* Il CEO e la Grattina *
di Sparviero Nero
(Ciao a tutte! Dovevo scrivere una one-shot per Natale, ma proprio non ci sono riuscita! Quindi mi toccherà dividerla a capitoli. E' una storia fatta e finita, ma ancora non so come la dividerò quindi non so se saranno 4 o 5 capitoli o giù di lì. Ovviamente è una storiellina un po' pornina, quindi vedete voi se leggerla o meno. Io mi sono divertita a scriverla e spero che voi possiate divertirvi a leggerla. Fatemi sapere!
Baci!
Sparv
p.s. Il Manganello lo sto per finire giuro!)
Capitolo 1
Epov
“Eddy-”
“Si, Emmy?”
Lo vedo fissarmi dalla porta del mio ufficio con la bocca spalancata.
Come un enorme pesce rosso tirato fuori improvvisamente dall'acquario.
Sulla mia porta che per lui potrebbe anche non esistere.
Anzi, non esiste, punto.
“Ed... che cazzo fai vestito così? E' arrivato carnevale?”
Riprende la sua solita aria goliardica e scherzosa, mentre mi guarda dall'alto in basso.
“Ha-ha-ha. E' il 24 dicembre Emmett. Lo sai che ogni anno faccio il giro. E se mi chiami un'altra volta Eddy ti assegno al turno delle pulizie di Capodanno.”
Gli dico mentre mi allaccio le trainer.
Lo faccio tutti gli anni, giro tutto lo stabile facendo finta di essere un cliente, per vedere il comportamento degli impiegati nel giorno più impegnativo e frustrante dell'anno.
E pretendo di vedere i clienti uscirne soddisfatti.
La soddisfazione è la cosa che mi preme di più.
E le vendite, ovviamente.
“Non capisco perchè lo fai proprio oggi in questo giorno di vera follia umana. Qua sotto c'è un carnaio che neanche ti immagini.”
“Lo faccio proprio perchè oggi è un vero banco di prova. Abbiamo tutto il personale e gli aiuti per il periodo. Devo sapere se mi mandano in malora l'attività. Non so perchè facciamo sempre lo stesso discorso. Lo sai che è così da anni ormai.”
“Lo so. E' che... he he he...”
“Cosa?” Mio fratello sa darmi noia come pochi al mondo.
“Bè... vederti così... jeans, camicia fuori dai pantaloni... oooooh!... e bomber!.. mi fa... pppfffftttbuahahahahahahahahaha!!!”
Mi schiarisco la voce e vado verso lo specchio a parete nel bagno del mio ufficio, dove ho lasciato il mio abito 3 pezzi Gucci e scarpe Campanile, che ora guardo con malinconia. Non sono tipo da jeans io. Lo so. Non occorre che Emmett mi ci prenda per il culo.
Mi dirigo verso l'interfono.
“Tanya, nel mio ufficio. Adesso.”
Non aspetto la replica mentre sento i suoi tacchi avanzare.
“Mr. Cullen?”
“In bagno.” Risponde Emmett. E sento la sua spiritosaggine anche da qui.
“Mr... Cullen?”
Mi guarda dall'alto in basso anche lei. Come un pesce bla bla bla. Sono già stufo di questa situazione. E il mio ufficio ora sembra davvero un acquario. Forse dovrei far installare delle pareti a vetrate per completare l'ambiente.
“Tanya, mi occorre un parere esterno. Come le sembro?”
Apre e chiude la bocca. Comincio a sospettare che lei ed Emmett non discendano dalla scimmia ma dai pesci.
Poi però la vedo focalizzare l'attenzione su un punto al centro del mio corpo. E la sua espressione cambia notevolmente.
Capito...
“Bene. Grazie Tanya. E' tutto quello che volevo sapere. Può andare.”
La sento schiarirsi la gola e andare via. Barcollando un po'.
Mmmmh, interessante.
“Vedi, Emmett? Tanya ha apprezzato.”
“Pft! Tanya apprezzerebbe anche il gobbo di Notre-Dame se avesse il pacco che tu ti porti dietro.”
Ghigna mollemente appoggiato sullo stipite della porta del bagno.
“Emmett, sono solo dei semplici jeans. Neanche costosi, non voglio essere scambiato per un cliente con la grana.”
“Con la grana? Ma come cazzo parli? Sembri uscito da un film di gangsters. E' passato quasi un secolo da allora sai? Oh, già, ma tu che ne sai. Tu e la tua perfetta fidanzata anni '60 che andate al cinema solo per vedere filmoni di merito culturale e passate le domeniche dai suoi genitori?”
“Emmett, non apprezzo il linguaggio scurrile gratuito. Soprattutto in ufficio. E poi io e Kate non passiamo tutte le domeniche dai suoi.”
“Vero. Andate pure da papà e mamma. Scuuusa! A proposito, scopate mai?”
“Emmett! La mia vita sessuale non ti riguarda. E comunque non lo verrei certo a dire a te che sei la portinaia dell'ufficio!”
“Cazzo, si!” Mi risponde soddisfatto, ma non ha finito. Cristo...
“Hey! A proposito di pettegolezzi. Hai visto che vagonata di fichette hanno assunto per Natale?”
“Fi-fichette? Emmett... perchè non torni a lavorare e mi lasci guadagnare il pane, quello che mangi anche tu per inciso, come tutti i comuni mortali così finiamo questa giornata?”
“Ok, tanto ci vediamo stasera da mamma. Buona fortuna cliente anonimo!”
