
E a me inizia a girare la testa.
“No, carina. E' il tuo... delizioso succo. E' caldo, e ha una consistenza diversa dal mio sperma. Ti stai eccitando. Ammettilo.”
“Stai sognando.”
Lecco le mie dita guardandola dritta negli occhi.
“No, non credo. Vuoi assaggiare?”
“No!” Mi risbatte via la mano. Ma è divertita.
E io rido di gusto.
E la bacio.
E lei ci sta.
Perchè è mia.
Lei sa che è mia.
“Domani lavori?” Le chiedo distrattamente mentre ci rivestiamo.
“Certo che si. Questi non chiudono mai. Sono dei veri stronzi...” Mi guarda con gli occhi a fessura.
“Mmmh.” E' tutta la mia risposta.
Non posso dirle di più per adesso.
Ma da dire ne ho, e parecchio.

Figooooo!!
RispondiEliminaSono la prima?????
Wow!!!!!
Si vede che stasera sono sola!!! E gioco col coso (cell nel linguaggio del cavernicolo che ho sposato) finche' nn stramazzo addormentata!
Che scopate da Oscar!!!!!
E avro' di che sognare stanotte!!!!!!
Percio' grazie Spar!!!
Bacioooooooo!!!!
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahah
RispondiEliminaNon ce la faccio a commentare Ahahahahahahahahah Oh mamma mia Ahahahahahahahahahahahaha
A parte la scopata grandiosa, mi sembrava un incontro di boxe!!! Questi due sono totalmente folli!!!! T.O.T.A.L.M.E.N.T.E. F.O.L.L.I. !!!!!!! Nessuno dei due che vuole cedere, due dom perfetti,ed è palese si amano alla follia. Alla fine Isabella non si è incazzata come avevamo previsto. Credo però che dovranno pur chiarirsi e comunque Ed dovrà parlare con Algida-Kate , ora vediamo il giorno dopo che succede.....sempre che Emmett non abbia già spifferato tutto ovviamente......
P.S. I dialoghi tra Ed e Bella sono assurdamente perfetti, soprattutto durante i momenti hot dove cercano di prendere il sopravvento l'uno sull'altro. Ti ho già detto che sei fantastica vero????
Kissone
Raffa
wow questa mattina che risveglio !!!!!!! che maratona di sesso strabiliante ....... me invidiosa !!!!!! bene ora sarò scossa per tutta la giornata !!!!! ahahaha ribadisco sei fenomenale ...... riesci a scrivere in un modo che sembra di partecipare ........ Capitolo hot e divertentissimo ...... sono proprio curiosa di vedere edward alle prese con kate.
RispondiEliminasantissiminumi...buongiorno col botto!! Queste sono le tue descrizioni epiche!!! CHE IO ADORO!! voglio pure io il babbo natale bastardo!! TANTO DURO E BASTARDO!! alla prossima ( I can't wait ) baciooo!!
RispondiEliminaE finalmente il nostro eroe ha fatto centro...era ora che si arrivasse al dunque altrimenti esplodeva sto povero Babbo Natale!Ora mi sa che arriva una parte ancora più ricca,aspetto con ansia il confronto fra Edward e il ghiacciolo,mi sa che ne vedremo delle belle!Sei una grande Sparvi e mi sa che se ti dessero un euro per ogni complimento mo saresti ricchissima.Un bacio.
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