Giro gli occhi al cielo. Giuro che se non fosse mio fratello lo licenzierei.
“Na-ha. Non mi licenzieresti! Sono troppo divertente e tengo alto il morale di questo mortorio!”
Aggiunge urlando dal corridoio. Mi conosce così bene che sa anche quello che penso.
O forse sono diventato prevedibile?
Il noioso e prevedibile CEO di Macy's?
Ok, noioso o meno, faccio il mio lavoro da dio. Ed oggi scendo nell'arena.
<<< C&G >>>
Percorro i corridoi del personale sul retro del palazzo, al piano dove si svolgerà il classico e tradizionale rito con Babbo Natale che ascolta i desideri di tutti i bambini.
Pft! Poveri illusi ragnetti senza futuro. Prima imparano che la vita non ti regala niente e meglio è.
Mi fermo davanti ad uno stanzino con la porta aperta.
Toh... lupus in fabula. Un costume di Babbo Natale in quello che sembra essere un camerino da trucco. Mi avvicino attirato da quel buffo vestito. Sembra di ottima finitura, è completo di accessori e la barba sembra vera. Non so perchè, ma non posso fare a meno di provarla.
Mi siedo e la applico meticolosamente.
“Oh! Finalmente! Ma dove cazzo ti eri cacciato, eh? Sei in ritardo, porca puttana! C'è già un sacco di gente. Dai, finisci di vestirti e poi vieni con me.”
Dallo specchio guardo inebetito tanta... energia.
E scurrilità.
“Prego?”
“Le preghiere le puoi fare a mezzanotte a Messa. Ora ti devi sbrigare, Cristo Santo! O ci licenzieranno tutti e due!”
E' una ragazza.
Probabilmente un'impiegata. Spero.
E' molto carina.
Minuta, capelli lunghi, occhi scuri grandissimi e una bocca rossa e piena...
E si sta agitando notevolmente.
“Senta, guardi, lei non ha capito-”
“No, sei tu che non hai capito! Sei qui solo perchè me l'ha chiesto Jasper. Mi ha pregato perfino! Non so neanche perchè gli ho dato retta, ho pure rotto le palle al caporeparto per darti la possibilità di guadagnarti qualche dollaro. Io che sono solo una temporanea! Ma perchè poi mi ficco sempre nei fottuti pasticci per aiutare la gente non lo capirò mai! Adesso zitto e vestiti!”
E' una vera furia e parla in maniera velocissima.
E usa un sacco di improperi.
E mi sta dando ordini.
Ed è bellissima.
“Hey... ma... mi hai sentito?! Santa Madre Teresa... ok, dai. Ti aiuto io. Certo però che Jasper potrebbe anche mandarmi tizi un po' più svegli. Come ti chiami? Io sono Bella, piacere di conoscerti. Piacere, spero. Anche perchè sarebbe un vero dispiacere essere licenziati. Lo hai mai fatto prima d'ora? Non essere licenziato, intendo Babbo Natale. A proposito, che lavoro fai? Come mai hai bisogno di arrotondare? Non sarai mica nei guai, vero? Oh, ok, non è che io sia una che non sa cosa siano i guai. Ma sono loro a starmi appiccicati al culo. Me e i guai andiamo sempre a braccetto. Tu non me ne procurerai di nuovi vero? Perchè, cazzo, adesso davvero non ne ho bisogno. Hey... non sei affatto male!”
Non ho fatto in tempo a seguire tutto il filo del discorso che mi ritrovo, non so bene come, a torso nudo davanti a lei.
Che mi sta fissando lo stomaco.
“Aahh...”
Alza gli occhi ai miei nel sentire il mio... uhm... gemito. Sant'Iddio... mi sfiora gli addominali e gemo come uno di un film porno. Non che ne abbia visti molti... ultimamente. Ma da ragazzo... ok. Storia vecchia e sorpassata.
Però... con Kate... non mi sembra di avere una tale risposta... ma no. Kate è la donna perfetta per me. Certo, ultimamente non è che lo facciamo spesso. E va bene così. Il nostro rapporto è più che una serie di incontri sessuali. E' una connessione intellettiva. E ad alto livello oserei dire. Kate è una donna raffinata, colta, educata e perfettamente inserita socialmente. La donna perfetta per me. E io sono pienamente soddisf-
“Wow...”
Mpf. La tizia qui – Bella, che nome curioso - è rimasta senza parole. Strano, prima era una vera mitraglia.
Di improperi soprattutto.
“Sei... uh... co-come hai detto che ti chiami?”
“Signorina, è quello che cerco di dirle da... bè, da prima che mi... ehm, spogliasse. Io sono Edward C-”
Un momento... no. Non voglio dirle chi sono. Sempre se sappia chi sono. E comunque sono venuto giù per questo no?
“Masen.” Uso il cognome di mia madre, che comunque è meno conosciuto.
Mi sta ancora fissando. E sembra avere gli occhi più scuri adesso.
Che strano...
Improvvisamente raddrizza le spalle e si schiarisce la voce.
“Ok, Edward Cmasen. Dobbiamo sbrigarci. Non abbiamo molto tempo. Che strano cognome che hai. E' europeo? Oppure asiatico? Effettivamente hai gli occhi un po' a mandorla. Ma sei biondo. Biondo scuro, ma biondo comunque. Io ho dei parenti in Francia, sai, lì c'è un sacco di gente che...”
No. Non riesco a seguire il filo logico delle sue parole. Sempre che abbiano un filo logico. Sembrerebbe che dia voce ai propri pensieri nel momento in cui li pensa. Un'abitudine molto fastidiosa e lavorativamente poco pratica. Però... non posso fare a meno di guardare la sua bocca che si muove così velocemente. Non c'è traccia di rossetto. Sono lievemente lucide. Probabilmente è burro di cacao. Ha! Magari le si screpolano a furia di parlare! O magari perchè le usa in altro modo...
Chissà come sarebbero avvolte intorno al mio-
Stringo gli occhi per bloccare quell'immagine che ora mi pervade la mente come un virus.
“Hey... stai bene? Aspetta che ti aiuto con i pantaloni-”
“No!”
Mi schiarisco la voce e riapro gli occhi.
“No. Ai pantaloni ci penso da solo, d'accordo?”
“Ok, ok! Volevo solo darti una mano! Ci sono! Sei inglese! Gli inglesi non dicono Ok. Almeno non tanto quanto gli americani. Sai...”
Comincio a slacciarmi i jeans, mentre lei si allontana.
Solo di un passo.
Continuando a chiacchierare.
E guardandomi.
“Uhm.. sarebbe possibile avere un po' di privacy?” Le chiedo interdetto dal suo fissare.
Seguo la traiettoria del suo sguardo e mi accorgo che finisce esattamente sulle mie mani, che sono sui bottoni dei jeans.
Si lecca le labbra.
Rosse e lucide...
Ma sembra riaversi subito.
“Uh! Come vuoi. Non che tu possa avere qualcosa che non ho mai visto prima. E poi non ti ho mica chiesto di toglierti le mutande.”
Si volta, finalmente.
Ma non smette per un solo istante di parlare.
“Porti i boxer o gli slip? I boxer sono più fighi. Lo slip... mmm... mi sa un po' di vecchio. E tu non lo sei.”
Guardo in basso.
Indosso uno slip.
Cazzo.
E mi metto pure a pensare parolacce!
Questa ragazza ha una cattiva influenza su di me.
E sul mio pene, perchè da quello che vedo è diventato un po' più ingombrante.
Meno male che non sta guardando.
Sarebbe imbarazzante indossare un costume da Babbo Natale con una bella erezione in corso.
Che non accenna a diminuire.
Forse sto male.
Magari mi sta venendo l'influenza.
Magari ho il virus delle 24 ore.
Potrebbe passarmi entro le 16 di domani.
Si, certo, e io dovrei stare 24 ore a cazzo dritto?
Voglio dire a pene eretto! Ecco meglio.
Mentre mi sfilo via i jeans guardo distrattamente lo specchio.
E incontro un paio di occhi scuri, ma molto scuri, spalancati.
Oh, merda.
“Sta guardando!”
Le scappa una risatina cristallina.
Che ha un suono soave.
Piace anche al mio pene. Cazzo!
Al mio cazzo di pene!
Merda...
“No, no! Giuro! Stavo ammirando... questa bellissima specchiera...”
Specchiera 'sto cazzo!
Oh no... anni di educazione e questa ragazzina me li sta mandando a put- … a benedire!
Kate, Kate, Kate, Kate...
Penso al nome della mia fidanzata come un mantra per calmarmi.
E il mio pene si calma.
Cosa che non va proprio bene.
Dovrei reagire al pensiero della mia fidanzata. Probabilmente.
Ma effettivamente non accade.
Strano, il sesso con lei non è male.
Kate di solito mi aspetta nel letto, sotto le coperte.
E' molto bella e indossa sempre biancheria costosa.
Io la raggiungo nel letto e iniziamo a baciarci.
Poi la accarezzo un po', la faccio bagnare insomma. Kate a letto è molto esigente. Non che io non lo sia. E Kate soddisfa i miei bisogni. Tutti. O quasi. Non le piace molto andare giù, quindi io non glielo faccio fare mai. E io non sono affatto dispiaciuto. Per niente. O magari solo un po'. Poco poco. E comunque l'unica volta che me l'ha fatto era talmente disgustata che non ho voluto ripetere l'esperienza. In fondo io bacio la bocca di Kate. Non sarebbe troppo igienico. La bocca di Bella però... sembra fatta per quello...
No! Cazzo no!!
Così non uscirò da questa dura situazione!
Cristo! Adesso sto peggio di prima!
E lei continua a guardarmi.
Leccandosi le labbra.
Oh no...
Devo voltarmi io. Altrimenti Babbo Natale si sbatterà questa bambina.
Cosa??
Sant'Iddio... aiutami, ti prego... solo oggi, eh?
Finisco di vestirmi più in fretta che posso, così posso fare il mio giro e andarmene finalmente a cena dai miei.
“Pronto.”
“Oh! Bene!”
Mi squadra dall'alto in basso e con una mano si accarezza la bocca.
No. Non ci voglio neanche pensare.
Cullen: No.
“Non lo so... sei carino, ma... oh! Ci sono! La pancia finta! Ci vuole un cuscino. E degli occhiali da vista. Hai degli occhiali, per caso? Altrimenti potremmo prenderne un paio in prestito dal reparto di ottica, tanto non se ne accorgerà nessuno. Io me ne sono fregati un paio fighissimi! Ray Ban! Li ho visti indossati da un attore che mi piaceva e li volevo anch'io, ma non posso certo spendere centinaia di dollari per un paio di occhiali, ti pare? Sono una gran figa con quegli occhiali, e-”
“Come?! Lei ha rubato della merce?! Qui?!”
Com'è possibile? E non se n'è accorto nessuno? Dopo Natale dovrò convocare il capo della sicurezza. Oh, guarda caso è Emmett! Favoloso.
“Oh, bè... rubato... diciamo preso in prestito! Quando mi stufo li rimetterò a posto. E poi mica ho preso quelli dalla rastrelliera, li ho presi dal cassetto, tanto non faranno l'inventario fino ai saldi.”
“Ma... ma... è un furto! Lo sa che è passibile di una condanna dai 3 ai 5 anni? E non troverebbe di certo un altro lavoro con dei precedenti per furto.”
“Hey, hey! Calmati! Non li ho mica presi a te!”
Oh, si invece.
“E tu come le sai tutte queste cose? Ah... ho capito, ti è capitato, vero? Tranquillo, non dirò niente. Ti capisco, sai? Capisco perfettamente il bisogno quando lo vedo. E tu sembri avere molto bisogno.”
Come? Sembro avere bisogno?! Questa è buona, non vedo l'ora di raccontarla.
E comunque è colpa dei jeans, lo sapevo.
“Ma non c'è nulla di cui vergognarsi. Sei stato in galera? Se ci sei stato mi dispiace molto, so che è molto dura lì. Io ho uno zio a Rikers Island, è dentro per furto. Poverino. Era in gambissima, si è fatto un sacco di appartamenti. E' il suo genere. Poi l'hanno beccato per una sciocchezza. Ogni tanto lo vado a trovare, e gli racconto le meraviglie di New York. Dice che quando esce si vuole fare la villa Cullen.”
“Cosa?! Signorina, sono veramente allibito-”
“Oh, ma basta con questa signorina. Siamo amici ormai. E non dimenticarti che questo lavoro te l'ho trovato io. Almeno non devi sgraffignare nulla per un po'. La paga è buona sai? Qui sono molto generosi.”
“Io non sgraffigno proprio niente! Senta, tutta questa faccenda è ridicola-”
“Bella”
“Prego?”
“Bella, chiamami Bella. E' il mio nome, Edward. O preferisci Eddy, o Ed, o Edw, o solo E?
Rimango interdetto.
Non ho più parole.
O pensieri razionali.
Sono di fronte ad una ladra e non riesco nemmeno a mettere in fila due pensieri almeno per comporre il 911.
Quindi, faccio l'unica cosa che c'è da fare.
Sto al gioco.
“Non mi piacciono molto i diminutivi, preferirei il nome per intero.”
“Ok, Ed. Vada per il nome intero.”
Non posso proprio reprimere il gemito di frustrazione che arriva spontaneo dalla mia gola. 'Ed'... penso che dovrò abituarmi... almeno per le prossime ore.
“Ho gli occhiali, nella mia giacc- nel mio giubbotto.”
Mi avvicino alla poltrona dove ho lasciato i vestiti ben ripiegati e cerco nel taschino interno i miei occhiali da lettura.
“Brutto figlio di puttana!! Guarda che robetta!”
La vedo armeggiare con i miei abiti. Scomponendoli e ributtandoli lì. Senza ripiegarli.
“Scusami?”
“Questa è roba costosa! Ma dove l'hai presa? Ti sei fatto un negozio sulla 5a?”
“Io non mi sono fatto proprio niente! E' roba regolarmente pagata questa!”
“Certo... sicuro... Ok, dai. Andiamo a cercare un cuscino per la pancia.”
No... il cuscino no...
“E' assolutamente necessario?” Mi lagno, mentre indosso gli occhiali.
Ma lei rimane inebetita a guardarmi senza spiccicare parola.
Il che per lei deve essere un primato.
“Bella?...”
“Oh! Scusa. Ero... per un attimo mi sono distratta. Ti stanno bene quei cosi. Non riesco a vedere un granchè con quella barba finta, ma agli occhi... ti stanno molto bene...”
Oh... parla degli occhiali.
Effettivamente ho notato più di una persona di sesso femminile guardarmi in maniera curiosa quando indosso gli occhiali.
E provo un senso di soddisfazione. O di piacere. Non so bene.
Almeno ho qualche potere sulla fiumana di parole che riesce a infilare questa ragazza. Bella...
Le si arrossa un po' il viso mentre continua a guardarmi.
Mmmmh... non credo siano i riscaldamenti.
Interessante.
“Caldo?”
“Come? Oh... no, no. Ma è meglio uscire di qui e muoversi, prima che... si faccia tardi.”
Percorriamo dei corridoi interni.
“Dove andiamo?”
“Nel magazzino qui dietro. C'è il tessile e sicuramente troveremo quello che cerchiamo.”
“Bella?”
Pronuncio il suo nome sento un brivido caldo. Come una carezza, o un soffio d'aria sulla pelle nuda...
“Si?”
Si...
“Hai mai... voglio dire... oltre agli occhiali, hai preso dell'altra merce? Lo fai regolarmente?”
Ti prego, dimmi di no...
“Qualche volta. Ma qui non ho intenzione di prendere niente. Almeno non in maniera definitiva. Ho preso solo un vestito, una borsa, un cappello, un paio di sandali, una cintura, un profumo-”
Niente, dice lei!
“Quella è roba che non puoi restituire come se niente fosse. E un profumo si consuma.”
“Era solo il tester di prova. Se ne sprecano a dozzine. Non morirà nessuno. E poi senti, senti quanto mi dona.”
Raccoglie i capelli da una spalla per portarli sull'altra e avvicina il collo al mio viso.
E io sono sopraffatto.
Mi ritrovo ingolfato in un'essenza che in realtà ha poco dell'artificiale. Riesco a distinguere fiori... agrumi... pulito... estate... girasoli... ma che cazzo...
Ha le mani posate sulle mie spalle e le mie sono sui suoi fianchi. Che stringono.
E ora stringono anche i miei slip. Da vecchio.
“Allora... com'è?...”
Esala in un sospiro.
Porno.
E' da film porno.
Il suo odore e la sua voce.
Annuso ancora e ancora, incapace di distanziarmi da lei, e sento i capelli rizzarmisi sulla nuca.
Mi si sta rizzando ogni cosa a quanto pare.
“E' buono. Molto... buono...”
Troppo buono.
“Anche tu profumi di buono...”
Il suo collo è a qualche millimetro dalla mia bocca. Non ci vorrebbe che qualche altro millimetro...
Cazzo.
Ho voglia di baciarla.
Ho voglia di succhiarla.
Di stringerla.
Di scoparla.
La conosco da cinque fottuti minuti e mi sta rivoltando da capo a piedi.
La allontano di scatto da me.
Non sono io!
Questa ragazza mi fa diventare qualcuno che non sono io!
Io non penso che voglio scopare qualcuno! Mai! Nemmeno Kate!
Nemmeno Kate.
Devo riprendere possesso delle mie facoltà intellettive.
“Dobbiamo cercare il cuscino. Mostrami dove trovarlo.” Le dico seccamente.
Non parla, mentre prosegue a camminare.
Strano.
Apre la porta che dà su uno dei magazzini.
“Ecco.”
Entriamo in quello che sembra un bazaar.
“Che disordine. Chissà se questa merce viene regolarmente inventariata. Dovrò-”
“Ma che cazzo te ne frega! Mica sei il padrone!” Ridacchia.
Eh...
“Guarda quanta roba, invece. Vieni, i cuscini dovrebbero essere lì.”
“E tu che ne sai?”
“Lo so, lo so. Ci sono venuta a dormire una volta.”
“Come?! Durante l'orario di lavoro?!”
“Certo, mica ci vengo quando non lavoro! Hahahahaha! Credi che mi piaccia passare il tempo libero qui dentro? Ho di meglio da fare, credimi.”
“Per esempio?” Non riesco a fermare quella domanda. So solo che non mi piace che lei abbia di meglio da fare che essere... qui...
Si ferma un attimo dalla ricerca e si volta a guardarmi.
“Lo sai che sei strano? Perchè, a te piacerebbe passare tutto il tempo qui?”
Con te qui dentro? Si.
No!
“Bè io...” Non so come rispondere, ma lei mi toglie d'impaccio.
“Non hai... che ne so... una... ragazza, con cui passare il tuo tempo? Quello libero intendo. Libero, libero. Galera a parte ovviamente.”
“Ha-ha-ha. Spiritosa. Comunque si. Certo che ho una, uhm, fidanzata.”
“Oh.”
Il suo sorriso malizioso scompare.
No...
“E tu? Ce l'hai un... uhm... ragazzo?”
“No. I fidanzamenti non sono il mio genere. Io sono una da una botta e via.”
“Prego?!”
“Hahahahahah! Ti stavo prendendo un po' per il culo, tranquillo! Comunque, no. Non ce l'ho il ragazzo. Ce l'avevo però. Ma era troppo incasinato. Non ha funzionato. Era sempre impicciato in cose poco chiare... e... insomma era una testa di cazzo. E io non mi faccio le teste di cazzo. E poi non era un granchè a letto.”
Ho caldo.
E voglio sapere questa storia del letto.
“Pe-perchè? Cosa faceva che non andava?”
“Mmmm... bè... insomma... non è che si curasse tanto dei miei bisogni. Scopava e basta. Punto. Era diventato noioso. Andavamo a letto, un paio di carezzine e via. Non il sogno della vita, non ti sembra?”
Uhm... questo mi ricorda qualcosa, ma ora non so bene cosa.
“Tu invece? Come va la vita orizzontale con la tua fidanzata? Fuoco e fiamme o coccole e tenerezza? O tutt'e due magari....”
Ha! Come se lo andassi a raccontare a lei.
O come se somigliasse a niente di tutto questo.
Questi pensieri iniziano a darmi veramente sui nervi.
“La mia vita sessuale è a posto, grazie del pensiero.”
“Ah si?”
Si avvicina a me. Molto. Sento il calore del suo corpo invadere il mio spazio personale.
Pericoloso. Molto, molto pericoloso.
Per fortuna il costume da Babbo Natale è spazioso.
“Sei un bel ragazzo... questo si vede. Ma hai un'aria impettita e dignitosa... forse sei uno a cui piace comandare a letto... magari sei un Dom... ti piace infliggere un po' di dolore... o tanto...”
Mi vengono in mente le migliori scene porno della mia ormai polverosa collezione di film.
E nelle scene in cui mi sforzo sempre di vedere Kate, ora vedo solo lei.
Bella.
Bella legata ad un grande letto in mogano. Completamente nuda, vulnerabile, con il respiro accelerato, e bagnata per me...
E non mi sto sforzando per niente.
Oh no...
“Oppure sei uno a cui piace fare l'amore intensamente, trattando la propria donna come qualcosa da venerare, baciandola e amandola e portandola lentamente nell'abisso del piacere? Mmmh?...”
Bella.
Bella. Sempre lei.
Lei sotto di me che freme mentre io le accarezzo e le bacio il viso, il collo, i voluttuosi seni, i fianchi rotondi, fino alla sua deliziosa valle...
“O sei uno a cui piace andare a letto in pigiama di flanella e leggere il giornale?”
Bella. Bella Bella Bella.
Che mi aspetta, con la camicia da notte... della nonna?!
Cosa?
“No! Certo che no! Io mi occupo perfettamente dei bisogni della mia fidanzata! Non ho bisogno di giochetti o scene o corde o bende-”
“Oh... è questo a cui stavi pensando ora?” Ghigna.
Cristo!
“Si! No! Voglio dire-”
Sento il suo corpo aderire completamente al mio.
Sono fottuto.
Voglio dire fregato!
No! No! Incastrato!
“Oh si, invece... Sento che l'idea ti piace molto... Ti va di raccontarmi a cosa stavi pensando esattamente?..." Sospira con un filo di voce.
Oh si...
No!
No.
Il suo respiro sta invadendo i miei sensi, ma non abbastanza da lasciare che la sua mano vada dove ora la vorrei di più al mondo.
Stringo il pugno intorno al suo polso.
“Ah!”
“Fermati.”
“Perchè?...”
“Perchè questo non è né il luogo né il momento. E poi sono fidanzato.”
Si ritrae.
E' mortificata.
No, Bella, no...
“Voglio dire che... tu sei bellissima e non c'è niente al mondo che ora vorrei di più. Ma non posso?”
Quell'ultima frase mi esce come una domanda, come se lei mi potesse dare la risposta.
Le torna quel mezzo sorrisetto che le fa alzare le labbra solo a sinistra.
Questa donna è il diavolo.
“Davvero? Ok, Edwhhhard... Peccato.”
Peccato si!
Si volta intenta a continuare la ricerca di... cosa stavamo cercando? Ah si, il cuscino.
Bene. Crisi superata.
“Perchè sono bravissima a fare pompini.”
Oh Cristo!
Il mio pene vorrebbe uccidermi in questo preciso istante. O licenziarsi in tronco.
Tronco, ecco quello che ho in mezzo alle gambe ora.
E tutto quello che penso è la sua bocca che lecca e succhia come un aspirapolvere tutto il mio cazzo fino in gola!
Crisi superata un cazzo!
Un corno! Volevo dire un corno! Cazzo!
“Oh! Ecco qua! Qui ci sono i cuscini! Whhoooosh!”
La guardo mentre si tuffa di schiena in un mare di cuscini colorati di ogni forma e dimensione.
Ride di gusto e i lunghi capelli formano un alone vaporoso intorno a lei.
Strizzo le palpebre per ricacciare indietro le immagini di Bella nuda, sdraiata sui cuscini, morbida e calda che mi chiama “Vieni... Edward... Vieni...”
“Vieni Edward! Buttati! E' morbido e caldo qui!”
Cazzo!
Cazzo cazzo cazzo!
Ma cazzo!!!
E non ci sono altre parole.
Cazzo è l'unica parola adatta alle circostanze.
Circostanze del cazzo.
Edward. Tu sei il CEO di Macy's.
Tu sei fidanzato.
Tu sei una persona impettita e dignitosa.
No! Non sono impettito e dignitoso! Sono solo una persona seria!
Una noiosissima, impettita e dignitosa persona seria!
Sono un CEO.
Devo fare il CEO.
“Bella. Dobbiamo andare. E' tardi.” Dico con la voce più CEO che posso.
E mi viene di merda.
“Oddio! Cazzo! E' vero!”
Si rialza di scatto, ma perde l'equilibrio su tutti quei cuscini accatastati.
“Cazzo!” Diciamo all'unisono, quando si aggrappa alle mie braccia per non cadere e ci ritroviamo invece tutti e due sui cuscini.
Io sono di schiena.
E lei è sopra.
Sopra al mio-
“Cazzo...”
Dice con un soffio di voce.
Deglutisce rumorosamente. E stringe le ginocchia sui miei fianchi.
Spingendo lentamente e deliberatamente contro la mia ormai dolorosissima erezione.
“Ahhh...” Gemo.
Le afferro le cosce.
Non deve.
Non deve.
Ma le mie mani la spingono di nuovo sul mio bacino.
E i miei fianchi vanno su.
Lei è una visione.
Bellissima e selvaggia.
Con la bocca aperta e il respiro affaticato.
Mi basta un'altra mossa. Un'altra piccolissima mossa ed esplodo.
“Edward...”
“Ma che cazz- Bella?!”
Ci giriamo di scatto verso la porta.
Io di certo con vero, puro orrore.
“Emmy! Ciao! Io... io stavo cercando un cuscino per la pancia di Babbo Natale! Ecco! L'ho trovato!”
Dice tutta d'un fiato rialzandosi di fretta e afferrando il primo oggetto che le capita in mano.
“Quello è un poggia-reni. Bella, ma che cavolo fai qui dentro?! Sei matta?! Se ti vede mio fratello sei finita! E chi diavolo è quello?”
Cerco con tutta la forza che ho di sprofondare tra i cuscini.
“Oh! Questo è Edward! Edward, ti presento Emmett Cullen. Edward è qui per fare Babbo Natale, ti prego Emmino, non dire niente, gli serve questo lavoro! Almeno è onesto! E' stato in galera, lo sai? E accontentarsi di un lavoretto come questo non deve essere affatto facile, ma ci sta provando! E' un grande passo da parte sua, vero Edward?”
Sono fritto.
Fritto fritto fritto fritto.
Fritto.
“Edward?” Ripete mio fratello cercando di guardarmi più da vicino.
Magari vestito così e con questa barba non mi riconosce.
Ma sorride.
Uno di quei sorrisi della serie 'Ti ho beccato. Fai come ti dico o lo dico a mamma e papà.'
Cristo...
“Edward... Ma che begli occhiali che hai. Sembrano molto costosi. Li hai rubati?”
Non dico niente mentre mi tiro su.
Sistemando quella che un tempo antichissimo ormai era un'erezione atomica.
“Emmy! Lascialo in pace! E poi non ti riguarda. Edward qui non ha rubato nulla.”
La vedo arrossire.
Ha! Io no di certo, ma lei si!
“Edward... hai fatto bene a cercare lavoro qui. Questo è un posto meraviglioso. Vieni, ti voglio presentare mio fratello.”
Mi afferra per un braccio.
Lo guardo malissimo.
Uno di quegli sguardi alla 'Ti licenzio. Ma questa volta sul serio.'
“Emmett! Ora basta. Edward non ha fatto nulla di male. E poi, scusami, ma tuo fratello è un vero bastardo. Non ci metterebbe un secondo a buttarci tutti sul marciapiede, se sapesse.”
Mi volto di scatto verso di lei.
“Lo conosci?” Le chiedo interdetto.
Io non mi ricordo di averla mai vista o conosciuta. Una così me la sarei certo ricordata. O forse l'ho licenziata già per furto.
“No, non personalmente. Però è una vera carogna. Lo sai che ha studiato dei contratti capestro solo per il periodo natalizio? E lo sai che ha buttato fuori Angela solo perchè aveva scopato con un caporeparto? E comunque ho visto una sua foto. Lo riconoscerei ovunque. Con quello sguardo perfido, quegli occhi così verdi, quel sorriso così demoniaco, quei capelli così...”
Mi sbrigo a rimettere a posto il cappello, mentre lei parla distrattamente... dei miei capelli e dei miei occhi così verdi.
Mmmmh.
Molto, molto interessante.
“Già. E' un figlio di puttana, lo sanno tutti. Salvando mamma ovviamente.”
Bella fa una risatina squillante alla volgarissima battuta di Emmett, il quale mi guarda in modo diabolico.
No. Io. Io solo devo farla ridere così.
Guardo Emmett alla 'Se non la pianti immediatamente ti taglio anche i contributi per la pensione.'
“Emmy, ti chiami così, vero? Tu invece sei proprio sicuro di non passare GUAI per non fare bene il tuo lavoro?” Incalzo.
“Oh, caro Edward, non sai che inferno lavorare per un tale bastardo. Anche se è mio fratello e gli voglio bene, a volte è assolutamente insopportabile. E noioso.”
Noioso?
Ma che storia è questa?! Ma allora lo sanno tutti che sono noioso!
“Molto lieto di fare la conoscenza di un Cullen, come sta Ro- la tua fidanzata? Tutto bene?” Bastardo?
“Umpf! Riuscirò a riconquistarla, vedrai. Fosse l'ultima cosa che faccio! Ma dimmi invece... come sta Ka- voglio dire la TUA fidanzata? Lo sa che ti fai cavalcare dalle impiegate?”
Sento Bella sopprimere una risata.
“Sta benissimo. Grazie. E Bella non mi stava cavalcando. Stava per cadere e io la stavo aiutando a rialzarsi.”
“Mmmmh... strano, credevo che Bella avesse detto che cercavate un cuscino... Sicuro che non ci fosse altro? Vita sessuale noiosa, forse? O INESISTENTE?”
“Emmett.”
“Ma guardali!!! Vedo che siete già amici per la pelle! Sono contenta. Tutti uniti contro quel bastardo di Edward Cullen!”
Yee.
“Ok, fratelli...”
Io e Emmett la guardiamo con orrore.
“... andiamo, che è l'ora dei bambini.”

LA MITICA SPARVIERO is back!!!! ahuahauha è fantastica, l'ironia mista al sesso è sempre stimolante insieme. Non vedo l'ora di leggere il resto. Lui CEO tutto composto che parte x la RETTA via con Bella che spara mitragliate di parole. E io che mi immaginavo , tipo nei film, lei che parla e lui che pensa, quando tolgono l'audio e vedi solo la bocca muoversi e poi quando si ridesta torna la voce!!ahuahau!! era così da pensare o sbaglio!??! W il tronco della felicità di Babbo Natale!!
RispondiEliminahahahahahahah!! grazie Stefy! In realtà nella mia testa avevo l'immagine e i pensieri ben chiari, spero di averli resi chiari anche a voi! Se solo si potessero mettere le foto delle espressioni!! L'ideale sarebbe un fotoromanzo! ahahahahahahah!!!
Eliminagrazie! baci e Buon Natale!!!
sarebbe bellissima come cosa!!ahuaa no no hai reso pienamente la cosa... E adoro la tua foto profilo qui.
Elimina;) STA FOTO è UN CAPOLAVOROOOOOOOOO!! E' UN SIMBOLO!!
EliminaPer prima cosa premetto che commenterò, capitolo per capitolo, anche se ho già più o meno idea di come si svolgerà la storia e posso confermare che è vero. Questa è quasi finita!! Quasi ...
RispondiEliminaDunque .. un'inizio così scoppiettante, dinamico e coinvolgente non lo leggevo dai tempi di Wallbanger o The best I ever had! O .. fammi pensare .. del Manganello! Io sono già innamorata di questo Edward tutto CEO e sicuro di sé nel suo ruolo, tra le sue certezze, e completamente perso ed in balia di una Bella così differente dalle donne con cui di regola si relaziona. E' un mix micidiale.
Comunque ... concordo con Stefy che la scena del loro incontro, oltre che essere irresistibile per la dinamica folle che la caratterizza e per il sorriso che provoca senza possibilità di resistervi, è anche Bella perché è come vedere una commedia ironica e sexy prendere forma proprio davanti a gli occhi.
Brava amò!! a stasera per il secondo capitolo!!! Bacio!
Ciao amòòòòòòòòò!!! Grazie di tutti i consigli e il "betaggio"! Stasera posto il secondo, non so se prima o dopo il cenone! Dipende da come mi va la giornata caotica già adesso!!
EliminaSpero davvero di allietare le feste anche se vado decisamente sul dissacrante!!!
bacio!!
BENTORNATA SPARVYYYYYYYYYYYYYYYYYYYY
RispondiEliminaRitorno col botto per essere in tema.
Bellissima questa idea del ceo che si mimetizza (sarebbe stata la mia prossima storia, ma a questo punto rinuncio anche se sarebbe stata diversa dalla tua).
Non vedo l'ora di leggere come prosegue, Emmett è un gran bastardo e Bella totalmente innovativa per non parlare di Edward tutto impettito col bastone su per quel culetto d'oro.
Spero che presto Kate prenda la via delle miniere di Moriah e non faccia più ritorno, magari potresti farla cadere nel pozzo senza fondo ahahahahahah
Complimenti cara, non deludi mai.
A presto spero.
Un bacio grande e un immenso augurio di buone feste.
Patrizia
Ciao!!! Grazie, sei molto carina! Però, ti prego, non rinunciare a scrivere del CEO che si mimetizza, questa è solo una storiellina di Natale scritta tanto per divertimento, e comunque ogni storia è sempre differente anche se gli spunti poi alla fine possono essere simili!
RispondiEliminaBuon Natale anche a te! baci!
Mi sono fermata per mangiare un panino ed ho avuto questa gradita sorpresa. Il panino e' nel piatto ed ho gia' letto cinque volte il capitolo ridendo come ma matta, per fortuna sono sola!! Per piacere finisci anche la tua storia il manganello, scrivi molto bene e sai come rapire il lettore. Aspetto i prossimi capitoli e ti auguro buone fete
RispondiEliminanuoooo!!! è più divertente mangiare e ridere!
Eliminagrazie dei complimenti!
e si, faccio promessa solenne per il Manganello, ci tengo davvero tanto e mi dispiace avervi lasciato tutte appese!
baci e Buon Natale!
Io giuro che nn sto ridendo!
RispondiEliminaNon sto affatto ridendo!
Non sto ridendo per un cazzo!
MI STO AMMAZZANDO!!!!!!!!
Il CEO noioso che parla a se stesso e' bestialmente da scompisciamento!!!!
E lei ladra chiacchierona, scoppiettante, disinibita.......
Ahahahahahahauaha!!!!!!!
POVERA KATE!!!!!!!!!!!!
Bravissima amo'!!!!!!!!!
Buon Natale e geazie per questo regalone!!
Bacibacibaci
Cri
Ciao Cri! Grazie del commento! Quando scrivo e rileggo penso a quanti errori faccio e che tu non faresti mai! Ma non so quanto ci riesca... promettimi di non mandarmi foto di vocabolari! hahahahaahahah!!! O anche si!!!
Eliminabaci!!! Buon Nataleeeee!!!
OMG mi sto scompisciando dalle risate e che cazzo ci voleva proprio, poi un Edward così noioso non l'avevo mai letto, sei una forza della natura come Bella, divertentissimo un carattere da farti venire il mal di testa (di solito è Alice dipinta così) questa Bella mi fa impazzire.......grazie per il regalo e BUON NATALE!!!!!!
RispondiEliminaP.S. non dimenticare il manganello ....
Ciao Angelicao!! Grazie del commento! Oddio, spero che poi Edward non sia così noioso!!! ahahahahahah!!! Buon Natale anche a te e Il Manganello arriva, promesso!
RispondiEliminaMitica Sparvi,non so se mi riconosci con questo nick...vediamo!Comunque questa storia è troppo:troppo divertente,troppo dolce,troppo porca,quindi in sintesi è perfetta!Credo che anche se non ci fosse il nome dell'autore,leggendola capirei subito chi c'è dietro, il tuo stile meraviglioso è inconfondibile.Da lettrice,posso dire che questo è davvero un regalo di Natale coi contro c...fiocchi!!!Sarà anche dissacrante,ma è questa la sua forza.Davvero è come te,ti rispecchia,così come la tua Bella:semplice,diretta,solare,casinara,ma con un cuore enorme e un'anima pura e dolcissima.Bacione.
RispondiEliminaHAHAHAHAHAHA!!! Certo che ti riconoscoooooo!!! Soprattutto per tutta quella fila di aggettivi troppo belli per meeeeee!!!
EliminaSono contenta che ti piaccia, so quanto sei attenta e spero di venire incontro alle aspettative.
Un bacio e buon Natale!